Sicurezza
Benigni si informa su PratoRomagnoli & C. nel mirino
Francesca Gori
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Basterà che in platea Benigni individui qualche big della politica per scatenare lo show. A Prato, venerdì sera non ci saranno né Prodi, né Rutelli, né la famiglia Berlusconi. Ma il fatto che Roberto si tiene informato su ciò che accade in città, fa sperare che qualche battuta rivolta agli amministratori non mancherà. E tra una terzina di Dante e l'attualità politica, ci sarà da ridere.
D'altra parte, “il piccolo diavolo” Benigni ci ha ormai abituati alla sua satira politica e alla sua fine sagacia. Andando a spulciare nelle varie puntate della lunghissima tourné “TuttoDante”, il premio Oscar di Vergaio ha avuto una parola per tutti. Soprattutto quando in platea, nelle prime file, c'erano seduti i politici. Storica è rimasta quella rivolta a Veronica Lario e Barbara Berlusconi, rispettivamente moglie e figlia dell'ex premier, che applaudivano divertite Robertaccio scatenato a Milano.
«Silvio è sempre un affarista - disse ai tempi di Vallettopoli - Ha ritirato le foto della figlia e le ha pagate 20 mila euro poi le ha vendute a 50mila euro a “Chi” e per 100 mila a Vespa. Così ci ha guadagnato 130 mila euro. Adesso tutte le sere chiama Barbara e le dice: “ma esci questa sera cosa ci fai a casa a guardare il Grande Fratello?”». Ma se Berlusconi è stato uno dei bersagli preferiti dal comico - come non ricordare la strepitosa canzone “Quando penso a Berlusconi” - anche il centrosinistra ha avuto un bel daffare a contenere l'esuberanza benignesca. Sui quotidiani teneva banco l'affaire Mitrokhin e Benigni si rivolse direttamente a Prodi dicendo: «La commissione Mitrokhin voleva dimostrare a spese nostre che Prodi è una spia del Kgb, ma l'avete visto che faccia ha. E' come dire che Vladimir Luxuria è una spia del Vaticano». Lo spettacolo era quello di Firenze, e Prodi era lì in prima fila con Rutelli.
Benigni riprese: «Poveraccio, Prodi che non riusciva a far passare la Finanziaria e andava a messa tutti i giorni per i senatori a vita, che chiamava Scalfaro e la Montalcini per lo sciroppo. Poi per farla passare ha detto alla Turco di elevare la cannabis da 20 a 40 spinelli. E così, tutti “fatti”, l'hanno firmata. Nella foto c'era la Montalcini con il fumo che saliva e una faccia da fricchettona». Sempre al centrosinistra si rivolse Benigni quando furono pubblicate le foto di Sircana, il portavoce di Prodi, immortalato con un trans. «A Sircana quando gli hanno detto quella cosa si è sentito male. E ci credo: è roba da andare in trans. Io Sircana lo conosco è una persona seria, siamo andati per viali per cercare le stesse donne, viados e prostitute. Ma sono ipocriti, non siamo mai andati dai trans. E poi nelle foto non è mica lui il politico ma il trans, che era Maroni! Se era lì con un trans era lì per conto di qualcun altro. Cosa fa Sircana? portavoce di Prodi. Era lì per portare la voce di Prodi.
Come si fa a rovinare la vita di uno così? Prendiamo uno noto come Fede: gli potrebbero rovinare la vita. Mettiamo che esca una sera con cinque trans, una pecora, una bambola gonfiabile e che lo fotografino. Come ne esce? Quando torna a casa la sera dall'unica persona a cui è sempre stato fedele, cioè Silvio Berlusconi, cosa gli dice?». Immancabile, in ogni spettacolo che si rispetti, l'appello a Silvio. «Silvio torna. Senza di te noi comici siamo rovinati. Io mi sono buttato su Dante, e Paolo Rossi sulla musica». Si parte da Vallettopoli, ma si arriva sempre alla politica. «Con Vallettopoli la politica si è come fermata, ma prima è caduto il governo Prodi, anche se in piedi non lo avevo mai visto. In Italia ci sono stati barbari di tutti i tipi: Napoleone, 40 anni di Dc, 5 di Berlusconi, siamo indistruttibili. Ma Prodi è cascato in terra e c'è stata subito la reazione immediata di Berlusconi che ha riunito i vertici di partito: Bondi, Yespica e Apicella».
D'altra parte, “il piccolo diavolo” Benigni ci ha ormai abituati alla sua satira politica e alla sua fine sagacia. Andando a spulciare nelle varie puntate della lunghissima tourné “TuttoDante”, il premio Oscar di Vergaio ha avuto una parola per tutti. Soprattutto quando in platea, nelle prime file, c'erano seduti i politici. Storica è rimasta quella rivolta a Veronica Lario e Barbara Berlusconi, rispettivamente moglie e figlia dell'ex premier, che applaudivano divertite Robertaccio scatenato a Milano.
«Silvio è sempre un affarista - disse ai tempi di Vallettopoli - Ha ritirato le foto della figlia e le ha pagate 20 mila euro poi le ha vendute a 50mila euro a “Chi” e per 100 mila a Vespa. Così ci ha guadagnato 130 mila euro. Adesso tutte le sere chiama Barbara e le dice: “ma esci questa sera cosa ci fai a casa a guardare il Grande Fratello?”». Ma se Berlusconi è stato uno dei bersagli preferiti dal comico - come non ricordare la strepitosa canzone “Quando penso a Berlusconi” - anche il centrosinistra ha avuto un bel daffare a contenere l'esuberanza benignesca. Sui quotidiani teneva banco l'affaire Mitrokhin e Benigni si rivolse direttamente a Prodi dicendo: «La commissione Mitrokhin voleva dimostrare a spese nostre che Prodi è una spia del Kgb, ma l'avete visto che faccia ha. E' come dire che Vladimir Luxuria è una spia del Vaticano». Lo spettacolo era quello di Firenze, e Prodi era lì in prima fila con Rutelli.
Benigni riprese: «Poveraccio, Prodi che non riusciva a far passare la Finanziaria e andava a messa tutti i giorni per i senatori a vita, che chiamava Scalfaro e la Montalcini per lo sciroppo. Poi per farla passare ha detto alla Turco di elevare la cannabis da 20 a 40 spinelli. E così, tutti “fatti”, l'hanno firmata. Nella foto c'era la Montalcini con il fumo che saliva e una faccia da fricchettona». Sempre al centrosinistra si rivolse Benigni quando furono pubblicate le foto di Sircana, il portavoce di Prodi, immortalato con un trans. «A Sircana quando gli hanno detto quella cosa si è sentito male. E ci credo: è roba da andare in trans. Io Sircana lo conosco è una persona seria, siamo andati per viali per cercare le stesse donne, viados e prostitute. Ma sono ipocriti, non siamo mai andati dai trans. E poi nelle foto non è mica lui il politico ma il trans, che era Maroni! Se era lì con un trans era lì per conto di qualcun altro. Cosa fa Sircana? portavoce di Prodi. Era lì per portare la voce di Prodi.
Come si fa a rovinare la vita di uno così? Prendiamo uno noto come Fede: gli potrebbero rovinare la vita. Mettiamo che esca una sera con cinque trans, una pecora, una bambola gonfiabile e che lo fotografino. Come ne esce? Quando torna a casa la sera dall'unica persona a cui è sempre stato fedele, cioè Silvio Berlusconi, cosa gli dice?». Immancabile, in ogni spettacolo che si rispetti, l'appello a Silvio. «Silvio torna. Senza di te noi comici siamo rovinati. Io mi sono buttato su Dante, e Paolo Rossi sulla musica». Si parte da Vallettopoli, ma si arriva sempre alla politica. «Con Vallettopoli la politica si è come fermata, ma prima è caduto il governo Prodi, anche se in piedi non lo avevo mai visto. In Italia ci sono stati barbari di tutti i tipi: Napoleone, 40 anni di Dc, 5 di Berlusconi, siamo indistruttibili. Ma Prodi è cascato in terra e c'è stata subito la reazione immediata di Berlusconi che ha riunito i vertici di partito: Bondi, Yespica e Apicella».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google