prato
Armato di pistola rapina l’immobiliare
Paolo Nencioni
Colpo anomalo alla Castellina, il bandito ha finto di essere un cliente
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PRATO. Per dieci interminabili minuti la segretaria di una società di costruzioni è stata sotto la minaccia di una pistola, in balia di un rapinatore che voleva a tutti i costi svuotare la cassaforte della ditta. E’ accaduto ieri mattina in via A. Baldanzi, una piccola traversa di via Orlando, alla Castellina. Qui, alla fine della strada senza sfondo, ha sede l’Immobilverde di Sauro Baldi, una società di costruzioni attiva da tempo in città e in provincia. Intorno alle 8,30 un uomo ben vestito, sicuramente italiano, con una valigetta 24 ore alla mano, ha suonato il campanello e si è fatto aprire dalla segretaria della ditta, Sara S. di 51 anni. Secondo quello che la donna racconterà più tardi ai carabinieri, lo sconosciuto si è presentato come un cliente dell’azienda e ha chiesto del titolare, che in quel momento non c’era. L’uomo allora ha detto che aveva dei documenti da lasciare nell’ufficio e ha chiesto la cortesia di fare delle fotocopie, ma quando la segretaria gli ha dato le spalle la recita è finita bruscamente. Il finto cliente ha tirato fuori una pistola e l’ha puntata alla testa della donna, intimandole di non fiatare.
Gli uffici della Immobilverde, infatti, sono adiacenti ad alcune abitazioni e un urlo della segretaria avrebbe potuto facilmente attirare l’attenzione degli inquilini del condominio (nello stesso stabile abita anche il presidente della Corte d’appello di Firenze). Il rapinatore ha chiesto subito dove fosse la cassaforte, ma la donna gli ha detto di non avere le chiavi. L’uomo ha insistito un po’, ma quando si è reso conto che la segretaria diceva la verità, ha deciso di prendere quello che ha trovato: un computer portatile, una macchina fotografica digitale e qualche spicciolo trovato nei cassetti, poche decine di euro. Una volta finito, voleva rinchiudere la segretaria nel bagno, ma lei lo ha scongiurato di non farlo, perché in ufficio non doveva arrivare nessuno e ci sarebbe rimasta fino a sera. Il bandito ha acconsentito, a patto che la donna non desse l’allarme prima di qualche minuto. «Fuori ho preso la targa della tua macchina - le avrebbe detto - e so dove venirti a cercare». La segretaria ha ubbidito e solo dopo un po’ ha chiamato i carabinieri.
Più tardi la donna è stata portata al Comando provinciale per formalizzare la denuncia e farle vedere qualche foto. E’ stata certamente una rapina anomala, anche solo per il fatto che gli uffici della Immobilverde, confusi tra gli appartamenti del condominio in una strada senza sfondo, non sono facili da trovare. Ne è convinto anche Sauro Baldi, il titolare della società. «Mi pare che quel bandito sapesse troppe cose - commenta Baldi - Ma non sapeva che in cassaforte non teniamo mai troppi soldi. Non era nemmeno giorno di paga, e i dipendenti li paghiamo con gli assegni». D’altronde Baldi aggiunge di non aver avuto alcun contrasto che possa giustificare una rapina così insolita.
Gli uffici della Immobilverde, infatti, sono adiacenti ad alcune abitazioni e un urlo della segretaria avrebbe potuto facilmente attirare l’attenzione degli inquilini del condominio (nello stesso stabile abita anche il presidente della Corte d’appello di Firenze). Il rapinatore ha chiesto subito dove fosse la cassaforte, ma la donna gli ha detto di non avere le chiavi. L’uomo ha insistito un po’, ma quando si è reso conto che la segretaria diceva la verità, ha deciso di prendere quello che ha trovato: un computer portatile, una macchina fotografica digitale e qualche spicciolo trovato nei cassetti, poche decine di euro. Una volta finito, voleva rinchiudere la segretaria nel bagno, ma lei lo ha scongiurato di non farlo, perché in ufficio non doveva arrivare nessuno e ci sarebbe rimasta fino a sera. Il bandito ha acconsentito, a patto che la donna non desse l’allarme prima di qualche minuto. «Fuori ho preso la targa della tua macchina - le avrebbe detto - e so dove venirti a cercare». La segretaria ha ubbidito e solo dopo un po’ ha chiamato i carabinieri.
Più tardi la donna è stata portata al Comando provinciale per formalizzare la denuncia e farle vedere qualche foto. E’ stata certamente una rapina anomala, anche solo per il fatto che gli uffici della Immobilverde, confusi tra gli appartamenti del condominio in una strada senza sfondo, non sono facili da trovare. Ne è convinto anche Sauro Baldi, il titolare della società. «Mi pare che quel bandito sapesse troppe cose - commenta Baldi - Ma non sapeva che in cassaforte non teniamo mai troppi soldi. Non era nemmeno giorno di paga, e i dipendenti li paghiamo con gli assegni». D’altronde Baldi aggiunge di non aver avuto alcun contrasto che possa giustificare una rapina così insolita.
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