Il dolore
Maxi taxi per lo shopping in centro
Cr. Or.
E' il progetto di Comune e Confesercenti, già pronta la convenzione
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PRATO. Taxi come bussini navetta. Ovvero come garantire un servizio a prezzo politico per la spesa o lo shopping nel centro storico. E' l'idea venuta a Confesercenti e al Comitato centro storico; idea piaciuta, recepita e strutturata dall'assessorato allo Sviluppo economico che ha già predisposto una bozza di convenzione.
Anche i tempi sono tracciati: la sperimentazione potrebbe partire in ottobre e terminare la prima fase di vita a dicembre. «Si tratta di un'iniziativa - spiega Giovagnoli - che è stata resa possibile dalla riforma dei taxi prevista dal pacchetto Bersani».
E sulla quale Prato ha lavorato. «E' un primo passo verso quello che è il nostro obiettivo: la rivitalizzazione del centro - aggiunge Giuseppe Di Ronato, segretario Confesercenti - senza far lievitare ulterioremente il numero di auto già in circolazione dentro le mura, nel rispetto delle aree chiuse al traffico ma con la possibilità, per i cittadini, di oltrepassare gli sbarramenti in maniera semplice, comoda e conveniente».
Il progetto è di quelli che piacciono. Prevede l'utilizzo di quattro taxi a più posti - da cinque a nove - che a chiamata partirebbero da almeno due parcheggi scambiatori: piazza Ebensee e del Mercato Nuovo, per iniziare. E attraverso un percorso sul quale si sta discutendo proprio in questi giorni, coprirebbero una larga fetta del centro storico. Certamente quella più fornita di negozi alimentari e non. I dettagli sono da mettere ancora a punto: «Ma certamente - continua Giovagnoli - il tragitto dei taxi navetta che sarà probabilmente a soste successive non intercetterà quello dei mezzi pubblici». Lam e bus, dunque, avranno percorsi differenti dai quattro maxi-taxi che avranno base nei parcheggi. Anche sul costo per gli utenti la discussione è aperta. «Durante la fase di sperimentazione - spiega Di Ronato - noi vorremmo prezzi minimi, politici, se non addirittura corse gratis così da poter mettere a punto il servizio senza gravare su chi lo utilizza. Poi si vedrà». Alla Cooperativa di taxi che fa capo alla Confesercenti la proposta è piaciuta e hanno già dato l'adesione di massima. Anzi hanno già buttato giù una relazione con costi, spese, disponibilità di mezzi. L'investimento non è eccessivamente oneroso per nessuno. Nemmeno per l'amministrazione comunale che avrebbe già dato la disponibilità a scommetterci all'incirca, soldo più soldo meno, ventimila euro. Un'altra fetta, ancora tutta da definire, resterebbe a carico di Confesercenti e del Comitato Centro storico.
Più lontane, invece, le agevolazioni sulla tariffa dei parcheggi all'interno dentro le mura proposte dall'assessorato al Centro Storico.
Se Confesercenti si sarebbe resa disponibile a discuterne, una chiusura marcata sarebbe venuta dall'Unione commercianti, in rotta di collisione ormai da mesi con l'amministrazione.
L'idea era quella di dimezzare il costo del ticket e di suddividere l'onere residuo tra Comune e associazione di categoria. Ma difficilmente si realizzerà.
Anche i tempi sono tracciati: la sperimentazione potrebbe partire in ottobre e terminare la prima fase di vita a dicembre. «Si tratta di un'iniziativa - spiega Giovagnoli - che è stata resa possibile dalla riforma dei taxi prevista dal pacchetto Bersani».
E sulla quale Prato ha lavorato. «E' un primo passo verso quello che è il nostro obiettivo: la rivitalizzazione del centro - aggiunge Giuseppe Di Ronato, segretario Confesercenti - senza far lievitare ulterioremente il numero di auto già in circolazione dentro le mura, nel rispetto delle aree chiuse al traffico ma con la possibilità, per i cittadini, di oltrepassare gli sbarramenti in maniera semplice, comoda e conveniente».
Il progetto è di quelli che piacciono. Prevede l'utilizzo di quattro taxi a più posti - da cinque a nove - che a chiamata partirebbero da almeno due parcheggi scambiatori: piazza Ebensee e del Mercato Nuovo, per iniziare. E attraverso un percorso sul quale si sta discutendo proprio in questi giorni, coprirebbero una larga fetta del centro storico. Certamente quella più fornita di negozi alimentari e non. I dettagli sono da mettere ancora a punto: «Ma certamente - continua Giovagnoli - il tragitto dei taxi navetta che sarà probabilmente a soste successive non intercetterà quello dei mezzi pubblici». Lam e bus, dunque, avranno percorsi differenti dai quattro maxi-taxi che avranno base nei parcheggi. Anche sul costo per gli utenti la discussione è aperta. «Durante la fase di sperimentazione - spiega Di Ronato - noi vorremmo prezzi minimi, politici, se non addirittura corse gratis così da poter mettere a punto il servizio senza gravare su chi lo utilizza. Poi si vedrà». Alla Cooperativa di taxi che fa capo alla Confesercenti la proposta è piaciuta e hanno già dato l'adesione di massima. Anzi hanno già buttato giù una relazione con costi, spese, disponibilità di mezzi. L'investimento non è eccessivamente oneroso per nessuno. Nemmeno per l'amministrazione comunale che avrebbe già dato la disponibilità a scommetterci all'incirca, soldo più soldo meno, ventimila euro. Un'altra fetta, ancora tutta da definire, resterebbe a carico di Confesercenti e del Comitato Centro storico.
Più lontane, invece, le agevolazioni sulla tariffa dei parcheggi all'interno dentro le mura proposte dall'assessorato al Centro Storico.
Se Confesercenti si sarebbe resa disponibile a discuterne, una chiusura marcata sarebbe venuta dall'Unione commercianti, in rotta di collisione ormai da mesi con l'amministrazione.
L'idea era quella di dimezzare il costo del ticket e di suddividere l'onere residuo tra Comune e associazione di categoria. Ma difficilmente si realizzerà.
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