Il Tirreno

Prato

La finta povera ha un tesoro in banca

Paolo Nencioni

Famiglia nomade sfrattata da un alloggio popolare del Comune

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PRATO. Negli ultimi quattro anni ha versato la bellezza di mezzo milione di euro su un conto corrente e su un libretto postale, ne ha investiti 100.000 in Bot, ha viaggiato fino a un mese fa sull’ammiraglia dell’Audi, un Q7 da 60.000 euro, e tratta l’acquisto di case al Soccorso e alle Fontanelle. Eppure Vera, la convivente di Alessandro Ahmetovic, ha vissuto fino a pochi giorni fa in un alloggio popolare del Comune, di quelli riservati alle persone che non ce la fanno a pagare l’affitto. Lo ha scoperto il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle, che ha girato l’informazione al Comune. Lo scorso 4 ottobre i vigili urbani sono andati a trovare gli Ahmetovic e li hanno informati che dovevano trovarsi un’altra casa. La storia degli Ahmetovic sembra fatta apposta per confermare i più triti luoghi comuni sui nomadi Rom, da alcuni visti come approfittatori. Purtroppo stavolta è tutto vero. Dal 2002 la casa all’angolo tra via Zarini e via Lazzerini è stata occupata dalla rumorosa famiglia Ahmetovic, che ne aveva fatto domanda al Comune dichiarando di non avere i mezzi per vivere dignitosamente. Ora si scopre che nel giro di un paio di anni la fortuna ha sorriso ai conviventi e al gruppetto di figli e nipoti che erano andati a stare con loro.

Indagando sugli inquilini degli alloggi popolari, la Finanza ha trovato tracce di corposi versamenti in contanti sui due conti dell’assegnataria dell’appartamento di via Zarini. In quattro anni circa mezzo milione di euro, centomila dei quali investiti in Bot, che sono stati smobilizzati all’inizio di quest’anno. Sono in corso indagini per risalire all’origine di tutti questi soldi, che in parte si tenterà di recuperare a tassazione. Ufficialmente l’inquilina della casa comunale non percepisce alcun reddito, mentre il convivente Alessandro, gravato da una sfilza di precedenti penali per furto ed estorsione, lavora da uno sfasciacarrozze nella Circoscrizione sud. Ma il sospetto che la numerosa famiglia Ahmetovic potesse contare su un tesoretto nascosto era venuto a qualcuno vedendo girare il capostipite su una fiammante Audi Q7 con targa tedesca. Il Suv è stato sottoposto a sequestro preventivo alla fine di agosto, sembra per un’infrazione al Codice della strada, e ora è malinconicamente parcheggiato e sigillato davanti a un’autofficina di Pratilia. Le risorse della famiglia però non si erano esaurite, se è vero quanto accertato dalla Finanza sui conti correnti. I nomadi, ora sfrattati, hanno firmato di recente un compromesso per l’acquisto di un terratetto davanti alla farmacia di via Roma, al Soccorso.

In realtà l’atto figura a nome del datore di lavoro italiano del capofamiglia, ma le trattative sono state condotte dagli Ahmetovic, che avrebbero anche la disponibilità di una seconda casa sempre in via Roma, ma nella zona delle Fontanelle. Fin dal 2005 la presenza della famiglia Rom nella casa popolare di via Zarini non è stata digerita dai vicini, che hanno presentato più di un esposto alle autorità denunciando schiamazzi, offese, minacce. L’alloggio assegnato dal Comune è stato pesantemente danneggiato dagli inquilini senza che nessuno intervenisse per preservare un bene pubblico, mentre tanti veri poveri dovevano arrangiarsi per trovare un tetto. I pensionati che abitano al piano di sopra hanno trovato più volte davanti alla porta della loro abitazione le ricevute delle cospicue giocate al Lotto e i “Gratta e vinci” lasciati dagli ingombranti vicini, forse in segno di sfida. Adesso che gli Ahmetovic sono stati sfrattati, nel cortile è rimasto un cumulo di vecchi divani, carcasse di mini-moto, caschi e fili di plastica ripuliti dal rame, che forse qualcuno un giorno porterà via. Alessandro Ahmetovic era già stato allontanato dal campo nomadi di viale Marconi nel 2000.

Il Comune gli contestò di non mandare i figli a scuola per impiegarli nell’accattonaggio. Davanti alle ruspe minacciò di darsi fuoco, poi finì in carcere per una serie di reati e la convivente trovò una provvisoria sistemazione a Grignano. Ora la scorta di fiducia del Comune sembra esaurita e se gli Ahmetovic vorranno una casa dovranno comprarla o pagare l’affitto, come tutti.

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