Sicurezza
Il mattone costa caro, acquisti in calo
Tirano le case di lusso nonostante la crisi, ma ci vuole di più a vendere
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PRATO. Un conto sono i prezzi delle case, che possono essere alti o bassi a seconda della congiuntura; un conto gli acquisti, che non necessariamente si muovono insieme ai prezzi. E’ per questo che a Prato, in base al Settimo rapporto sul mercato immobiliare della Toscana, realizzato da “Scenari immobiliari” in collaborazione con Ance Toscana, si assiste al seguente fenomeno: i prezzi, specialmente nelle aree pregiate, salgono più che altrove, ma il volume delle compravendite cala sensibilmente, e ci vuole più tempo, in media un anno, per vendere una casa. Le conseguenze della crisi finanziaria internazionale cominciano a farsi sentire non solo sulle giovani coppie ma anche nella fascia media dei potenziali compratori, che preferiscono o sono costretti a stare alla finestra, scegliendo un affitto anziché l’acquisto di un immobile col mutuo. Il giro d’affari registra un lieve calo a Prato (586 milioni di euro nei primi dieci mesi del 2008), mentre nei restanti comuni della provincia cresce del 3,8% (109 milioni). Rispetto agli altri capoluoghi provinciali, Prato si segnala per un consistente calo dei metri quadrati comprati e venduti (-4,1%, corrispondenti a 15.000 metri quadri in meno se confrontati coi primi dieci mesi del 2007).
Negli altri comuni della provincia la variazione è positiva (+0,7%), anche se ben lontana dagli incrementi degli anni passati. Ma alla flessione degli scambi nel capoluogo, segnala l’indagine di “Scenari immobiliari”, non ha corrisposto un abbassamento dei prezzi, soprattutto per gli immobili in zone centrali di pregio, le cui quotazioni sono salite del 4,4% (+3% nelle zone intermedie, +2,5% in quelle periferiche). Detta in un’altra maniera, a Prato nonostante la crisi c’è ancora un bel po’ di gente che può permettersi di pagare caro il mattone se è di lusso, e soprattuto ci sono molti proprietari che possono permettersi di tenere alti i prezzi senza aver bisogno di far cassa in tempi rapidi. Questo spiega anche un altro dato segnalato dall’indagine, e cioè che si sono allungati i tempi di vendita. Se qualche anno fa bastavano tre o quattro mesi per trovare un acquirente, l’anno scorso l’attesa è arrivata agli otto mesi e attualmente la media è di un anno. Vero è anche che alcuni venditori, per limitare l’attesa, sono disposti a fare sconti anche del 10 o del 20 per cento. Nei quartieri semi-centrali (Repubblica, Montegrappa, le Badie, ma anche Galciana) l’aumento dei prezzi è del 3% rispetto al 6,3% dell’anno scorso, mentre nelle periferie i prezzi crescono del 2,5%.
Le tipologie più richieste sono il bilocale e il piccolo trilocale per chi entra per la prima volta nel mercato. L’indagine sul mercato immobiliare pratese segnala anche alcuni casi particolari, come il progetto di riqualificazione della Declassata e la trasformazione dell’ex fabbrica Bruschi (80 appartamenti e attività commerciali per 12.000 mq e 2.000 metri cubi di parcheggi pubblici e asilo nido), oppure gli altri 21.000 metri cubi, di cui 12.000 destinati ad alloggi agli Abatoni. Quanto al mercato dei capannoni, sembra risentire meno della fase di stagnazione. Qui il terreno costa tra i 350 e i 400 euro al metro quadro, un prezzo relativamente elevato che fatica a far concorrenza all’area fiorentina (e infatti nel corso dei primi dieci mesi dell’anno si sono ridotte le dimensioni dei lotti scambiati). Nel commerciale le aree più richieste sono viale della Repubblica, via Valentini, viale Montegrappa e viale Marconi.
Negli altri comuni della provincia la variazione è positiva (+0,7%), anche se ben lontana dagli incrementi degli anni passati. Ma alla flessione degli scambi nel capoluogo, segnala l’indagine di “Scenari immobiliari”, non ha corrisposto un abbassamento dei prezzi, soprattutto per gli immobili in zone centrali di pregio, le cui quotazioni sono salite del 4,4% (+3% nelle zone intermedie, +2,5% in quelle periferiche). Detta in un’altra maniera, a Prato nonostante la crisi c’è ancora un bel po’ di gente che può permettersi di pagare caro il mattone se è di lusso, e soprattuto ci sono molti proprietari che possono permettersi di tenere alti i prezzi senza aver bisogno di far cassa in tempi rapidi. Questo spiega anche un altro dato segnalato dall’indagine, e cioè che si sono allungati i tempi di vendita. Se qualche anno fa bastavano tre o quattro mesi per trovare un acquirente, l’anno scorso l’attesa è arrivata agli otto mesi e attualmente la media è di un anno. Vero è anche che alcuni venditori, per limitare l’attesa, sono disposti a fare sconti anche del 10 o del 20 per cento. Nei quartieri semi-centrali (Repubblica, Montegrappa, le Badie, ma anche Galciana) l’aumento dei prezzi è del 3% rispetto al 6,3% dell’anno scorso, mentre nelle periferie i prezzi crescono del 2,5%.
Le tipologie più richieste sono il bilocale e il piccolo trilocale per chi entra per la prima volta nel mercato. L’indagine sul mercato immobiliare pratese segnala anche alcuni casi particolari, come il progetto di riqualificazione della Declassata e la trasformazione dell’ex fabbrica Bruschi (80 appartamenti e attività commerciali per 12.000 mq e 2.000 metri cubi di parcheggi pubblici e asilo nido), oppure gli altri 21.000 metri cubi, di cui 12.000 destinati ad alloggi agli Abatoni. Quanto al mercato dei capannoni, sembra risentire meno della fase di stagnazione. Qui il terreno costa tra i 350 e i 400 euro al metro quadro, un prezzo relativamente elevato che fatica a far concorrenza all’area fiorentina (e infatti nel corso dei primi dieci mesi dell’anno si sono ridotte le dimensioni dei lotti scambiati). Nel commerciale le aree più richieste sono viale della Repubblica, via Valentini, viale Montegrappa e viale Marconi.
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