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Azienda devastata dai cinesi

Paolo Nencioni
Azienda devastata dai cinesi

Pretendevano di essere risarciti dopo un incidente. A provocarlo un'imprenditrice - anche lei cinese - che ha avuto la sola colpa di chiamare il 118

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Un banale incidente stradale che poteva risolversi con un paio di punti di sutura ha fatto scattare venerdì sera una spedizione punitiva da parte di un gruppo di cinesi contro una connazionale che lavora in un pronto moda del Macrolotto industriale. E ha fornito l’ennesima conferma di quanto sia difficile l’integrazione tra cinesi e italiani, specie se i primi continuano a volersi fare giustizia da soli senza tener conto delle regole.

A provocare la spedizione punitiva di una quindicina di orientali nei confronti del pronto moda Trench di via Toscana, nel lotto 72, non è stato tanto l’incidente, quanto il fatto che la donna che lo aveva provocato ha pensato di chiamare il 118 per far soccorrere un ferito. Quest’ultimo, insieme alla compagna, si è arrabbiato tantissimo perché, nonostante perdesse sangue dalla testa, non voleva l’ambulanza. Sono entrambi clandestini e avevano paura di essere segnalati alla polizia ed espulsi. I due, in bicicletta, erano caduti a terra in via Gora del Pero a causa della manovra di un’auto condotta dalla connazionale.

Ancor prima dell’arrivo dell’ambulanza l’hanno minacciata di morte. A questo punto, mancavano pochi minuti alle 20, la confezionista, una donna di 27 anni, è tornata in azienda, ma dopo mezz’ora si è trovata di fronte il gruppo di connazionali inferociti e armati di mazze di legno. Secondo quanto lei stessa ha poi raccontato alla polizia, i cinesi pretendevano di essere risarciti per i “danni” provocati ai due orientali caduti dalla bicicletta e siccome la donna nicchiava, hanno cominciato a spaccare tutto con le mazze. I segni sono ancora visibili sulla porta dell’ufficio, sfondata, e in un altro locale ricavato in un soppalco, dove sono stati rotti dei vetri.

L’arrivo della polizia ha evitato guai peggiori. Secondo quanto poi riferito dalla polizia alla Procura, gli aggressori avrebbero anche tentato di dare fuoco ad alcuni capi d’abbigliamento presenti nel pronto moda. Quattro cinesi sono stati fermati dai poliziotti fuori dal pronto moda e sono stati riconosciuti dalla confezionista. I quattro, tre uomini e una donna di età comprese tra i 23 e i 42 anni, tutti originari del Fujian, sono poi stati arrestati con l’accusa di violenza privata.

In Procura l’episodio di via Toscana viene valutato con una certa preoccupazione perché il metodo usato assomiglia a quelli della mafia. Il cinese ferito nell’incidente non rischiava di essere espulso, nessuno aveva chiamato la polizia prima della spedizione punitiva. E ciò nonostante il gruppo di cinesi ha deciso di andare a chiedere un risarcimento. Per questo ai quattro arrestati potrebbe essere contestata anche l’accusa di estorsione.

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