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Così ho messo ordine negli archivi

Barbara Burzi
Così ho messo ordine negli archivi

Dalla crisi del tessile nasce un'azienda meccanica d'avanguardia

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PRATO. Non sforna pezze come ci si aspetterebbe parlando di un’azienda del distretto pratese e non deve neanche preoccuparsi degli attacchi agguerriti della concorrenza perchè sul territorio, è l’unica a progettare e a realizzare sistemi di archiviazione automatica. In città non si era ancora sentito parlare della Elm Logistica Archivi finché questo nome non è balzato agli onori della cronaca per essersi aggiudicato nei giorni scorsi l’appalto del Comune di Parma. Lo ha vinto con un progetto di impianto robotizzato capace di trasformare il concetto classico di archiviazione in un sistema moderno, veloce e automatico. Contenitori al posto degli scaffali e braccia meccaniche al posto di quelle umane, guidate da un unico cervello computerizzato. L’azienda nasce nel 2002 affondando le sue radici nel settore meccanotessile: «La crisi dell’industria laniera - spiega il titolare Filippo Ciani - ha spinto mio padre a cercare un’alternativa e si è accorto che il sistema archivistico necessitava di essere modernizzato. Così, sperimentando tutto sulla nostra pelle, ci siamo inventati un prodotto altamente tecnologico e allo stesso tempo, efficiente e poco costoso».

L’impianto (coperto da brevetto internazionale) è composto da una struttura metallica alveolare e da un robot dotato di un doppio sistema meccanico e informatico. Mettiamo il caso che ci sia bisogno di visionare un documento: digitando l’apposita chiave di ricerca precedentemente assegnata, la navetta che trasporta il robot avanti e indietro lungo un nastro trasportatore, si azionerà fino a fermarsi lungo la corsia dove effettuare il carico o lo scarico. Il robot in automatico preleverà la scatola contenente il documento richiesto e compirà la sua missione consegnandola all’operatore. A monte ci deve essere un sistema di archiviazione che permette al computer di identificare il documento richiesto, attraverso l’assegnazione di un codice a barre per ciascun contenitore. La spesa per un “gioiellino” simile dipende dalla grandezza dell’impianto e quindi dal volume di materiale da archiviare. Si parte da un minimo di 500mila euro fino ai 900mila euro per i sistemi di nuova generazione dotati di tapis roulant e di un sistema di isolamento dell’archivio dall’operatore, che può così lavorare in uno spazio pulito, sicuro e climatizzato.

«Investiamo fino al 20% del fatturato in ricerca - aggiunge - Per dare un numero, nel 2008 abbiamo speso circa un milione e 200mila euro». Il primo cliente della Elm Logistica interessato a rivoluzionare il sistema di gestione dei propri archivi è stato il comune di Firenze seguito a ruota dal comune e dal tribunale di Perugia, dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento e dalla Provincia di Treviso. Per arrivare ai giorni nostri con l’assegnazione della gara del Comune di Parma: «Con questo puntiamo a fare finalmente il salto di qualità - conclude - si parla di creare una “cittadella degli archivi”, un progetto rivoluzionario che speriamo potrà funzionare da buon biglietto da visita per diventare competitivi anche all’estero».

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