Il Tirreno

Prato

{Al Monteferrato devo le passioni della mia vita}

Fabio Barni

Qui ha scoperto l'amore per la natura qui ha conosciuto Gilberto Tozzi e, con lui, qui ha fondato il Centro di scienze naturali

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PRATO. Ci si aspetterebbe una persona tutta dedita alle piante, agli animali e a un piccolo museo, in una sorta di clausura nel verde di Galceti. Invece no. Deanna Lastrucci Tozzi ama e vive la città nel suo insieme, a cominciare dal centro storico. Sogna un grande Centro di scienze naturali, quello che ha fondato il marito, in una nuova struttura, con sale ampie e dotate della tecnologia necessaria a far conoscere la natura intera, dalle stelle ai licheni dei quali è appassionata. A parte quello, però, ha idee e suggerimenti per tutta Prato. Certo è che la natura è il suo interesse principale, che da 45 anni abbondanti condivide col marito Gilberto Tozzi. Dove vi siete conosciuti? {Sul Monteferrato, e non poteva che essere così. Io sono da sempre un'appassionata naturalista e andavo in cerca di licheni. Lui cercava la fauna, in particolare gli uccelli. Ci siamo conosciuti così, accomunati dalla passione per un bene, la natura, che negli anni `60 non era granché apprezzato}. Come andò? {Fu un colpo di fulmine. Non siamo stati neppure troppo fidanzati. Ci siamo sposati presto, nel 1962, davanti al sindaco Roberto Giovannini}. Un grande personaggio...

{Una persona meravigliosa che ha dato tanto alla città. Giovannini era sposato con Prato. La sua famiglia eravamo noi pratesi}. Rimpiange un sindaco di quel tipo? {Si, ma credo anche che il rapporto che si instaurava allora fra la città e un sindaco non sia più possibile e adatto}. E dopo Giovannini? {Un altro grande sindaco è stato Giorgio Vestri. Fu lui a inaugurare la mostra "Natura e arte" nel 1967, a seguito della quale nacque di fatto il Centro di scienze naturali}. Che cosa successe? {Era una mostra naturalistica, con materiale nostro, che doveva durare un mese e mezzo nell'ex Caffè Bacchino. Contro le previsioni, la mostra restò aperta due anni. I pezzi della mostra, adesso sono nel nostro museo. Fu il Comune a credere nell'iniziativa di due privati, dandoci la possibilità di aprire il Centro e facendolo poi diventare una struttura pubblica. Credo che all'amministrazione pratese vada riconosciuto il fatto di avere visto lontano. Nel 1967, col boom economico, parlare di ambiente era avveniristico. Il Centro, nella pratica, nacque con l'Azienda autonoma di turismo. Dal 1997 è invece una fondazione del solo Comune}. Come si spiega tanta passione per la natura?

{Ho avuto due genitori meravigliosi che mi hanno considerato una persona e non, semplicemente, una femmina. In casa nostra, entravano ogni giorno i quotidiani e si trovavano i libri. Mio padre, poi, mi portava al circolo di Figline, di sera, per aiutarlo a riordinare la biblioteca. Non capitava spesso, negli anni Cinquanta, che una ragazzina uscisse col padre dopo cena. Il contatto con le persone e con i libri, l'apertura verso l'esterno ha fatto sì che mi appassionassi alla natura}. Qual è il suo rapporto con la città? {Un rapporto d'amore. Ho sempre voluto dare qualcosa a Prato, anche sul piano culturale. Le faccio un solo esempio: fra le quote che Roberta Betti chiese per riaprire il Politeama ci sono anche le nostre, mie e di Gilberto. Ritengo che ognuno dovrebbe vivere la città con senso d'appartenenza. Dovrebbe sapere che cosa succede tutti i giorni, proprio come accadeva in casa mia con mio padre che portava i giornali}. Com'è Prato? {Rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta è molto più bella. E' colorata, mentre in passato era molto grigia. E' bello il Duomo, sono belle via S. Fabiano e piazza S. Agostino così come sono state sistemate}. Quale angolo preferisce?

{Non mi piacciono gli angoli. Amo le piazze, che ritengo vere e proprie agorà che dovremmo ritrovare anche nelle periferie e non solo in centro}. Quale piazza le piace di più, allora? {Piazza del Duomo, con la fontana là in mezzo, la cattedrale col marmo verde di Prato e il pulpito di Donatello che D'Annunzio aveva paragonato a un nido. Amo vivere la città, passeggiando di mattina, nei giorni feriali. Mi piace portare i visitatori del Centro di scienze naturali in giro per il centro storico. Di solito si meravigliano delle bellezze di una città percorsa dal marmo verde. Abbiamo i Lippi, il Castello dell'imperatore, la chiesa delle Carceri. Esempi unici}. Ci sarà pure qualcosa che rimprovera alla città e ai pratesi. {Sì. Prima di tutto il fatto di non sapersi far valere, di non sapere presentare i tesori}. E poi? {Forse, bisognava avere evitato di costruire le periferie}. Ma la città è cresciuta, e molto. {Potevamo far crescere, ricostruire i paesi, con una loro identità, con la chiesa, la posta, la piazza. Anche certe tensioni di fronte all'immigrazione potevano essere evitate, guardando meglio a quello che potevamo offrire, come habitat, a chi è venuto da lontano}.

Forse, l'immigrazione degli ultimi anni era inattesa. {Dico però che chi governa deve essere lungimirante}. A proposito di chi governa. Avete sottoposto al Comune l'idea di un grande Centro di scienze naturali? {Sì, ne abbiamo parlato con l'assessore Curcio che l'ha presentata a Ciuoffo. Dovrebbe rientrare nel nuovo piano strutturale}. Qualche altro consiglio per la città? {Vorrei che venisse affrontato un discorso sulle insegne dei negozi del centro storico. Andrebbero progettate con un criterio tale da renderle armoniche l'una con l'altra e con la città. Non solo. Bisogna fare anche un discorso sulla segnaletica, che manca. A volte, per i non pratesi, è difficile arrivare a destinazione perché non ci sono indicazioni. Anche in centro, segnali belli e fatti bene presenterebbero la città ai suoi ospiti e agli stessi pratesi}. In compenso, ci sono segnali di divieto o d'obbligo per gli automobilisti. Che ne pensa del traffico? {E' un problema. Andrebbe trovato il sistema di chiudere la città murata. Lo hanno fatto a Parma e in altre città del nord.

Si può fare anche a Prato che, da porta al Serraglio a porta Santa Trinita, si attraversa in pochi minuti, a piedi, in una bella passeggiata. I negozi, in centro, devono starci. Credo che se andrà avanti l'idea di un centro commerciale naturale, pur dovendo lasciare l'auto fuori dalle mura, non mancherebbero i clienti}.

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