Il Tirreno

Prato

I cinesi per il fisco sono solo una fila di 0

I cinesi per il fisco sono solo una fila di 0

Una pianura arida con pochi improvvisi monoliti. Così appare la comunità cinese di Prato scorrendo gli elenchi delle dichiarazioni dei redditi 2005. Quello che più colpisce, anche visivamente, nella lettura delle cifre di migliaia e migliaia di contribuenti è quello che potremmo definire un cambio di ritmo: colonne di numeri fitti, piccoli o grandi, fin quando scorrono nomi italiani o di altre nazionalità, e poi lunghe sfilze di 0, intervallate da qualche dichiarazione, quando si arriva ai Chen, agli Hu, agli Zheng.

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 PRATO. Alla fine il conto è arrivato, ed è abbastanza salato per decine di "pronto moda" e altrettanti imprenditori cinesi. Secondo l'Agenzia delle entrate gli orientali del Macrolotto hanno evaso tasse per 7,5 milioni di euro nel 2005: ne dovranno pagare 10, tenuto conto delle sanzioni e degli interessi.
 L'esito dei controlli a tappeto effettuati nel giugno dell'anno scorso dagli ispettori dell'Agenzia è stato reso noto ieri e i numeri confermano un'impressione comune, e cioè che nelle strade comprese tra via Piemonte e via Calabria, ma anche nelle aree limitrofe dove le insegne con gli ideogrammi hanno soppiantato quelle in italiano, c'è un'evasione fiscale diffusa.
 Delle 62 aziende cinesi controllate dagli ispettori, ben 60 hanno commesso irregolarità e hanno ricevuto avvisi di accertamento. Altri 68 avvisi sono stati recapitati ai soci di persone fisiche delle stesse società. Complessivamente, dunque, sono 128 i cinesi che si trovano a fare i conti col fisco.
 Il sistema di evasione ricostruito dall'Agenzia è abbastanza semplice: i contributi previdenziali, le ritenute dei dipendenti, l'Irpef o l'Ires venivano in gran parte assolte mediante compensazione con crediti Iva accumulati grazie a scambi con l'estero o con soggetti comunitari. Vale a dire: crediti Iva fasulli per non pagare i contributi e altri oneri.
 Un sapiente lavoro di evasione o elusione fiscale che è certo frutto dei consigli di non pochi professionisti italiani. Non è dato sapere se siano stati presi provvedimenti anche nei loro confronti.
 La maggiore imposta accertata è stata di 7,5 milioni di euro, che salgono a 10 considerando anche le sanzioni e gli interessi. Molte le imprese che hanno chiesto di aderire all'accertamento: sono state presentate 124 istanze di cui 113 definite con un tasso di positività del 91% La maggiore imposta oggetto di definizione è stata pari a 6 milioni con un introito per l'erario di 4,3 milioni (e questa è la buona notizia). Sono invece 15 gli accertamenti in contestazione o divenuti definitivi per mancata impugnazione per una maggiore imposta accertata di 2 milioni.
 L'operazione ha anche portato alla scoperta di numerosi lavoratori in nero, spesso clandestini: nel complesso le persone denunciate alla magistratura sono state 24. I provvedimenti di accertamento in molti casi sono stati accompagnati da richieste di sequestri di immobili, di auto e delle stesse aziende. E anche di questi provvedimenti non si sa quanti siano divenuti effettivi.
 L'indagine ha anche evidenziato come le imprese sono caratterizzate da un ciclo produttivo particolarmente breve. Il "pronto moda" acquista direttamente il tessuto, provvede al proprio interno al taglio e invia il tessuto tagliato ai terzisti per le successive fasi di lavorazione. I capi di abbigliamento confezionati ritornano dai terzisti in tempi brevissimi (anche nell'arco di una giornata) pronti per l'esposizione e la vendita. Gli scambi avvengono esclusivamente per contanti. I principali acquirenti sono ambulanti italiani e operatori stranieri.
 L'indagine è partita nel giugno dell'anno scorso dalla semplice constatazione che a fronte di un ingente numero di scambi, della grande quantità di scarti di lavorazione presenti nei cassonetti e del continuo via vai di furgoni provenienti da tutta Europa, i "pronto moda" cinesi versavano imposte irrisorie. In media ogni azienda avrebbe evaso 125.000 euro nel 2005. Ora qualcosa rientrerà nelle casse dell'Erario.
  

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