Sicurezza
prato
Prato al palo, passa il cinico Giulianova
Pasquale Petrella
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Ferrario non passa contro la diga umana creata dagli abruzzesiLa rete decisiva è di Lisi che devia quasi per caso il bolide di D'Aniello su calcio di punizione dal limite Biancazzurri pericolosi con Ferrario che centra la traversa nel 1º tempo
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PRATO. Non è andata come si aspettava il Prato. Il Giulianova seppur incerottato in difesa per le assenze dei due centrali titolari, ha interpretato una partita perfetta e si è portato via l'intera posta in palio. Uno a zero è targato il successo degli abruzzesi al Lungobisenzio. Un risultato ancora recuperabile fra sette giorni, ma i biancazzurri visti ieri in campo, difficilmente riusciranno a recuperare il gol di svantaggio. Le energie dei lanieri durano solo un tempo: molto possesso palla, grande pressing ma poca concretezza. Il Giulianova interpreta bene la gara, si chiude con ordine sulle sfuriate dei biancazzurri e quando sono ormai stanchi e demoralizzati li colpisce in contropiede. E lo 0-1 gli va anche un po' stretto.
La traversa che nega il gol a Ferrario, il portiere Mancini che dall'alto dei suoi trentanove anni salta ancora come un grillo e anticipa Silva Reis nella deviazione vincente. Il primo tempo del Prato, tutta corsa e possesso palla si chiude in queste poche ma significative occasioni. E non sono un bel segnale. Proprio no, perchè fa caldo e il Giulianova nel secondo tempo ha più energie da spendere e lo dimostra subito. Il gol di Lisi arriva quasi per caso: la sua deviazione in barriera sul bolide da calcio di punizione di D'Antoni basta per ingannare Layeni e per dare il vantaggio che chiuderà il match.
Ma se il gol arriva quasi per caso c'è da dire che gli abruzzesi si vedono annullare un gol a D'Antoni che a pochi è sembrato irregolare, e che Improta e Lisi hanno spesso messo in difficoltà la retroguardia laniera impensierendo anche Layeni. Al Prato è mancata la concretezza, non l'impegno.
Si è visto il Prato dell'intera stagione, bravo a diseganre le geometrie, insufficiente a finalizzare a rete. Anche ieri i tiri nello specchio della porta sono stati sì e no un paio e nemmeno difficili da neutralizzare per Mancini. Peccato non aver visto il Prato che ha dominato il Viareggio nella semifinale dei playoff. E proprio i giocatori che fecero la differenza in quella occasione, ieri sono mancati. Silva Reis ed Ouchene si sono visti solo a sprazzi e quasi mai in maniera decisiva.
De Agostini ha corso tanto sulla fascia sinistra ma i suoi cross non hanno trovato sponde valide. E resta il dubbio sulla scelta del tecnico Orrico circa la sostituzione di Cecchi ad inizio ripresa con Basilico. Fuori un centrocampista di sostanza e dentro un attaccante. Troppa grazia contro un Giulianova che fino a quel momento aveva interpretato al meglio la fase difensiva. Lo sbilanciamento del Prato ha dato il la alle ripartenze degli ospiti che con veloci contropiede hanno sistematicamente messo in difficoltà la retroguardia del Prato. Improta, Lisi e D'Antoni hanno fatto valere le loro doti di velocisti.
La traversa che nega il gol a Ferrario, il portiere Mancini che dall'alto dei suoi trentanove anni salta ancora come un grillo e anticipa Silva Reis nella deviazione vincente. Il primo tempo del Prato, tutta corsa e possesso palla si chiude in queste poche ma significative occasioni. E non sono un bel segnale. Proprio no, perchè fa caldo e il Giulianova nel secondo tempo ha più energie da spendere e lo dimostra subito. Il gol di Lisi arriva quasi per caso: la sua deviazione in barriera sul bolide da calcio di punizione di D'Antoni basta per ingannare Layeni e per dare il vantaggio che chiuderà il match.
Ma se il gol arriva quasi per caso c'è da dire che gli abruzzesi si vedono annullare un gol a D'Antoni che a pochi è sembrato irregolare, e che Improta e Lisi hanno spesso messo in difficoltà la retroguardia laniera impensierendo anche Layeni. Al Prato è mancata la concretezza, non l'impegno.
Si è visto il Prato dell'intera stagione, bravo a diseganre le geometrie, insufficiente a finalizzare a rete. Anche ieri i tiri nello specchio della porta sono stati sì e no un paio e nemmeno difficili da neutralizzare per Mancini. Peccato non aver visto il Prato che ha dominato il Viareggio nella semifinale dei playoff. E proprio i giocatori che fecero la differenza in quella occasione, ieri sono mancati. Silva Reis ed Ouchene si sono visti solo a sprazzi e quasi mai in maniera decisiva.
De Agostini ha corso tanto sulla fascia sinistra ma i suoi cross non hanno trovato sponde valide. E resta il dubbio sulla scelta del tecnico Orrico circa la sostituzione di Cecchi ad inizio ripresa con Basilico. Fuori un centrocampista di sostanza e dentro un attaccante. Troppa grazia contro un Giulianova che fino a quel momento aveva interpretato al meglio la fase difensiva. Lo sbilanciamento del Prato ha dato il la alle ripartenze degli ospiti che con veloci contropiede hanno sistematicamente messo in difficoltà la retroguardia del Prato. Improta, Lisi e D'Antoni hanno fatto valere le loro doti di velocisti.
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