Il Tirreno

Prato

Logli, un "ragazzo della via Gluck"

Fabio Barni

La vita è a S. Paolo  Tre traslochi, tutti nello stesso quartiere {Qui non c'erano nemmeno le case, solo gore e campi. E il viaggio era andare "in Prato"}

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PRATO. Da San Paolo a piazza Medaglie d'Oro, andata e ritorno. Dove San Paolo, che è un quartiere pratese, non va scambiato con una metropoli brasiliana. Il percorso è insomma breve e l'ha compiuto, collezionando tre traslochi, il presidente della Provincia Massimo Logli. In tutta la vita, mezzo secolo o poco più, non s'è mosso da Prato. Ancora oggi vive nel quartiere nel quale è nato e che ha visto cambiare al punto di considerarsi - parole sue - {un ragazzo della via Gluck}. Perché? {Perché quando sono nato io, nel 1956, c'erano soltanto campi di grano e ulivi. Non c'era neanche la casa dove abito attualmente. C'erano alcune gore. E basta. Si può dire che non c'era neanche San Paolo}. E mentre cresceva? {Qualcosa cambiava, senza dubbio. Ma...}. Ma? {San Paolo come è oggi, con i palazzi e le strade di oggi, si è sviluppato a partire dagli anni Settanta}. Ricapitolando. E nato a San Paolo, si è sposato e solo per un breve periodo ha lasciato questa zona... {Dopo il matrimonio, ho vissuto per un periodo in piazza Medaglie d'Oro. Poi sono tornato a San Paolo}. Dove ha trovato case e strade che prima non c'erano. Giusto? {Esatto. La stessa sorte del ragazzo della via Gluck}.

Addio gore e campi. {Sì. Tanti palazzi. Una piccola città}. Parliamo dell'infanzia. Della prima San Paolo. Venire in centro, per voi ragazzini, doveva essere una piccola avventura. {Erano i tempi in cui dicevamo di andare "in Prato", quando si partiva per il centro. Quello verso Prato, per chi allora viveva in periferia, era il viaggio}. Periferie comprese, che tipo di città era? {Una città nella quale vivevere e lavorare era qualcosa di intrecciato, di legato saldamente. Non c'era separazione fra i macrolotti e le zone per vivere. Era una Prato fatta dalla voglia di riscatto, dal boom}. E che cosa le piaceva di quella città? {I cinema del centro, i negozi di via Garibaldi. Ma anche la fiera sui Macelli, il mercato in piazza Mercatale. Soprattutto, mi piaceva venire nei giardini della passerella. I più belli del centro storico}. Per il resto... {Le mie scorribande erano nei prati di periferia. Facevamo gli archi con le stecche degli ombrelli e il filo di lana. Erano armi micidiali. Meno male che era difficile che chiappassimo qualcosa}. Tra una scorribanda adolescenziale e l'altra, è cresciuto. E ha dato il primo bacio. Si ricorda dove? {Il bacio? E come dirlo. A quei tempi il bacio era qualcosa di serio...}.

Sì. Ma avrà pur dato il primo. Difficile scordarsene {Il primo è stato 40 anni fa. A San Paolo, nel giardino della scuola}. Lasciamo le faccende personali e facciamo un salto in avanti. Che cosa frequenta e che cosa le piace della città di oggi? {Io sono quello di sempre. Ho pochi punti di riferimento e me li porto dietro. Mi piace passeggiare in centro. Mi piace molto il lungobisenzio, come è stato sistemato, per passeggiare e per andare in bicicletta}. Ci sono locali, bar, luoghi dove ama trascorrere una serata o mangiare una pizza più che in altri? {Negli ultimi anni, ho visto aprire tanti locali. Oggi ci sono più luoghi deputati al divertimento che in passato. Per me, hanno perso il fascino che avevano nell'adolescenza, quando per altro erano diversi. Ormai, i locali sono molto orientati e, comunque, si assiste a un'omologazione}. Le manca qualche locale, qualche ritrovo che non c'è più? {Dico solo che locali come il Lord Byron, per fare un esempio, non se ne vedono. Così come non ce ne sono per ascoltare musica di un certo livello}. Limitiamoci a un caffé. Dove preferisce berlo? {Non mi dispiace limitarmi a scendere sotto la Provincia. Per un caffè, mi capita di fermarmi spesso. Fuori dal centro storico, mi fermo volentieri alla Tazza d'Oro. Mi capita anche perché mia moglie lavora al secondo macrolotto}.

E tutta pratese anche la moglie? {Lei no. Ma venne su piccolissima. Ci siamo conosciuti che io studiavo e lei lavorava già, sui 17/18 anni. Oggi abbiamo due figli, un maschio e una femmmina}. Visto che siamo a parlare di faccende private, come vive il ruolo che attualmente riveste? {Sono molto gratificato da questa esperienza in politica e da amministratore che, per molti anni, avevo portato avanti solo come impegno civile}. Le piacerebbe continuare, magari con un secondo mandato? {Sì. Ci sarà una valutazione. Ma credo proprio che, se ci sarà l'opportunità di un ulteriore impegno, l'accetterò volentieri}. Che cosa faceva, prima di dedicarsi a tempo pieno alla politica? {Il rappresentante}. Un mestiere tutto pratese. {Per certi versi sì}. Ha un sogno per la sua città? {Spero che possa riuscire a veder chiudersi questa fase di difficoltà sia economica che sociale, attraverso il coinvolgimento di tutte le forze e di tutte le persone che sono presenti qui, oggi. Sogno che succeda come negli anni Sessanta e Settanta e che si riesca a ricostruire un ampio benessere economico e sociale}. Quelli erano altri tempi. {Sì. Fino agli anni Ottanta c'era una maggiore coesione, c'era più amicizia. Forse eravamo un po' più poveri. Oggi siamo un po' più ricchi e isolati}.

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