Il Tirreno

Prato

"Io e Roberto, magari di nuovo insieme"

Francesca Gori

Gennaio 1972, teatro Metastasio. Sul palco c’era anche Pamela Villoresi, che ricorda il suo debutto sulle scene con l'attore toscano

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PRATO. La prima volta, sul palco del teatro Metastasio, nel lontano gennaio del 1972, insieme a Roberto Benigni debuttò una giovanissima Pamela Villoresi. Sul palco, con i due attori, ai quali il regista Paolo Magelli affidò due particine, c’erano Loris Toso, Paolo Santangelo e molti altri. Ora Pamela Villoresi dice: «Sarebbe bello recitare ancora insieme». Pamela Villoresi, quella prima volta sul palco del Met la ricorda ancora.

E ricorda anche dei giorni passati sui banchi del Datini, la scuola superiore che frequentava, lei studentessa al primo anno, con Roberto Benigni, che era già arrivato al diploma. «Eravamo a scuola quando vennero Mario Rellini e Paolo Magelli a parlarci del Teatro Studio - racconta l’attrice - e io, che avevo sempre sognato di recitare, approfittai subito dell’occasione». Che Pamela Villoresi fosse davvero un’attrice nata, lo avevano capito subito anche a scuola. Era una brava studentessa, ma il sacro fuoco della recitazione le bruciava già in petto. «Iniziammo a provare - dice - e la prima dello spettacolo “Una favola vera”, fu una grande emozione sia per me che per Roberto».

Da quel lontano gennaio 1972, Pamela Villoresi e Roberto Benigni non hanno più condiviso lo stesso palcoscenico. «Roberto era un giullare - ricorda Pamela Villoresi - e quando andavamo insieme al bar, era solito dare delle sonore pacche sulle spalle ai clienti che erano a bere il caffè. Spesso rischiava anche di prenderle, ma tutto finiva sempre in una gran risata».

Attrice teatrale, Pamela Villoresi ha concesso poco di se stessa al cinema. Ha amato e ama soprattutto il teatro. «Roberto ha fatto cose strepitose sul grande schermo - aggiunge - ma se potessi dargli un consiglio, gli chiederei di tornare sul palcoscenico. Anche perché vorrei essere seduta in sala, per raccogliere le emozioni che lui riuscirebbe senza dubbio a trasmettere al pubblico».

Amore indissolubile, quello della Villoresi per il teatro. E anche per Dante. «Ho recitato la Divina Commedia a Verona, sotto la statua di Dante e di fronte a una ventina di dantisti - dice Pamela Villoresi - e ricordo un’emozione enorme. Roberto ha fatto bene a credere nel suo progetto e a portare la bellezza della poesia nelle piazze italiane. Al grande pubblico questi appuntamenti fanno bene, perché ogni volta che una persona spenge la tv, non sempre è soddisfatta di quello che ha visto. Anzi, troppe volte deve accontentarsi di ciò che passano le emittenti». Ma di tornare insieme sul palco, non se ne parla? «Chissà - glissa Pamela - siamo ancora giovani e abbiamo tanta strada da percorrere. potremmo anche incontrarci, una volta o l’altra».

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