Sicurezza
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Liux, la macchina tessile contro la crisi
Ilenia Reali
E' stata brevettata dalla pratese Bromas Per produrre la prima idea il titolare nel 2004 decise di vendere casa
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PRATO. E' una nuova macchina per orditura e si chiama Liux. Liu, piccolo come si usa dire a Prato, e la finale x a sottolineare che si tratta di alta tecnologia. Piccolo perché la nuova invenzione, con brevetto internazionale, concentra le caratteristiche dei macchinari per la produzione a quelle per i campionari. Flessibile, capace di ordire quantità medie di filato è una macchina ideale per realizzare ordini di qualità, non enormi, con ampie riduzioni dei costi. Insomma quasi una risposta alla crisi.
Ideale per il mercato italiano e europeo dov'è richiesto un lavoro di alta qualità, in tempi brevi, flessibile, a costi bassi e dove la ricettività per le innovazioni tecnologiche è più alta. A realizzarla e a metterla sul mercato (nei giorni scorsi è stata presentata a una sessantina di clienti) è un'azienda meccanotessile pratese. E' la Bromas, 14 anni di vita, quattro milioni di euro di giro d'affari, una ventina di dipendenti. E soprattutto una velocità di crescita da impallidire: nel 2004 il giro d'affari era di 200.000 euro e a lavorarci erano in tre. Oggi l'azienda artigiana del Macrolotto 2, fortemente specializzata, si trova a concorrere con i leader mondiali di questa nicchia del settore, la tedesca KarlMayer e la giapponese Suzuki.
Dietro le potenzialità dell'azienda c'è sicuramente Marco Brogi, un imprenditore di quelli rari. Il motivo? Esce quasi per caso, lo dice il direttore dell'azienda Alessio Salvadori. «Il salto di qualità dell'azienda è arrivato con l'invenzione di un'altra macchina per orditure, la Mb3. All'epoca non avevamo grandi risorse e Brogi, per finanziare il progetto, decise di vendere la sua casa. Ed era l'unica che aveva».
Un rischio enorme.
«Quella macchina rivoluzionava completamente le tecniche di orditura - racconta lo stesso Brogi - e fu notata dalla svizzera Benninger che l'ha venduta per noi fino a quanto la società non è stata acquistata da nostri diretti concorrenti. Da quel momento ci occupiamo in proprio anche della commercializzazione».
Intanto, dopo un anno e mezzo di lavoro, è nata Liux. «Il 50% dei costi dell'azienda - spiega il direttore - è destinato a progettazione, ricerca e sviluppo. Abbiamo tre ingegneri che praticamente non fanno altro che lavorare sulle nuove idee. Inoltre una delle potenzialità dell'azienda è il fatto che tutti prima di dedicarci al meccanotessile abbiamo lavorando come tecnici in aziende tessili. Questo ci ha permesso di avere un approccio molto concreto rispetto alle esigenze dei nostri clienti».
E c'è da aggiungere. La Bromas prima di produrre in proprio si occupava di fare modifiche ad hoc per imprenditori che avevano macchinari già in commercio. Un passaggio che ha permesso al personale dell'azienda pratese di conoscere molti segreti delle tecniche di lavorazione.
«Liux - spiegano Brogi e Salvadori - dovrebbe avere un'esplosione commerciale nel 2010. Per quella data contiamo anche di aumentare un po' il personale. Abbiamo già venduto il prototipo a una grossa orditura di Como e abbiamo previsto di venderne 30-40, un numero molto alto per questo tipo di macchinari»
Ideale per il mercato italiano e europeo dov'è richiesto un lavoro di alta qualità, in tempi brevi, flessibile, a costi bassi e dove la ricettività per le innovazioni tecnologiche è più alta. A realizzarla e a metterla sul mercato (nei giorni scorsi è stata presentata a una sessantina di clienti) è un'azienda meccanotessile pratese. E' la Bromas, 14 anni di vita, quattro milioni di euro di giro d'affari, una ventina di dipendenti. E soprattutto una velocità di crescita da impallidire: nel 2004 il giro d'affari era di 200.000 euro e a lavorarci erano in tre. Oggi l'azienda artigiana del Macrolotto 2, fortemente specializzata, si trova a concorrere con i leader mondiali di questa nicchia del settore, la tedesca KarlMayer e la giapponese Suzuki.
Dietro le potenzialità dell'azienda c'è sicuramente Marco Brogi, un imprenditore di quelli rari. Il motivo? Esce quasi per caso, lo dice il direttore dell'azienda Alessio Salvadori. «Il salto di qualità dell'azienda è arrivato con l'invenzione di un'altra macchina per orditure, la Mb3. All'epoca non avevamo grandi risorse e Brogi, per finanziare il progetto, decise di vendere la sua casa. Ed era l'unica che aveva».
Un rischio enorme.
«Quella macchina rivoluzionava completamente le tecniche di orditura - racconta lo stesso Brogi - e fu notata dalla svizzera Benninger che l'ha venduta per noi fino a quanto la società non è stata acquistata da nostri diretti concorrenti. Da quel momento ci occupiamo in proprio anche della commercializzazione».
Intanto, dopo un anno e mezzo di lavoro, è nata Liux. «Il 50% dei costi dell'azienda - spiega il direttore - è destinato a progettazione, ricerca e sviluppo. Abbiamo tre ingegneri che praticamente non fanno altro che lavorare sulle nuove idee. Inoltre una delle potenzialità dell'azienda è il fatto che tutti prima di dedicarci al meccanotessile abbiamo lavorando come tecnici in aziende tessili. Questo ci ha permesso di avere un approccio molto concreto rispetto alle esigenze dei nostri clienti».
E c'è da aggiungere. La Bromas prima di produrre in proprio si occupava di fare modifiche ad hoc per imprenditori che avevano macchinari già in commercio. Un passaggio che ha permesso al personale dell'azienda pratese di conoscere molti segreti delle tecniche di lavorazione.
«Liux - spiegano Brogi e Salvadori - dovrebbe avere un'esplosione commerciale nel 2010. Per quella data contiamo anche di aumentare un po' il personale. Abbiamo già venduto il prototipo a una grossa orditura di Como e abbiamo previsto di venderne 30-40, un numero molto alto per questo tipo di macchinari»
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