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Carlesi-Cenni, duello con pepe La querela accende il clima scontro sulla delocalizzazione
Aiuti alle famiglie: priorità per entrambi. Immigrati: il nodo della riqualificazione del Macrolotto Zero
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PRATO. Faccia a faccia. I candidati sindaco Massimo Carlesi (centrosinistra) e Roberto Cenni (centrodestra) nella redazione del Tirreno si confrontano sui temi "caldi" della campagna elettorale più combattuta e spesso anche più tesa che Prato abbia conosciuto negli ultimi decenni. Dal welfare all'inceneritore, dalla delocalizzazione alla querela che Cenni ha sporto contro il suo antagonista. Senza rete, ma con un appello finale alla serenità e ad abbassare i toni.
Due temi fondamentali si intrecciano nel momento difficile che la città attraversa: crisi economica e immigrazione. Cominciamo dal primo. Se diventerete sindaci cosa farete per dare concretamente una mano alle famiglie in difficoltà?
Carlesi: «L'emergenza delle famiglie è seria. Sono almeno 10mila quelle che hanno avuto una contrazione del 30-40% nel reddito. Bisogna usare misure straordinarie, anche in deroga alle norme attuali, per arrivare a facilitazioni sul fronte degli affitti, dei buoni scolastici, dei nidi. Va fatta una prima variazione del bilancio utilizzando i risparmi ottenuti dal taglio del costo della politica: otto assessori invece di dodici, alleggerimento nel corpus dei dirigenti. Così si otterranno circa 400 mila euro da destinare ai primi aiuti. In un secondo momento si potrà ricavare un ulteriore milione e mezzo dai risparmi legati alle partecipate. La terza mossa riguarda la necessità di ripristinare i trasferimenti statali i cui tagli sono caduti sul sociale e sugli affitti. Se sarò sindaco farò tutto il possibile per riottenere dal governo certe disponibilità».
Cenni: «Una delle priorità dei sindaci è certamente aiutare le famiglie che hanno bisogno. L'amministrazione, sul fronte economico, deve cercare di mandare avanti il tavolo di distretto e l'apertura di uno specifico tavolo per Prato. Il sindaco dovrà cercare di alimentare più progettualità possibili per ottenere maggiore considerazione e fondi da parte del governo. Ho sempre sostenuto che bisogna dare tutti gli aiuti possibili alla famiglia, che è il nucleo centrale della società. Per il reperimento dei fondi credo sia necessaria un'analisi approfondita sul bilancio preventivo 2009. Infatti sull'addizionale Irpef, c'è una tendenza generale all'abbassamento delle entrate che si ripercuotono sul bilancio del Comune in maniera pesante. Non solo, c'è anche un fuoribilancio di due milioni. Per questo bisogna rivisitare il bilancio 2009 e progettare bene quello 2010 per poter reperire risorse destinate alle famiglie».
Altra grande questione è quella della presenza massiccia di immigrati, cui si aggiunge il nodo illegalità legato a una parte di loro. Che cosa pensate di fare su illegalità e distetto parallelo? In maniera brutale: cosa farete dei cinesi? E ancora: servono ronde e esercito a Prato?
Carlesi: «La questione è complessa. Intanto la risposta sull'immigrazione: è un fenomeno che ha caratteristiche mondiali e va governata tenendo presente che non ci possono essere risposte solo a livello locale ma a più ampio raggio. A livello locale la cosa più importante credo sia dare attuazione a una politica dei diritti e dei doveri e di ragionare con chiunque per evitare che si crei una città dentro la città. Esistono persone arrivate a Prato per lavorare, si sono integrate e sono cittadini che danno il loro apporto alla città; ci sono altre situazioni invece di forte illegalità che non si possono assolutamente tollerare. Su questo fronte ho già detto che costituirò un ufficio sicurezza e proprio in questi giorni ho avuto la disponibilità come consulenti dell'ex prefetto Achille Serra e di Salvo Ardita. Altra questione: rimettere in ordine pezzi di territorio. E' dell'altro giorno la proposta di riqualificazione del Macrolotto zero che servirà a "ripulire" una zona che oggi è fortemente problematica. Sul discorso ronde ed esercito io penso che la nostra città abbia bisogno soprattutto di interventi mirati delle forze dell'ordine contro le eventuali infiltrazioni mafiose, contro l'usura e per meglio controllare i flussi finanziari. Alle ronde sono contrario in modo assoluto. Per l'esercito credo che le stesse risorse spese per destinarlo in città potrebbero essere usate per aumentare la capacità d'azione della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza».
Cenni: «Il progetto del Macrolotto zero non tiene conto di due cose fondamentali: il diritto alla proprietà privata che la perequazione, cioè lo spostare da una parte all'altra della città l'edificato, rischia di non rispettare; e del fatto che levando 180mila metri quadrati dal Macrolotto zero si va a piazzarli da qualche altra parte. Mi piacerebbe sapere cosa significa. Inoltre per fare un lavoro di questo genere ci sarà bisogno di fondi incredibili oppure di percorrere la strada degli espropri, facendo trovare il Comune in difficoltà economiche se non c'è accordo con i privati.
Sul fronte della sicurezza, occorre la massima determinazione. In questo senso devono essere i cittadini a dare la fiducia a chi credono possa operare in un certo modo. Due cose devono essere fatte: sostenere il progetto del presidente del tribunale Genovese per integrare le forze che oggi ha a disposizione; e indurre la Regione a rivedere la politica fatta nei confronti dell'immigrazione. Credo poi che debba essere presa in considerazione la possibilità, annunciata anche da Berlusconi, di accettare l'esercito. Perché non credo si possano fare ulteriori spese per gli organici delle forze dell'ordine. L'esercito non verrebbe con i carriarmato o con i bazooka ma con la semplice pistola, e visto che viene addestrato appositamente, non vedo perché non debba essere usato. Le ronde invece no. Ideologicamente non vengono accettate. Se le ronde escono e incontrano chi è contro, alla fine devono intervenire i carabinieri per dividerli. Creano solo problemi».
Carlesi: «Nel macrolotto zero si possono venire a creare condizioni di questo tipo: blocco del frazionamento delle grandi superfici, evitando la nascita di decine e decine di aziende difficili poi da controllare. Non sono il tipo agli "Amici miei" che dice: "da qui passerà un'autostrada in mezzo al paese"... Il ragionamento è diverso: usando gli strumenti della perequazione e la Società di trasformazione urbana e utilizzando fondi regionali e europei, si possono acquisire aree e andare a creare spazi pubblici - piazze, giardini - terziario e residenze, evitando di consumare spazio scegliendo di andare in altezza».
Cenni: «L'illegalità economica invece va affrontata con due metodi, quello finanziario e con le indagini sui flussi di denaro. Per i reati finanziari servono indagini mirate, per cui o la guardia di finanza si dedica solo a questo e rallenta il lavoro da altre parti, o si mettono in campo nuove forze. C'è un problema importante: attualmente i money transfer sono fuori da ogni controllo: bisogna ripensare il sistema di controllo. L'altra questione è l'aggancio con l'ufficio delle entrate per poter esaminare a fondo l'attività e la composizione delle singole società».
Due temi fondamentali si intrecciano nel momento difficile che la città attraversa: crisi economica e immigrazione. Cominciamo dal primo. Se diventerete sindaci cosa farete per dare concretamente una mano alle famiglie in difficoltà?
Carlesi: «L'emergenza delle famiglie è seria. Sono almeno 10mila quelle che hanno avuto una contrazione del 30-40% nel reddito. Bisogna usare misure straordinarie, anche in deroga alle norme attuali, per arrivare a facilitazioni sul fronte degli affitti, dei buoni scolastici, dei nidi. Va fatta una prima variazione del bilancio utilizzando i risparmi ottenuti dal taglio del costo della politica: otto assessori invece di dodici, alleggerimento nel corpus dei dirigenti. Così si otterranno circa 400 mila euro da destinare ai primi aiuti. In un secondo momento si potrà ricavare un ulteriore milione e mezzo dai risparmi legati alle partecipate. La terza mossa riguarda la necessità di ripristinare i trasferimenti statali i cui tagli sono caduti sul sociale e sugli affitti. Se sarò sindaco farò tutto il possibile per riottenere dal governo certe disponibilità».
Cenni: «Una delle priorità dei sindaci è certamente aiutare le famiglie che hanno bisogno. L'amministrazione, sul fronte economico, deve cercare di mandare avanti il tavolo di distretto e l'apertura di uno specifico tavolo per Prato. Il sindaco dovrà cercare di alimentare più progettualità possibili per ottenere maggiore considerazione e fondi da parte del governo. Ho sempre sostenuto che bisogna dare tutti gli aiuti possibili alla famiglia, che è il nucleo centrale della società. Per il reperimento dei fondi credo sia necessaria un'analisi approfondita sul bilancio preventivo 2009. Infatti sull'addizionale Irpef, c'è una tendenza generale all'abbassamento delle entrate che si ripercuotono sul bilancio del Comune in maniera pesante. Non solo, c'è anche un fuoribilancio di due milioni. Per questo bisogna rivisitare il bilancio 2009 e progettare bene quello 2010 per poter reperire risorse destinate alle famiglie».
Altra grande questione è quella della presenza massiccia di immigrati, cui si aggiunge il nodo illegalità legato a una parte di loro. Che cosa pensate di fare su illegalità e distetto parallelo? In maniera brutale: cosa farete dei cinesi? E ancora: servono ronde e esercito a Prato?
Carlesi: «La questione è complessa. Intanto la risposta sull'immigrazione: è un fenomeno che ha caratteristiche mondiali e va governata tenendo presente che non ci possono essere risposte solo a livello locale ma a più ampio raggio. A livello locale la cosa più importante credo sia dare attuazione a una politica dei diritti e dei doveri e di ragionare con chiunque per evitare che si crei una città dentro la città. Esistono persone arrivate a Prato per lavorare, si sono integrate e sono cittadini che danno il loro apporto alla città; ci sono altre situazioni invece di forte illegalità che non si possono assolutamente tollerare. Su questo fronte ho già detto che costituirò un ufficio sicurezza e proprio in questi giorni ho avuto la disponibilità come consulenti dell'ex prefetto Achille Serra e di Salvo Ardita. Altra questione: rimettere in ordine pezzi di territorio. E' dell'altro giorno la proposta di riqualificazione del Macrolotto zero che servirà a "ripulire" una zona che oggi è fortemente problematica. Sul discorso ronde ed esercito io penso che la nostra città abbia bisogno soprattutto di interventi mirati delle forze dell'ordine contro le eventuali infiltrazioni mafiose, contro l'usura e per meglio controllare i flussi finanziari. Alle ronde sono contrario in modo assoluto. Per l'esercito credo che le stesse risorse spese per destinarlo in città potrebbero essere usate per aumentare la capacità d'azione della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza».
Cenni: «Il progetto del Macrolotto zero non tiene conto di due cose fondamentali: il diritto alla proprietà privata che la perequazione, cioè lo spostare da una parte all'altra della città l'edificato, rischia di non rispettare; e del fatto che levando 180mila metri quadrati dal Macrolotto zero si va a piazzarli da qualche altra parte. Mi piacerebbe sapere cosa significa. Inoltre per fare un lavoro di questo genere ci sarà bisogno di fondi incredibili oppure di percorrere la strada degli espropri, facendo trovare il Comune in difficoltà economiche se non c'è accordo con i privati.
Sul fronte della sicurezza, occorre la massima determinazione. In questo senso devono essere i cittadini a dare la fiducia a chi credono possa operare in un certo modo. Due cose devono essere fatte: sostenere il progetto del presidente del tribunale Genovese per integrare le forze che oggi ha a disposizione; e indurre la Regione a rivedere la politica fatta nei confronti dell'immigrazione. Credo poi che debba essere presa in considerazione la possibilità, annunciata anche da Berlusconi, di accettare l'esercito. Perché non credo si possano fare ulteriori spese per gli organici delle forze dell'ordine. L'esercito non verrebbe con i carriarmato o con i bazooka ma con la semplice pistola, e visto che viene addestrato appositamente, non vedo perché non debba essere usato. Le ronde invece no. Ideologicamente non vengono accettate. Se le ronde escono e incontrano chi è contro, alla fine devono intervenire i carabinieri per dividerli. Creano solo problemi».
Carlesi: «Nel macrolotto zero si possono venire a creare condizioni di questo tipo: blocco del frazionamento delle grandi superfici, evitando la nascita di decine e decine di aziende difficili poi da controllare. Non sono il tipo agli "Amici miei" che dice: "da qui passerà un'autostrada in mezzo al paese"... Il ragionamento è diverso: usando gli strumenti della perequazione e la Società di trasformazione urbana e utilizzando fondi regionali e europei, si possono acquisire aree e andare a creare spazi pubblici - piazze, giardini - terziario e residenze, evitando di consumare spazio scegliendo di andare in altezza».
Cenni: «L'illegalità economica invece va affrontata con due metodi, quello finanziario e con le indagini sui flussi di denaro. Per i reati finanziari servono indagini mirate, per cui o la guardia di finanza si dedica solo a questo e rallenta il lavoro da altre parti, o si mettono in campo nuove forze. C'è un problema importante: attualmente i money transfer sono fuori da ogni controllo: bisogna ripensare il sistema di controllo. L'altra questione è l'aggancio con l'ufficio delle entrate per poter esaminare a fondo l'attività e la composizione delle singole società».
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