Il lutto
prato
Usura a conduzione familiare
Paolo Nencioni
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Il procuratore capo Piero Tony ha illustrato i risultati dell’operazioneEra un'attività di usura "a conduzione familiare" quella scoperta dalla guardia di finanza, che ha portato complessivamente a otto arresti con l'accusa di usura ed estorsione
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PRATO. Era un'attività di usura "a conduzione familiare" quella scoperta dalla guardia di finanza, che ha portato complessivamente a otto arresti con l'accusa di usura ed estorsione. Il presunto capo è una donna, affiancata dall'ex marito, dal fratello e da un nipote. Tra gli altri quattro arrestati, invece, figura un esponente della Democrazia cristiana candidato alle ultime amministrative.
L'operazione illustrata ieri dal procuratore capo Piero Tony insieme al tenente colonnello Marco Defila e al sostituto procuratore Roberta Pieri è un seguito di quella che lo scorso 25 marzo portò all'arresto di Biagina Biancucci, Salvatore Anania e Vincenzo Gravina. Questi ultimi, di 37 e 49 anni, entrambi originari della Calabria, si sarebbero prestati a dare una mano alla donna per recuperare 50.000 euro che la stessa aveva prestato a un mediatore creditizio (una specie di consulente che dovrebbe aiutare ad accedere al credito) al tasso mensile del 20%.
Da tempo la sezione di pg della Finanza presso la Procura indagava su Biagina Biancucci, già dipendente delle mense scolastiche, poi semplice casalinga. Sarebbe lei, secondo gli inquirenti, al centro di tutto.
Gli arresti di marzo, eseguiti davanti al Bar Doris di viale Galilei dopo un'aggressione al mediatore creditizio, hanno dato un'accelerazione all'indagine. Un'indagine nella quale, oltre ai riscontri documentali, hanno avuto un importante ruolo le intercettazioni telefoniche.
E così lunedì della scorsa settimana (anche se la notizia è stata data ieri) sono scattate altre sei ordinanze di custodia, una delle quali è stata notificata in carcere a Biagina Biancucci. Le altre riguardano l'ex marito Gherardo Inverga, 43 anni, il fratello Pasquale Biancucci, 51 anni, il nipote Giovanni Biancucci, 26 anni, Aniello Cozzolino, trentanovenne residente a Cantagrillo e originario di Torre del Greco, come la famiglia Biancucci. L'ultima ordinanza è stata notificata a Luciano Bartolozzi, 67 anni, originario di Certaldo e residente a Barberino di Mugello, dove la scorsa settimana era candidato in quota Democrazia cristiana nel Pdl alle elezioni amministrative.
Oltre al mediatore creditizio, ci sono altri due soggetti che avrebbero ricevuto prestiti a usura, a Prato e Firenze. Il mediatore, però, è lui stesso indagato, perché da "usurato" si sarebbe trasformato in usuraio nei confronti di altre persone.
Complessivamente sono state trovate tracce di prestiti a usura per oltre 100.000 euro e sono stati sequestrati 60.000 euro su conti riconducibili agli indagati in due istituti di credito. Ma l'inchiesta non è conclusa e potrebbe avere ulteriori sviluppi.
L'operazione illustrata ieri dal procuratore capo Piero Tony insieme al tenente colonnello Marco Defila e al sostituto procuratore Roberta Pieri è un seguito di quella che lo scorso 25 marzo portò all'arresto di Biagina Biancucci, Salvatore Anania e Vincenzo Gravina. Questi ultimi, di 37 e 49 anni, entrambi originari della Calabria, si sarebbero prestati a dare una mano alla donna per recuperare 50.000 euro che la stessa aveva prestato a un mediatore creditizio (una specie di consulente che dovrebbe aiutare ad accedere al credito) al tasso mensile del 20%.
Da tempo la sezione di pg della Finanza presso la Procura indagava su Biagina Biancucci, già dipendente delle mense scolastiche, poi semplice casalinga. Sarebbe lei, secondo gli inquirenti, al centro di tutto.
Gli arresti di marzo, eseguiti davanti al Bar Doris di viale Galilei dopo un'aggressione al mediatore creditizio, hanno dato un'accelerazione all'indagine. Un'indagine nella quale, oltre ai riscontri documentali, hanno avuto un importante ruolo le intercettazioni telefoniche.
E così lunedì della scorsa settimana (anche se la notizia è stata data ieri) sono scattate altre sei ordinanze di custodia, una delle quali è stata notificata in carcere a Biagina Biancucci. Le altre riguardano l'ex marito Gherardo Inverga, 43 anni, il fratello Pasquale Biancucci, 51 anni, il nipote Giovanni Biancucci, 26 anni, Aniello Cozzolino, trentanovenne residente a Cantagrillo e originario di Torre del Greco, come la famiglia Biancucci. L'ultima ordinanza è stata notificata a Luciano Bartolozzi, 67 anni, originario di Certaldo e residente a Barberino di Mugello, dove la scorsa settimana era candidato in quota Democrazia cristiana nel Pdl alle elezioni amministrative.
Oltre al mediatore creditizio, ci sono altri due soggetti che avrebbero ricevuto prestiti a usura, a Prato e Firenze. Il mediatore, però, è lui stesso indagato, perché da "usurato" si sarebbe trasformato in usuraio nei confronti di altre persone.
Complessivamente sono state trovate tracce di prestiti a usura per oltre 100.000 euro e sono stati sequestrati 60.000 euro su conti riconducibili agli indagati in due istituti di credito. Ma l'inchiesta non è conclusa e potrebbe avere ulteriori sviluppi.
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