Sicurezza
Rincara l'acqua per famiglie e industrie pratesi
L'Ato ritocca le tariffe del dieci per cento e si giustifica con gli elevati investimenti
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PRATO. Arriva il Chianti e l’acqua diventa più salata. Con l’ingresso dei sette comuni della zona vinicola nell’Ato 3 del Medio Valdarno, rincara la bolletta. Non c’è un nesso diretto, anche se le due decisioni sono state assunte nel corso della stessa riunione dell’assemblea dell’ente che sovrintende ai servizi idrici. In media, pratesi e fiorentini vedranno aumentare la fattura di Publiacqua di quasi il 10%. Il caro-acqua oscilla fra l’8,14% della tariffa agevolata, riservata a particolari categorie di utenti, al 9,54% di quella base. I rincari riguardano sia le famiglie che le aziende. Nel primo caso, l’Ato proporrà ai Comuni nuovi calcoli per individuare le famiglie da agevolare. Nel secondo, almeno a Prato, potrebbe aprirsi una dura vertenza: da una parte le aziende, a cominciare da quelle tessili, colpite dalla crisi e grandi consumatrici d’acqua; dall’altra, titolari e gestori del servizio. Le avvisaglie non mancano. L’Unione industriale e Publiacqua, che gestisce nella pratica l’intero servizio idrico (con la depurazione “subappaltata” a Gida), sono da tempo ai ferri corti. Risale a meno di un mese fa, tra l’altro, il duro attacco di Carlo Longo all’azienda.
In un passaggio di poche righe, nel corso dell’assemblea annuale dei soci, il presidente della Uip aveva definito Publiacqua «non proprio una bandiera della meritocrazia». Una frecciata che si inserisce in un contesto di “battaglia” che dura da anni, con gli industriali che contestano all’azienda idrica le tariffe di fognatura, ritenute le più care tra i distretti tessili italiani. L’aumento delle tariffe potrebbe insomma aggravare il braccio di ferro. Per il momento, in attesa di comunicazioni e conti ufficiali, gli industriali non si sbilanciano. Non attaccano l’Ato (che decide su tariffe e affidamento dei servizi) e neppure il gestore Publiacqua. Una tregua in attesa di notizie. I privati, intanto, possono ritenersi certi che pagheranno più salata l’acqua del rubinetto. L’Ato giustifica la decisione con la necessità di mantenere un elevato livello di investimenti. In una nota, si spiega che il trend vede il medio Valdarno al primo posto in Italia, con 57 milioni di euro di investimenti previsti nel 2007, 15 dei quali con contributi a fondo perduto.
Nel quinquennio 2007-2011, sottolinea inoltre l’Ato, gli investimenti totali salgono a 283 milioni, nell’ambito di un programma di ristrutturazione e di rinnovamento della rete idrica. Per quanto riguarda le agevolazioni alle famiglie, l’Ato 3 propone di affiancare due criteri per l’individuazione delle famiglie da agevolare: l’Isee e il numero dei componenti di ciascuna utenza. La soglia Isee è incrementata a 9.300 euro dagli attuali 6.713 e aumenta del 25% per le famiglie con almeno sei componenti. Si cerca, a fronte del ritocco delle bollette, di dare tutela alle famiglie più numerose e meno abbienti. L’agevolazione consisterà nella riduzione dell’importo della bolletta, per scaglioni, fino all’azzeramento. Il sostegno dovrebbe inoltre essere proporzionale al numero dei componenti di ciascuna utenza e pari al valore di 20 metri cubi a persona. Delle modalità per chiedere le agevolazioni, secondo l’Ato, Publiacqua dovrà dare notizia in bolletta.
In un passaggio di poche righe, nel corso dell’assemblea annuale dei soci, il presidente della Uip aveva definito Publiacqua «non proprio una bandiera della meritocrazia». Una frecciata che si inserisce in un contesto di “battaglia” che dura da anni, con gli industriali che contestano all’azienda idrica le tariffe di fognatura, ritenute le più care tra i distretti tessili italiani. L’aumento delle tariffe potrebbe insomma aggravare il braccio di ferro. Per il momento, in attesa di comunicazioni e conti ufficiali, gli industriali non si sbilanciano. Non attaccano l’Ato (che decide su tariffe e affidamento dei servizi) e neppure il gestore Publiacqua. Una tregua in attesa di notizie. I privati, intanto, possono ritenersi certi che pagheranno più salata l’acqua del rubinetto. L’Ato giustifica la decisione con la necessità di mantenere un elevato livello di investimenti. In una nota, si spiega che il trend vede il medio Valdarno al primo posto in Italia, con 57 milioni di euro di investimenti previsti nel 2007, 15 dei quali con contributi a fondo perduto.
Nel quinquennio 2007-2011, sottolinea inoltre l’Ato, gli investimenti totali salgono a 283 milioni, nell’ambito di un programma di ristrutturazione e di rinnovamento della rete idrica. Per quanto riguarda le agevolazioni alle famiglie, l’Ato 3 propone di affiancare due criteri per l’individuazione delle famiglie da agevolare: l’Isee e il numero dei componenti di ciascuna utenza. La soglia Isee è incrementata a 9.300 euro dagli attuali 6.713 e aumenta del 25% per le famiglie con almeno sei componenti. Si cerca, a fronte del ritocco delle bollette, di dare tutela alle famiglie più numerose e meno abbienti. L’agevolazione consisterà nella riduzione dell’importo della bolletta, per scaglioni, fino all’azzeramento. Il sostegno dovrebbe inoltre essere proporzionale al numero dei componenti di ciascuna utenza e pari al valore di 20 metri cubi a persona. Delle modalità per chiedere le agevolazioni, secondo l’Ato, Publiacqua dovrà dare notizia in bolletta.
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