Attenzione
La scuola d’integrazione è il teatro
Miriam Monteleone
Gli studenti del Datini portano in scena “Il serpente bianco”
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PRATO. A scuola d’integrazione sui banchi e sul palcoscenico. L’istituto professionale Datini, che conta 230 studenti stranieri su 1600 iscritti, domani alle 21,30 sarà protagonista dello spettacolo “Il serpente bianco” in scena al Politeama nell’ambito del Maggio pratese. Una rappresentazione, frutto di un laboratorio interculturale, realizzata con la partecipazione dell’associazione di Amicizia dei cinesi di Prato e con il contributo finanziario e organizzativo della Provincia. A raccontare lo spettacolo - tratto dal libro omonimo di Yang Xiaping e basato su una leggenda cinese - sono gli stessi giovani interpreti.
«Questo spettacolo ha dietro un progetto d’integrazione - spiega Luca Caldani, uno degli interpreti italiani - Le prove sono state un’occasione per conoscerci e un modo per avvicinarci alla cultura dei nostri compagni stranieri. Lo spettacolo in lingua italiana e cinese, mette in scena un’antica leggenda orientale che vede protagonisti eroi, divinità cinesi ma anche comuni mortali. Poi ci saranno canti e danze».
«In questa scuola l’integrazione la sperimentiamo tutti i giorni - confessa il ragazzo - nella mia classe la metà degli studenti sono di un’altra nazionalità. Non sempre la comunicazione è facile o immediata. Non parlo solo della lingua ma anche della semplice convivenza, i ragazzi cinesi tendono a fare gruppo tra loro e non condividono con noi usanze e tradizioni. Cosa che invece un po’ abbiamo fatto preparando lo spettacolo. Una bella esperienza».
«In effetti con i nostri connazionali è più semplice comunicare - replica Chen Jian, originario di Wenzhou - All’inizio non volevo prendere parte allo spettacolo, mi vergognavo, poi invece mi sono sciolto. Interpreto la parte di un venditore di palle di riso. Nel mio Paese questa è una professione ancora praticata. Chi produce riso nei campi poi va a venderlo portando sulle spalle dei secchi carichi. E’ anche faticoso. Nello spettacolo vengono rappresentanti aspetti della società cinese ancora attuali, anche se poi interviene la magia a regolare i conti...».
Sempre nell’ambito dello stesso progetto la Provincia ha diffuso nelle scuole anche una pubblicazione, presentata a Prato insieme al console cinese Gu Honglin e a Wenzhou presso l’istituto alberghiero Huaqiao gemellato con l’istituto Datini di Prato, alla presenza delle autorità locali.
Alla realizzazione del “Serpente bianco” (la regia è di Silvia Mercantelli) hanno collaborato anche l’associazione buddhista della comunità cinese di Prato; l’Istituto d’Arte di Montemurlo; la Idest Editrice; il laboratorio teatrale Versus e alcune scuole cinesi fiorentine. Il costo del biglietto è di 1,50 euro.
«Questo spettacolo ha dietro un progetto d’integrazione - spiega Luca Caldani, uno degli interpreti italiani - Le prove sono state un’occasione per conoscerci e un modo per avvicinarci alla cultura dei nostri compagni stranieri. Lo spettacolo in lingua italiana e cinese, mette in scena un’antica leggenda orientale che vede protagonisti eroi, divinità cinesi ma anche comuni mortali. Poi ci saranno canti e danze».
«In questa scuola l’integrazione la sperimentiamo tutti i giorni - confessa il ragazzo - nella mia classe la metà degli studenti sono di un’altra nazionalità. Non sempre la comunicazione è facile o immediata. Non parlo solo della lingua ma anche della semplice convivenza, i ragazzi cinesi tendono a fare gruppo tra loro e non condividono con noi usanze e tradizioni. Cosa che invece un po’ abbiamo fatto preparando lo spettacolo. Una bella esperienza».
«In effetti con i nostri connazionali è più semplice comunicare - replica Chen Jian, originario di Wenzhou - All’inizio non volevo prendere parte allo spettacolo, mi vergognavo, poi invece mi sono sciolto. Interpreto la parte di un venditore di palle di riso. Nel mio Paese questa è una professione ancora praticata. Chi produce riso nei campi poi va a venderlo portando sulle spalle dei secchi carichi. E’ anche faticoso. Nello spettacolo vengono rappresentanti aspetti della società cinese ancora attuali, anche se poi interviene la magia a regolare i conti...».
Sempre nell’ambito dello stesso progetto la Provincia ha diffuso nelle scuole anche una pubblicazione, presentata a Prato insieme al console cinese Gu Honglin e a Wenzhou presso l’istituto alberghiero Huaqiao gemellato con l’istituto Datini di Prato, alla presenza delle autorità locali.
Alla realizzazione del “Serpente bianco” (la regia è di Silvia Mercantelli) hanno collaborato anche l’associazione buddhista della comunità cinese di Prato; l’Istituto d’Arte di Montemurlo; la Idest Editrice; il laboratorio teatrale Versus e alcune scuole cinesi fiorentine. Il costo del biglietto è di 1,50 euro.
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