Il Tirreno

Prato

Dentro al Pecci tifo da stadio, fuori 400 giovani contestatori

Dentro al Pecci tifo da stadio, fuori 400 giovani contestatori

2 MINUTI DI LETTURA





Tifo da stadio, bandiere tricolori che hanno sventolato per quasi un’ora e mezza, striscioni: «Prato ti ama», «Berlusconi I love you». Alla fine il presidente del consiglio, completo blu, l’ha dovuto ammettere: «Se qualcuno ha un pallone lo porti qui. Perché mi sembra si essere a San Siro di fronte alla curva sud». È stata questa l’accoglienza che Prato ha riservato a Silvio Berlusconi. Dentro l’anfiteatro del museo di arte contemporanea Pecci - secondo le stime della polizia - oltre duemila persone.

Ma fuori dal Pecci era tutta un’altra musica. Quattrocento contestatori che si erano autoconvocati su Facebook hanno urlato slogan contro il premier e ben presto sono venuti a contatto con il cordone di polizia e carabinieri. Una prima carica non ha sortito effetto, nelle due successive è volata qualche manganellata e qualche calcio, un carabiniere è rimasto leggermente contuso. Una dimostrante, al termine del comizio di Berlusconi, ha danneggiato l’auto sul quale viaggiava un esponente del Pdl. Fermata da un agente per essere identificata, la donna, 31 anni, di Vernio, ha reagito con uno schiaffo. È stata quindi accompagnata in questura dove è scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale.

Intanto dentro all’anfiteatro è andato in scena il Berlusconi show: «Qui non si dice che la Cina è vicina, qui è in casa». Il presidente del consiglio ha promesso due cose al suo popolo in delirio: «Avvierò con il ministro degli Interni un’indagine su Prato in relazione alle presenza di cinesi e di concerto con il ministero dell’Economia avvierò un’azione per accertare le infrazioni alle leggi compiute dalla comunità».

La seconda: «Siccome il governo sta pensando di affiancare l’esercito all’azione delle forze dell’ordine, prometto che invierò a Prato un contigente che a piedi pattuglierà la città». Ha “battezzato” i due candidati del centrodestra, Roberto Cenni, patron della Sasch, definito «imprenditore bravissimo», in corsa per la poltrona di sindaco e Cristina Attucci, definita «bella e dolce», candidata alla presidenza della Provincia e che per tutta la durata del comizio sono rimasti di fianco a lui, indicandoli come la nuova classe dirigente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca