Il Tirreno

Prato

Il Comune stanga il negozio Stefan

Paolo Nencioni
Il Comune stanga il negozio Stefan

Blitz dei vigili urbani: «Può fare acquisti solo chi ha la partita Iva». Il braccio di ferro va avanti da due mesi ma ora il Tar ha sposato le tesi del sindaco.

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PRATO. Il Comune ha scelto la linea dura contro il negozio Stefan di via delle Fonti. Ieri mattina oltre 20 tra vigili urbani e addetti dell’ufficio legale hanno notificato ai responsabili del grande magazzino un’ordinanza del sindaco che vieta la vendita al dettaglio a chi non è in possesso di una partita Iva. In realtà tutti i clienti di Stefan in via delle Fonti hanno sempre acquistato con partita Iva, perché a chi non l’aveva il negozio ha rilasciato una tessera di socio della cooperativa Nuova Lira che permetteva di fare acquisti con la partita Iva della coop, ma per il Comune è stato solo un escamotage per aggirare le regole sul commercio.

E così ieri mattina i vigili urbani hanno fatto uscire dal negozio tutti quelli che avevano la tessera della Nuova Lira, mentre hanno potuto restare quelli in possesso di partita Iva propria, che formalmente acquistano all’ingrosso. Per il resto della giornata una dipendente del negozio si è messa sulla porta e ha fatto entrare solo i clienti con partita Iva. Il Comune ha avvisato che se nei prossimi giorni la regola non verrà rispettata il negozio sarà chiuso. Stefan si è spostato nel capannone da 3.000 metri quadri di via delle Fonti a marzo, quando ha dovuto traslocare dal centro commerciale di via Viareggio. Giuseppe Videtta, amministratore del gruppo, si è inventato un sistema per ovviare alla mancanza di spazi autorizzati alla vendita al dettaglio. Stefan acquista la merce e la cede alla coop Nuova Lira, che si occupa della vendita.

Vendita all’ingrosso, ha sempre sostenuto Videtta, ma per il Comune, e soprattutto per i concorrenti e le loro associazioni di categoria, si tratta di vendita al dettaglio. Le pressioni non sono state di poco conto. Fin da subito, il 25 marzo, la polizia municipale notificò una contestazione. Stefan tirò dritto e il 20 aprile il settore Attività economiche del Comune ha emesso un’ordinanza che vieta la vendita ai soci della Nuova Lira. Stefan ha fatto ricorso al Tar e ha nuovamente ignorato le prescrizioni, ma la scorsa settimana il Tar ha emesso un’ordinanza in cui per il momento si dà ragione al Comune, sostenendo tra l’altro che i clienti fanno acquisti «di entità non compatibile con una attività di vendita all’ingrosso». Ieri mattina non c’era molta voglia di parlare tra i dipendenti di Stefan che ora rischiano il posto. Parla, invece, e polemizza Giuseppe Videtta: «Mi dicano quello che devo fare.

Ho 40 dipendenti e mi dispiacerebbe mandare la gente a casa, ma se le cose non cambiano mi toccherà frazionare e affittare. Non avete idea di quanti vorrebbero prendere quei locali. Credo che il problema sia stato aver aperto la domenica e aver aggiunto il settore alimentare, che in via Viareggio non c’era. Questo ha dato fastidio a qualcuno. Ma lì noi facciamo vendita all’ingrosso (con uno sconto del 10%), abbiamo modificato lo statuto e lo abbiamo detto al Tar. Quanto alle tasse, le paga Stefan, che vende la merce alla cooperativa».

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