Il Tirreno

Prato

Cantando si può girare il mondo

Melania Mannelli

Le prove dopo il lavoro, i sacrifici. Poi i concerti in Europa e in America  Momenti difficili e la sede da ristrutturare Intanto si prepara la prossima esibizione domenica in S. Domenico la "Messa" di Dvorak

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PRATO. In semicerchio, sotto le luci fioche di un salone antico quanto dismesso, una cinquantina di persone, di diversa età, tiene fra le mani uno spartito. Bisbigliano. Poi il maestro, Gianni Franceschi, con un cenno invita Simone Ori ad intonare al pianoforte la "Messa in D" di Antonin Dvorak. Limpide, profonde e acute, le voci del gruppo riempiono l'aria, raggiungono ogni angolo e la stanza sembra più luminosa. Corre un brivido lungo la schiena. Il miracolo del canto si compie. Quelle persone, senza essere dei professionisti, diventano un coro: "La corale Guido Monaco". La sera di ogni martedì e giovedì, nella sede di via S. Vincenzo 12, è il momento delle prove. Prove che si ripetono dal 1878. Si avvicina infatti a spegnere 130 candeline la "Guido Monaco", associazione culturale storica della città. La "Messa in D" di Dvoràk è solo l'ultimo brano che la corale (oggi composta da 60 elementi) sta preparando, per l'esibizione di domenica nella chiesa di S. Domenico, in occasione della messa dei carabinieri in congedo. Il punto di approdo di un percorso costellato di soddisfazioni, non privo di inevitabili momenti difficili, costruito sempre da bravi dilettanti innamorati della musica.

Le origini. Occorre appunto risalire al 1878 per parlare dell'episodio che ha generato la "Guido Monaco". Quando un gruppo di artigiani e operai amanti del canto, in buona parte ex alunni dell'orfanotrofio Magnolfi (dove erano stati educati alla musica dal canonico Ciabatti), decisero di fondare una corale indipendente. Avevano già partecipato a delle rappresentazioni liriche al Metastasio, ma {ad un certo punto gli accademici del teatro stabilirono che per continuare a cantare nelle opere si dovesse superare una prova - racconta Francesco del Puglia, corista della "Monaco" da 48 anni - Il gruppo di cantori, consapevoli del loro talento, rifiutarono questa regola}. Guidati da Oreste Vannucci, il "ciabattino", riuscirono a creare il primo nucleo della corale (tutti uomini, le donne entreranno nel 1942), stabilendosi nella bottega di Vannucci, primo presidente della corale. Concorsi memorabili. Cambiata sede nel 1896, nell'attuale via S. Vincenzo, la corale non starà certo qui, ferma. Viaggerà molto, partecipando a concorsi in Italia, in Europa e in America. Vinte 13 medaglie, dal 1900 fino al ventennio fascista, intraprende dopo la guerra le sue trasferte.

In un momento delicato per L'italia, nel 1947, la corale partecipa ad un concorso a Llangollen (Galles) e ad un concerto negli studi della BBC di Londra. Nel 1961, sotto la direzione di Castagnoli, il coro venne ingaggiato per un memorabile cartellone di 30 giorni al teatro "Radio city music hall" a New York. E dal 1970 al 1975, con l'arrivo del maestro Roberto Gabbiani, sarà il turno di esibirsi in Svizzera (Montreux, Losanna e Ginevra), ancora negli Stati Uniti (Hunter College e Cafuzzi Hall) e in Canada (Montreal). Infine, sotto la la guida di Pietro Rossi, nel 1992, verrà ammessa come unico coro italiano al concorso internazionale di Tours. Maestri e cimeli. {Molti maestri che sono passati di qui hanno avuto una carriera fulgida} racconta l'attuale presidente della corale Francesco Pizzo. E ha ragione. Basta pensare a Roberto Gabbiani (direttore del coro dell'accademia di Santa Lucia a Roma) o a Lorenzo Fratini (maestro del coro stabile del teatro di Trieste). Sorprendente, inoltre, che nel corpo sociale la "Guido Monaco" annoveri nomi come Giacomo Puccini, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni e Magda Oliviero, con tanto di loro lettere e dediche. La corale oggi. T

ra scarsità di fondi e una sede inagibile da ristrutturare (il progetto costa 300mila euro), la "Guido Monaco" sta cercando di venir fuori da un momento complicato, culminato nel 2006 con l'uscita di scena di 8 coristi che decisero di seguire il maestro Preziosi. Se da tempo non partecipa a concorsi, {perchè richiedono diverse spese e la preparazione di un repertorio ad hoc}, come spiegano Del Puglia e Pizzo, non ha però rinunciato a progetti e inizative. Al di là delle esibizioni natalizie e dell'annuale collaborazione con la Camerata, la corale ha dimostrato tutta la sua vitalità con il cartellone della "GuidoMonacoEstate". Per il 2008 ha già in serbo la seconda edizione del concorso per giovani pianisti "Paolo Agostini", mentre medita un'apertura alle scuole: ad esempio al Convitto Cicognini, che intende costituire un suo coro. Le voci bianche. La "Guido Monaco" vanta anche un coro formato da ragazzi dai 4 ai 16 anni, nato nel 1969, che ebbe come prima maestra Fiorella Cappelli. Oggi il gruppo è composto da circa 40 elementi, guidato da Federica Baldi. Uno splendido esempio di socializzazione, tanto che annovera fra le sue fila tre ragazzi cinesi e uno pachistano. Attivo quanto il coro polifonico dei grandi, a gennaio si esibirà al Metastasio ne "Il piccolo spazzacamino" con la scuola Verdi.

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