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Prato

CINESI A PRATO

Clandestini nascosti anche sotto terra

Clandestini nascosti anche sotto terra

Cunicoli e botole per nascondersi sotto terra nei laboratori cinesi dove lavorano clandestini, in pessime condizioni igieniche e di sicurezza. Sono stati scoperti durante l'ennesimo blitz, questa volta in un complesso industriale ospitante nove ditte di confezioni gestite da cinesi. Settantasei i cinesi identificati all'interno della struttura. Di questi 23 sono risultati clandestini, tre sono stati arrestati e in diciotto sono stati muniti di nuovo provvedimento di espulsione. Altri tre saranno portati nei centri di Roma e Modena per l'espulsione.

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 PRATO. Nuovo blitz delle forze dell'ordine in un complesso industriale ospitante nove ditte di confezioni gestite da cinesi e solito scenario fatto di clandestini, di ambienti privi di igiene e di sistemi di sicurezza, pericolosi per la presenza di bombole di gas e con l'assoluta commistione fra ambiente di lavoro e di residenza. Settantasei i cinesi identificati all'interno della struttura in via Bologna 130. E di questi 23 sono risultati clandestini, tre sono stati arrestati e in diciotto sono stati muniti di nuovo provvedimento di espulsione. Altri tre saranno accompagnati nei centri di Roma e Modena per l'espulsione. Il blitz è scattato giovedì sera intorno alle 21 seguendo l'ormai continua azione diretta a contrastare il fenomeno dell'impiego di manodopera clandestina in attività produttive cinesi, portata avanti dal questore di Prato Domenico Savi e dall'Assessore alla sicurezza Aldo Milone.
 E questa volta è stato necessario aprire una palestra comunale in via Roma, attualmente inutilizzata, per accogliere i tanti clandestini rintracciati.
 La squadra interforze solita (polizia, vigili urbani, vigili del fuoco, funzionari dell'Inps) ha avuto il supporto anche di quaranta poliziotti del Reparto Mobile di Firenze.
 Il numero elevato di forze dell'ordine è stato dettato anche dal fatto che le denunce dei residenti parlavano di una presenza di moltissimi cinesi nella struttura. Non a caso ne sono stati identificati settantasei. Le forze dell'ordine hanno circondato il complesso industriale che aveva due porte nel fronte anteriore e ben cinque nel posteriore. Questo ha permesso di far sì che nessuno riuscisse a fuggire anche perchè il sopralluogo successivo ha permesso di individuare dei veri e propri cunicoli verso il tetto e verso i locali del seminterrato ricavati, secondo la polizia, appositamente per permettere la fuga degli irregolari nel caso di un controllo. Molti locali interni sono risultati soppalcati per ricavare numerosi vani dormitorio ospitanti i lavoratori cinesi.
 Ovviamente anche e proprio per questi abusi edilizi la struttura è stata posta sotto sequestro preventivo dalla Polizia Municipale, e i titolari sono stati denunciati per violazioni penali in materia urbanistico- edilizie. La convinzione degli investigatori è che i proprietari fossero ben a conoscenza di quello che era stato realizzato all'interno dell'immobile visto che sono state trovate numerosissime stanze dormitorio realizzate con pannelli di cartongesso e legno, con cucine di fortuna alimentate mediante bombole di gas. I titolari cinesi delle nove ditte di confezioni sono stati denunciati per una lunga serie di reati e sono state poste sotto sequestro amministrativo 160 macchine da cucire professionali.
  

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