Il Tirreno

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La convivenza inizia da un video

Maria Lardara
Gaetano, il gestore del bar Lo Scalino
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Gaetano, il gestore del bar Lo Scalino

Un filmato in mandarino con scadenza e norme di comportamento e con spot di negozi etnici

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 PRATO. Da loro i cinesi sono di casa. Si vede da come Gaetano si destreggia dietro il bancone, mentre agguanta una piadina da scaldare. «Va bene la solita?», domanda il titolare del bar "Lo Scalino" a Paolo, un giovane dagli occhi a mandorla. Qui, in uno degli ultimi baluardi delle attività italiane di via Pistoiese, si macinano idee e progetti per favorire la convivenza tra pratesi e cinesi.
 L'illuminazione è scattata nella testa di Angelo, fratello di Gaetano, che sta lavorando al progetto di un video bilingue che si ponga come strumento di corretta informazione verso i cinesi. Lo seguono in questo esperimento d'integrazione altri operatori economici della zona, come la farmacia Etrusca ed Esa Consulenze che si trovano a due passi dal bar. «Ancora il progetto è da mettere a punto - spiega Angelo - ma contiamo di trovare anche la disponibilità dei negozianti cinesi per finanziare il video. In fondo, per loro sarebbe una forma di pubblicità». In sostanza, si pensa a proiettare un breve filmato nelle vetrine dei negozi e nei punti T-serve. «I dialoghi saranno in lingua italiana, con sottotitoli in cinese mandarino in modo da non discriminare nessuno», puntualizza Angelo. La voce parlante sarà quella di una giovane ragazza cinese che darà informazioni in italiano sulle scadenze delle bollette e sulle buone norme di comportamento in pubblico. I titolari del bar "Lo Scalino" si sono già affidati alla consulenza di Giancarlo Maffei, perché il progetto trovi la massima diffusione nel mondo orientale. «Ma vorremmo che fosse l'amministrazione comunale a sposarlo, a prescindere dal colore politico che avrà la prossima giunta», sottolineano i baristi di via Pistoiese. La loro vuole essere una trovata in chiave un po' fantasiosa, abbinando alla comunicazione di servizio degli spezzoni di cartone animato e una colonna musicale orientaleggiante, così da rendere più accattivante il messaggio. Sempre sul video dovrebbe poi scorrere anche la pubblicità dei negozi cinesi, con un ritorno d'immagine che, a conti fatti, costerebbe 50 euro al mese per ogni commerciante cinese del quartiere. «Con loro ormai ci conviviamo», è la constatazione del barista. «Per questo - aggiunge il fratello Gaetano - prima di fare la voce grossa contro questa comunità, dovremmo mettere loro a disposizione gli strumenti per integrarsi in maniera più efficace».
 Un progetto che piace anche a Giancarlo Maffei, per il quale comunque «l'idea del video potrebbe rappresentare il primo tassello di un progetto più ampio di riqualificazione, in un'ottica di collaborazione tra italiani e cinesi». In effetti, chiacchierando con i titolari del bar "Lo Scalino", si ha la sensazione di avere a che fare con uno dei pochi pratesi "sopravvissuti" all'avanzata di Chinatown. Di questo ne vanno quasi fieri. «Non abbiamo mai mollato. Ci siamo guadagnati il rispetto della clientela cinese. Purtroppo però, altri cinque negozi italiani spariranno da via Pistoiese». Per ridare impulso al commercio nell'area, si punta all'ipotesi di un mercato settimanale concentrato tra via Chiesa e via Borgioli. «Potrebbe diventare il mercatino di Chinatown con i banchi sia italiani che cinesi», suggerisce Angelo. Un'altra carta da giocare potrebbe essere la valorizzazione turistica dell'area. «Ieri mattina - raccontano al bar - un gruppo di turiste inglesi si è fermato per fare acquisti in un'erboristeria cinese».

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