Il Tirreno

Prato

Addio alla festa del cocomero

Alice Maspero
Addio alla festa del cocomero

Cancellata una tradizione. "E' vero, ormai c'erano troppi cinesi, però..."

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PRATO. Qualcuno la rimpiange, qualcun altro non vedeva l’ora che venisse cancellata. L’abbandono della tradizionale festa del cocomero in piazza del Comune, decisa a partire dal prossimo Ferragosto, trova reazioni diverse nella popolazione pratese. La maggior parte dei pratesi si sentono privati di un’usanza che da molti anni faceva parte della cultura cittadina e che rappresentava non soltanto un evento della programmazione di PratoEstate ma soprattutto un modo per ritrovarsi insieme e passare una bella serata in compagnia di vecchie conoscenze. «Non capisco come abbiano potuto eliminare un’iniziativa che andava avanti da tanti anni e che era diventata ormai parte delle tradizioni storiche pratesi - afferma la signora Edda Cecchi, pratese - E’ vero che ultimamente i pratesi che vi partecipavano erano in numero sempre minore, ma la festa costituiva comunque un’attrattiva che rallegrava il centro agli occhi di chi a ferragosto rimaneva in città. L’evento dava alla città un’atmosfera di vacanza simile a quella che c’è al mare».

E ancora: «E’ un peccato che l’abbiano eliminata. Era un’occasione di vivere il centro in modo originale nel giorno di ferragosto,rispettando in ogni caso le tradizioni - affermano due signore residenti nel centro storico - Adesso invece chi a ferragosto desidera avere una giornata diversa dal solito sarà costretto a spostarsi dal centro». Perplessità anche a proposito degli effetti di spopolamento della città che l’eliminazione della festa porta con sé: «L’affluenza nel centro storico ogni anno tende a diminuire nel mese d’agosto, e abolendo la tradizionale festa del cocomero non viene fatto che gettare acqua sul fuoco - dice la signora Angela, titolare di un esercizio - Mantenere vive le tradizioni è sempre un bene ed è un bene anche accogliere a braccia aperte chiunque voglia partecipare ad iniziative del genere, popolazione cinese inclusa». «Penso che la festa sia stata accantonata per la carenza di cittadini pratesi negli ultimi anni e per la sovrabbondanza di cinesi - afferma un signore residente nella periferia di Prato -

Ma questo non è giusto: una fetta di cocomero non la si nega a nessuno». Tuttavia esiste una buona parte di residenti che accoglie a braccia aperte l’archiviazione della festa. «Il comune ha fatto bene ad eliminare la festa del cocomero - affermano le signore Rosi Moccia e Giovanna Esposito - ultimamente sembrava diventata una festa tradizionale cinese anziché pratese». «L’iniziativa vedeva un’esclusiva affluenza cinese negli ultimi tempi - dice il signor Raffaele Sormone - Vorrà dire che d’ora in avanti se avrò voglia di una fetta di cocomero andrò a comprarla». Quindi niente più calche multietniche davanti alla fontana del Bacchino per accaparrarsi una fetta di anguria davanti al sindaco o all’assessore di turno. A colmare questo “vuoto”, per iniziativa del sindaco Romagnoli, le cascine di Tavola e lo spazio “Entropie” lungo il Bisenzio, diventeranno i luoghi che ospiteranno la festa di Mezzagosto 2007.

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