Il Tirreno

Prato

Una piccola Venezia alle Cascine

Francesca Gori
Una piccola Venezia alle Cascine

Saranno recuperati e allagati i canali, ristrutturati i ponti del parco

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PRATO. Non torneranno probabilmente a essere navigabili. Ma nel giro di un paio di anni, i canali che compongono il complesso reticolo di corsi d’acqua del parco delle Cascine di Tavola, potranno essere di nuovo allagati. E i manufati artistici e architettonici, alcuni dei quali tornati alla luce proprio grazie alla pulitura dei canali, saranno ristrutturati. Il progetto non è campato in aria. E’ il sogno dell’assessore all’Ambiente Camilla Curcio, che ha già predisposto un team per vederlo realizzato entro la fine della legislatura. Due anni al massimo, quindi. «Quest’idea ce l’ho in testa da tanto tempo - dice - e ora c’è anche un progetto vero e finanziamenti grazie ai quali andare avanti». Un progetto che restituirà il parco delle Cascine così com ’era: con i suoi canali, questa volta allagati attraverso l’acqua del depuratore di Baciacavallo e dell’acquedotto industriale. Al progetto stanno lavorando i tecnici dell’assessorato all’Ambiente, che hanno già le idee chiare su come muoversi. Prima verranno messi in sicurezza tutti i canali, e verranno sistemati gli argini. Poi si procederà al riallagamento. Un progetto che non serve soltanto a soddisfare il gusto dell’assessore o dei frequentatori del parco. Ma che darà la possibilità all’ecosistema del territorio di tornare al suo equilibrio originale.

«Con Spagnesi e Nerini, i miei due collaboratori che stanno lavorando al progetto - dice l’assessore all’Ambiente - abbiamo deciso di restituire alla città il parco in tutta la sua magnificienza. Creando anche occasioni per trascorrere il tempo libero in quell’area, con nuove attrezzature sportive ma anche con strutture per la didattica». Risistemazione degli alberi sul Fosso della Corsa, realizzazione di un percorso fitness con 14 attrezzi sportivi, ma anche un punto di sosta per pic-nic e nuove panchine. Il lago della Bogaia sarà ampliato e recintato per creare, grazie alla piantumazione di specie arboree ed erbacee di ambiente palustre, una zona umida con panchine e tavoli e anche il bosco planiziale che si trova nel parco sarà risistemato con un percorso didattico che ne descriva l’habitat. Oggetto di interventi saranno anche il parco della Rimembranza e il bosco delle Pavoniere che, nella parte bassa, ospiterà un percorso sportivo con 11 attrezzi per l’attività motoria della terza età e nuovi punti di sosta con panchine lungo i viali principali. Oltre alla sistemazione del parco, alle Cascine di Tavola si incomincerà presto a lavorare anche per la ristrutturazione dei manufatti artistici e architettonici.

Dodici, per il momento, oltre ai tre grandi casali: la casa del guardia, quella del caciaio che attualmente ospita il laboratorio del Gusto di Slowfood, e quella del Polline. Il progetto di recupero dei manufatti artistici e architettonici del parco è nelle mani dell’architetto Giuseppe Centauro e dei suoi collaboratori, che stanno studiando i manufatti e che, grazie alla convenzione che il Comune ha attivato con il dipartimento di restauro dell’Università di Firenze, entro il prossimo aprile presenteranno sia il quadro conoscitivo dettagliato che il masterplan per l’inizio dei lavori. Che saranno realizzati utilizzando anche una borsa di studio che il Comune e l’Università hanno messo a disposizione per il gruppo di lavoro coordinato dal professor Centauro. Anche se per avere il progetto definitivo si dovrà quindi aspettare ancora quasi un anno, quel che è certo è che l’attenzione dei restauratori sarà concentrata, almeno all’inizio, sul recupero e sulla ricostruzione dei ponti ottocenteschi del Parco delle Pavoniere, delle mura esterne del parco, ma anche del ponte del Manetti sull’Ombrone e di quello dell’Ombrellino, oltre che del vecchio tabernacolo e della darsena dove venivano attraccate le barche che navigavano il sistema dei canali delle Cascine.

«Restaurando i tre casali di proprietà pubblica - dice l’architetto Centauro - si potranno ricavare spazi per tantissime iniziative. E visto che i lavori di ristrutturazione dei manufatti storici del parco saranno lunghi, la casa del Guardia potrebbe funzionare da laboratorio di restauro». Per restituire ai pratesi ma anche ai turisti l’intera bellezza del parco, sarà a breve firmata una convenzione tra i proprietari dei circa 272 ettari di terreno: l’amministrazione e le società Golf, Agrifina e Barontini.

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