Il dolore
Uragano Grillo in piazza Duomo
Maria Lardara
Comizio-show del comico che attacca Cenni ma anche Berlusconi
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PRATO. Si è fatto desiderare, come ogni star che si rispetti. Giusto il tempo di sorseggiare un caffè al Bar Coppini e assistere da lì ai movimenti di una piazza non così affollata come si aspettava. «Dove sono oggi i pratesi?», si è chiesto Beppe Grillo qualche minuto prima dello show. Poi finalmente, intorno alle 18, fiumi di applausi hanno dato un caloroso benvenuto al comico genovese. Sul palco di piazza Duomo, l’uragano Grillo si è scatenato in tutta la sua potenza, con quel parlare senza peli sulla lingua che lo caratterizza da sempre. Ed è arrivata anche la sua benedizione ai candidati delle liste 5 stelle per i Comuni di Prato e Montemurlo. Era un Beppe Grillo nei panni più di comico che di politico, quello che si aspettavano di vedere i circa mille pratesi che a un certo punto del pomeriggio si sono radunati sotto l’ex Stella d’Italia. «Quella che mi ha oggi spinto in piazza è la curiosità di ascoltarlo: non sapevo nemmeno che i grillini avessero fatto a Prato una lista», ha fatto notare Roberto Martini.
C’era poi chi guardava l’orologio pazientemente, in attesa del suo idolo preferito. «Non mi perdo mai un suo video: non capita tutti i giorni di di assistere a un suo comizio a Prato», ha aggiunto Dimitri Magnolfi. Anche il suo amico Francesco Fratini era più incuriosito dal personaggio “guastafeste” che dal politico che s’improvvisa “dal basso”: «Dubito che a Prato e in Toscana, Grillo possa prendere qualche voto. Al massimo potrà sottrarre qualche preferenza all’Italia dei Valori o ad altre liste civiche». Fatto sta che appena ha agguantato il microfono Grillo, piazza Duomo si è riempita di tanti pratesi, facenti parte o meno del popolo dei simpatizzanti per lo showman genovese. Notevole la sua battuta iniziale, tanto per ribadire il concetto che si trovava a Prato. «Voi avete inventato la cambiale con Datini, noi genovesi abbiamo creato i debiti. Siamo tutte e due famosi al mondo per questo. Prima di venire qui - ha ironizzato - ho scambiato due chiacchiere con il vostro sindaco cinese in via Ho Chi Min». Ma lo scherzo è bello quando dura poco. E Grillo si è addentrato subito nel vivo delle questioni locali più “scottanti”.
«Smettiamola di dire che il problema di Prato sono i cinesi. Toglietevelo dalla testa: dovete rifarvela con gli industriali ipocriti che si sono arricchiti in Cina. Mi risulta che uno di questi si candidi per la poltrona di primo cittadino». Su queste frasi, con una critica non troppo velata alla candidatura di Roberto Cenni per il centrodestra, si è messa in moto la macchina degli applausi del pubblico. Ma Grillo ce n’aveva per tutti, ieri pomeriggio. Contro Berlusconi e le ultime puntate della sua love story con Veronica. Contro le politiche sugli inceneritori considerati «un retaggio medievale». Con lui sul palco sono saliti anche i candidati Fausto Barosco e Enrico Mungai, rispettivamente per i Comuni di Prato e Montemurlo. «Non ce la faremo mai a eleggere un sindaco, ma se eleggiamo un consigliere ci verranno dietro, perchè abbiamo le idee. E sono le idee che muovono l’umanità». Grillo ha “sponsorizzato” a lungo i suoi candidati: «Queste persone sanno quali sono i problemi della città. Se avranno voce nel consiglio comunale, potranno dare un contributo straordinario. Sarà la rivoluzione del buonsenso». Grillo ha infine elogiato un modo diverso di fare politica, «che parta dal basso e si configuri come movimento di idee. Il Comune scenda in piazza e ascolti le proposte dei cittadini, soprattutto quelle sull’ambiente».
C’era poi chi guardava l’orologio pazientemente, in attesa del suo idolo preferito. «Non mi perdo mai un suo video: non capita tutti i giorni di di assistere a un suo comizio a Prato», ha aggiunto Dimitri Magnolfi. Anche il suo amico Francesco Fratini era più incuriosito dal personaggio “guastafeste” che dal politico che s’improvvisa “dal basso”: «Dubito che a Prato e in Toscana, Grillo possa prendere qualche voto. Al massimo potrà sottrarre qualche preferenza all’Italia dei Valori o ad altre liste civiche». Fatto sta che appena ha agguantato il microfono Grillo, piazza Duomo si è riempita di tanti pratesi, facenti parte o meno del popolo dei simpatizzanti per lo showman genovese. Notevole la sua battuta iniziale, tanto per ribadire il concetto che si trovava a Prato. «Voi avete inventato la cambiale con Datini, noi genovesi abbiamo creato i debiti. Siamo tutte e due famosi al mondo per questo. Prima di venire qui - ha ironizzato - ho scambiato due chiacchiere con il vostro sindaco cinese in via Ho Chi Min». Ma lo scherzo è bello quando dura poco. E Grillo si è addentrato subito nel vivo delle questioni locali più “scottanti”.
«Smettiamola di dire che il problema di Prato sono i cinesi. Toglietevelo dalla testa: dovete rifarvela con gli industriali ipocriti che si sono arricchiti in Cina. Mi risulta che uno di questi si candidi per la poltrona di primo cittadino». Su queste frasi, con una critica non troppo velata alla candidatura di Roberto Cenni per il centrodestra, si è messa in moto la macchina degli applausi del pubblico. Ma Grillo ce n’aveva per tutti, ieri pomeriggio. Contro Berlusconi e le ultime puntate della sua love story con Veronica. Contro le politiche sugli inceneritori considerati «un retaggio medievale». Con lui sul palco sono saliti anche i candidati Fausto Barosco e Enrico Mungai, rispettivamente per i Comuni di Prato e Montemurlo. «Non ce la faremo mai a eleggere un sindaco, ma se eleggiamo un consigliere ci verranno dietro, perchè abbiamo le idee. E sono le idee che muovono l’umanità». Grillo ha “sponsorizzato” a lungo i suoi candidati: «Queste persone sanno quali sono i problemi della città. Se avranno voce nel consiglio comunale, potranno dare un contributo straordinario. Sarà la rivoluzione del buonsenso». Grillo ha infine elogiato un modo diverso di fare politica, «che parta dal basso e si configuri come movimento di idee. Il Comune scenda in piazza e ascolti le proposte dei cittadini, soprattutto quelle sull’ambiente».
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