Il Tirreno

Prato

Sfondano i democratici, affonda la sinistra

Il voto a Prato: tiene il Pdl, raddoppia la Lega Nord e Santanchè raggiunge il 3%

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PRATO. Vittoria dei democratici controtendenza a Prato, Waterloo della Sinistra Arcobaleno, il raddoppio della Lega Nord, l’esplosione della Santanchè, la delusione dell’Udc. E’ questa, in sintesi, la geografia del voto pratese. Con la sostanziale tenuta del Pdl. Il Pd in coalizione con Di Pietro porta a casa alla Camera come al Senato, a Prato e in provincia, oltre il 50% dei voti (dal 50,94% al Senato nel Comune di Prato al 50,07% alla Camera in provincia). Con un incremento - è la consolazione dei dirigenti del partito - di 4 punti e mezzo percentuali rispetto al risultato 2006 alla Camera (dato provinciale) e di 7 punti e mezzo rispetto al risultato al Senato (in provincia) dove ex Ds e ex Margherita correvano separati. Buona la performance del partito da solo: sempre oltre il 46% con una punta del 47,20% del Senato al Comune. Ma buono anche il risultato dell’Italia dei Valori: sempre oltre il 3 e mezzo per cento ma spesso vicino al 4 come nel caso del risultato alla Camera nel comune di Prato (3,83) o quello del Senato - sempre livello comunale - del 3,74%. La formazione di Di Pietro ha conquistato più di un punto percentuale rispetto a due anni fa. «Il dato di fondo - spiega Emiliano Citarella, dirigente Pd, - è che il Partito democratico a Prato ha sfondato mentre in altre parti d’Italia si è fermato al 34 per cento».

Nonostante l’indiscussa vittoria il numero dei votati è però calato. Un dato tra gli altri: nel 2006 avevano votato alla Camera nel Comune di Prato per l’Ulivo oltre 52mila cittadini. Questa volta per il Pd ne sono andati alle urne 50mila 900. L’astensione ha colpito anche il Popolo delle Libertà, formazione che ha sostanzialmente confermato i risultati della scorsa tornata elettorale anche se con un leggero incremento: hanno raggiunto un solido 32,97% al Comune di Prato alla Camera, un 33 in provincia sempre alla Camera e un quasi 34% al Senato sia nel comune di Prato sia in provincia (nel 2006 An e Forza Italia nel comune di Prato avevano toccato il 31,89% al Senato e il 31,51% alla Camera). Il calo nell’affluenza ha portato via al centrodestra circa un migliaio di elettori: dai 37mila 300 votanti del 2006 ai poco più di 36mila del 2008. Sprofondata, invece, la Sinistra Arcobaleno. Il miglior risultato del nuovo partito è stato quello al Senato a livello provinciale con uno striminzito 3,46%, il peggiore alla Camera nel comune di Prato con un 2,92%. Una dèbacle totale anche a Prato che ha rispettato, nè più nè meno, il trend nazionale.

Secondo le analisi di queste ore convulse una parte di voti della sinistra li ha conquistato il Pd ma un’altra sarebbe proprio mancata: gli Arcobaleno sarebbero stati colpiti più di altri dal fenomeno delle astensioni (analizzando il voto nelle zone storicamente rosse). Hanno perso un fiume di voti: le scorse politiche solo Rifondazione a livello provinciale aveva raggiunto il 9,22% al Senato e il 6,45 alla Camera performance replicata su base comunale. Per la lega Nord, anche se i numeri sono ancora bassi, si tratta certamente di una buona riuscita: sono aumentati di più di un punto dall’1,40 del 2006 al 2,50% del 2008. «Si è trattato - dicono gli analisti - di un voto di protesta». Se nelle aree abitate dalla comunità cinese la Lega sarà aumentata - si vedrà dai flussi - l’ipotesi potrebbe trovare conferma. Così come le preferenze per la Santanchè, che ha quasi raggiunto la Sinistra Arcobaleno con un 3%, potrebbero aver inciso sul pacchetto di An. Misterioso, per ora, il voto della compagine cattolica che non ha premiato l’Udc che si è attestata sul 4% perdendo rispetto al 2006 quasi due punti percentuale sia alla Camera sia al Senato.

In conclusione anche a Prato il voto dell’elettorale ha confermato la presenza di due forze politiche dominanti: Pd e Pdl. Come nelle previsioni andrano a Montecitorio i deputati uscenti Antonello Giaocomelli e Andrea Lulli e farà il suo ingresso il neodeputato Pdl, ex direttore del Giornale della Toscana, Riccardo Mazzoni. Al Senato nessuna speranza per Silvia Bocci collocata in 12 posizione. Sarà difficile per i Pd far scattare anche l’undicesimo. Ai democratici andranno 10 senatori. Gli altri otto tutti alla Casa delle Libertà. «E’ un peccato - è il commento al Cristall - Se la Sinistra Arcobaleno fosse stata premiata superando il quorum, almeno due senatori li avrebbe ottenuti»».

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