Il Tirreno

Prato

L'emozione di un incontro con Roberto

Francesca Gori

I tre vincitori del concorso si preparano a salutare il loro idolo

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PRATO. Stasera coroneranno il loro sogno: abbracceranno il loro idolo, potranno parlare con Benigni, potranno farsi fotografare insieme al premio Oscar. Lisetta Cavaciocchi, che lavora alla scuola d'infanzia di Vergaio e che da trent'anni vive nel paese di Benigni, il ventenne Stefano Pieri, che studia ingegneria e si diletta di poesia, e la nonna del gruppo, la signora Marina Ciampi, che a quasi ottant'anni è riuscita a strappare un sorriso alla giuria del Tirreno, che ha regalato ai tre vincitori del concorso “Io e Benigni” la possibilità di conoscere Roberto Benigni.

Lisetta Cavaciocchi da anni aspetta di farsi una foto con Roberto, quella foto che non scattò quando la famiglia di Benigni la invitò a casa a Vergaio per conoscere il premio Oscar. «Allo stadio ci vado con mio marito Ilvo - racconta Lisetta - e sono già emozionatissima all'idea di poterlo incontrare, di potergli stringere la mano e di poter finalmente farmi una foto insieme a lui. Sono emozionata non tanto perché Benigni è un grande personaggio, ma perché per me rappresenta Vergaio, il mio paese d'adozione, e rappresenta quindi un mondo di semplicità».

Un sogno, quello di Lisetta che si avvera stasera. E si avvera anche un altro sogno, quello del giovane Stefano Pieri, lo studente di ingegneria della Briglia, che ha dedicato al premio Oscar una poesia. «Adoro Benigni e adoro come interpreta Dante - spiega - e soprattutto sono un appassionato di poesia. Conoscerlo, potergli stringere la mano, per me è davvero un grande motivo di orgoglio». Stefano, che grazie al nostro concorso ha vinto, come gli altri due premiati, due biglietti per lo spettacolo, andrà al Lungobisenzio con un amico.

Sarà invece il nipote poco più che ventenne, Andrea Monti, ad accompagnare l'altra vincitrice, Marina Ciampi. La signora, che il prossimo anno compirà 80 anni, ha deciso che ad accompagnarla da Benigni dovrà essere il nipote. «Sono emozionatissima - dice - perché finalmente potrò chiedere scusa a Roberto per aver detto a mio figlio Luciano, che ci andava a scuola insieme, che Benigni mi sembrava poco intelligente. Ma soprattutto, gli chiederò di dedicare cinque minuti a mio nipote, perché anche lui è un grande appassionato».

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