Il Tirreno

Prato

prato

Scricchiola il tavolo di distretto

Giusti, Potenza, Logli e Marini
◗
Giusti, Potenza, Logli e Marini

L'Unione non ritiene che sia la sede per parlare dei rapporti di filiera

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Le dichiarazioni sono pesate parola parola. Ma ieri la diserzione annunciata dell'Unione industriale al tavolo di distretto ha avuto un peso. L'illustre assenza infatti ha messo una grossa ipoteca sul funzionamento del tavolo, luogo diventato il centro del confronto tra tutte le associazioni economiche, i sindacati e le istituzioni della città. Un punto di incontro nato per organizzare la mobilitazione per la crisi ma presto diventato tra i componenti un luogo super partes per parlare di rilancio. Evidentemente non per l'Unione che non ha accettato l'invito per parlare di rapporti tra committenti e terzisti.
 L'unione e la comunione di idee che hanno fatto forte Prato in queste ultime settimane si è, di fatto, incrinata. Con una nota ufficiale il tavolo di distretto che si è riunito ieri (presenti i rappresentati degli artigiani, del sindacato, della Provincia) parla di «un'assenza che ha creato grande rammarico». «Si ribadisce - continua la nota - la centralità delle relazioni tra i soggetti del distretto per affrontare la crisi. Sarebe un grave errore, adesso, mettere in discussione un valore rilevante come quello del confronto e della concertazione come elemento centrale per il governo e il superamento della crisi».
 L'incontro per parlare dei rapporti interni alla filiera era venuta da Cna e Confartigianato. Ed è naturale che Anselmo Potenza (presidente di Cna) e Luca Giusti (presidente di Confartigianato) siano i più amareggiati. «Provo molto dispiacere ed amarezza per l'assenza degli industriali. Con la nostra richiesta non volevamo entrare nel merito delle tariffe e dei rapporti di singole imprese ma della cornice del rapporto tra terzisti e committenza». «Non abbiamo aperto né volevamo aprire diatribe. Ritenevamo che il tavolo di distretto fosse il luogo ideale dove affrontare le problematiche attuali. Siamo rimasti sorpresi della reazione dell'Unione che ha dimostrato un atteggiamento irriverente nei confronti del tavolo di distretto che ha le potenzialità per essere sfruttato anche per discutere di problemi interni e non solo per chiedere aiuto all'esterno. Gli industriali avrebbero dovuto partecipare ribadendo le loro posizioni lì e non disertarlo: chi è assente ha sempre torto».
 Per il presidente della Provincia Massimo Logli «i rapporti interni alla filiera sono un elemento centrale per pensare al rilancio della città e quindi si deve parlarne. Questo atteggiamento dell'Unione non consente l'apertura di una fase 2 del tavolo per parlare a tutto tondo di un piano industriale. Credo gli industriali abbiano fatto un errore e spero ci ripensino».
 Gli industriali avevano annunciato la loro assenza descrivendo come «impropria la sede del tavolo di distretto per attivare un confronto sulle tematiche inerenti i rapporti tra le aziende tessili contoterzi e le aziende committenti. Al tavolo di distretto attribuiamo il ruolo di soggetto coordinatore delle varie iniziative e istanze di interesse comune e condivise congiuntamente dalle componenti istituzionali e dalle parti sociali del distretto, da avanzare nelle varie sedi regionali, nazionali comunitarie così come proficuamente è stato fatto fino ad oggi».
 Un modo diverso di intendere le competenze del tavolo di distretto che metterà una grave ipoteca sul suo futuro. Anche per l'assenza, dopo le elezioni, del suo ideatore, il presidente Logli. Grande mediatore dei vari interessi delle parti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa