Il Tirreno

Prato

Crisi di liquidità anche per Lineapiù

Ilenia Reali

L'ad: «Abbiamo avuto il 20% in meno di ordini da Usa e Giappone»

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PRATO. Il 20% in meno di ordini dai mercati statunitense e giapponese ha fatto sballare le previsioni di Lineapiù. E l'azienda di Coppini, nonostante le due recenti iniezioni nel capitale sociale, sta vivendo una crisi di liquidità. Gli artigiani della filiera non hanno riscosso da giugno e il quartier generale della società, in cui recentemente è entrato anche lo stilista Cavalli, sta facendo i salti mortali per far quadrare i conti. Per ora si sta guardando con attenzione all'emergenza mentre decisioni per il medio e lungo periodo sono rimandate a ottobre quando si aprirà il confronto nel cda e nell'assemblea dei soci.
 La situazione sfavorevole dei mercati mondiali sta trasformando la crisi del settore tessile a Prato in una spirale. A farne le spese maggiori in un panorama dove i bilanci e le previsioni della stragrande maggioranza delle aziende hanno costantentemente davanti il segno meno sono quelle, anche se storiche e con prodotti competitivi, che partono da condizioni finanziarie difficili. La conferma della mancanza di liquidità in Lineapiù arrivano direttamente dall'amministratore delegato Leonardo Pagni.
 Pagni, l'azienda sta vivendo un periodo non facile. Risulta che i pagamenti siano in ritardo.
 «Da giugno abbiamo avuto una frenata nel fatturato. Se il mercato italiano è stabile rispetto all'anno passato e conferma le nostre previsioni, gli ordini dal Giappone e dagli Stati Uniti non sono andati bene. Questo e il periodo in cui si scaricano i pagamenti della primavera e quindi abbiamo avuto delle difficoltà nei pagamenti a luglio e ad agosto. A settembre abbiamo ripreso a pagare ma dobbiamo ancora saldare il passato».
 I prossimi mesi andranno un po' meglio?
 «Stiamo guardando con attenzione agli andamenti di settembre e ottobre con l'obiettivo immediato di tornare alla regolarità. Poi dovremo osservare gli esiti della campionatura per la prossima stagione. Solo poi, con calma, potremo affrontare un ragionamento sulla situazione più a lungo termine. Dobbiamo però ammettere che lo scenario, in generale, non è che sia molto allegro. Non credo ci sarà una ripresa vera almeno fino a primavera».
 La crisi di liquidità di questo periodo getta però un'ombra sui risultati ottenuti con i recenti aumenti di capitale. Cosa avete in programma per il futuro?
 «Ripeto che sappiamo di dover ragionare anche sul medio termine ma il calo è stato assolutamente inaspettato. Il piano del 2007, anno finanziariamente per noi molto difficile, non conteneva previsioni ottime. Eravamo stati molto prodenti e per il 2008 consideravamo di avere una stabilità sui fatturati. All'inizio dell'anno le percentuali erano state negative ma non preoccupanti, poi da giugno c'è stato questo cambiamento repentino. Fortunatamente il mercato italiano sta reggendo e con Cavalli, dal punto di vista produttivo, abbiamo una collaborazione stretta».
 State pensando a un nuovo aumento di capitale. Sarebbe il terzo in poco tempo.
 «Il mese di ottobre affronteremo le questioni di medio e lungo periodo con il cda e l'assemblea degli azionisti. A fine mese sapremo quali decisioni sono state prese».
 In ballo c'è anche una possibile chiusura di Lineapiù.
«Lineapiù ha un grande valore al di là delle difficoltà. Vede riconosciuta una qualità dei prodotti a livello internazionale. Stiamo lavorando sulla ricerca per la prossima collezione e stiamo riducendo i costi ma senza attaccare il sistema organizzativo. Scenari come quello che mi chiede sono fuori da ogni prospettiva».

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