Italia
Sicurezza in città, il patto che non c'è
Paolo Nencioni
Doveva essere firmato entro oggi ma non si trova l’intesa sui soldi
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PRATO. Avevano detto: entro il 30 giugno firmeremo il “Patto per Prato sicura”. Oggi per l’appunto è il 30 giugno e di quel patto, annunciato lo scorso 4 maggio in pompa magna dal sottosegretario agli Interni Marco Minniti, non c’è traccia. Non pervenuto. Insieme ai dieci poliziotti di rinforzo alla Questura e ai venti finanzieri promessi alle Fiamme gialle. Sono arrivati, è vero, i 15 carabinieri per la Tenenza di Montemurlo, ma quelli erano già previsti, Patto o non Patto.
«Vogliono fare le nozze coi fichi secchi» commenta una fonte anonima del Comune. Sì, perché lo scoglio, come al solito, sono i soldi: quei due milioni di euro e passa che dovrebbero andare a riempire il Fondo speciale per la sicurezza a disposizione del Comitato per l’ordine pubblico. Vale a dire il braccio operativo per trasformare le parole in fatti: dall’acquisto di nuove telecamere al pagamento degli straordinari di poliziotti, carabinieri e finanzieri. Seduti di fronte al sottosegretario Minniti, i rappresentanti di Comune e Provincia dissero che i soldi li avrebbero messi loro, a patto che lo Stato permettesse alla Provincia di stornare un milione e mezzo dai fondi che devono rientrare a Roma per un errore di calcolo nei trasferimenti e che venisse sbloccata almeno una parte dell’avanzo di bilancio del Comune (che già paga 150.000 euro all’anno per la videosorveglianza e l’affitto del posto fisso di polizia in piazza Duomo). Né l’una né l’altra cosa sono accadute. E così il milione e 400mila euro che avrebbe dovuto versare la Provincia e i 300.000 euro del Comune (prima tranche di un versamento complessivo di 700.000) sono rimasti sulla carta.
Una sorte simile a quella toccata ai fantomatici rinforzi promessi dal sottosegretario Minniti. Detto dei 15 carabinieri, che sarebbero arrivati comunque, i dieci poliziotti distaccati a Prato dal Reparto prevenzione crimine di Firenze sono già tornati a casa senza essere sostituiti. Così come la fiammante Alfa 159 esibita in occasione della Festa della polizia e subito restituita: gli uomini delle volanti vanno in giro su ben altri mezzi. Quanto ai finanzieri, quelli non si sono mai visti, ma non è una sorpresa. Era previsto che arrivassero quando fosse stato firmato il Patto per la sicurezza, dunque... D’altra parte sarebbe forse troppo ottimistico pensare che a Prato, Italia, si annunci qualcosa per il 30 giugno e quella cosa accada proprio in quella data. A mezza voce, in Prefettura si dice che anche se la situazione si sbloccasse alla metà di luglio, per dire, sarebbe già un bel successo. Altri si accontenterebbero, più realisticamente, di ottenere qualcosa a settembre, purché sia qualcosa di serio e concreto.
Ecco, il punto è proprio questo. Finora siamo rimasti alla politica dell’annuncio. Il sottosegretario Minniti, lo scorso 4 maggio, ha passato a Prato 5 ore, al termine delle quali ha lasciato intendere che era tutto a posto, ci avrebbe pensato lui. Un po’ come si faceva alla Casa del popolo di Vergaio negli anni Settanta - ci ha scherzato su l’altro giorno Roberto Benigni - quando si metteva all’ordine del giorno il che fare dell’imperialismo americano per le 20 e la soluzione del problema per le 21. La soluzione, o qualcosa di simile, per la sicurezza a Prato potrebbe arrivare martedì, quando i rappresentanti di Comune e Provincia si vedranno con la Regione. Per battere cassa.
«Vogliono fare le nozze coi fichi secchi» commenta una fonte anonima del Comune. Sì, perché lo scoglio, come al solito, sono i soldi: quei due milioni di euro e passa che dovrebbero andare a riempire il Fondo speciale per la sicurezza a disposizione del Comitato per l’ordine pubblico. Vale a dire il braccio operativo per trasformare le parole in fatti: dall’acquisto di nuove telecamere al pagamento degli straordinari di poliziotti, carabinieri e finanzieri. Seduti di fronte al sottosegretario Minniti, i rappresentanti di Comune e Provincia dissero che i soldi li avrebbero messi loro, a patto che lo Stato permettesse alla Provincia di stornare un milione e mezzo dai fondi che devono rientrare a Roma per un errore di calcolo nei trasferimenti e che venisse sbloccata almeno una parte dell’avanzo di bilancio del Comune (che già paga 150.000 euro all’anno per la videosorveglianza e l’affitto del posto fisso di polizia in piazza Duomo). Né l’una né l’altra cosa sono accadute. E così il milione e 400mila euro che avrebbe dovuto versare la Provincia e i 300.000 euro del Comune (prima tranche di un versamento complessivo di 700.000) sono rimasti sulla carta.
Una sorte simile a quella toccata ai fantomatici rinforzi promessi dal sottosegretario Minniti. Detto dei 15 carabinieri, che sarebbero arrivati comunque, i dieci poliziotti distaccati a Prato dal Reparto prevenzione crimine di Firenze sono già tornati a casa senza essere sostituiti. Così come la fiammante Alfa 159 esibita in occasione della Festa della polizia e subito restituita: gli uomini delle volanti vanno in giro su ben altri mezzi. Quanto ai finanzieri, quelli non si sono mai visti, ma non è una sorpresa. Era previsto che arrivassero quando fosse stato firmato il Patto per la sicurezza, dunque... D’altra parte sarebbe forse troppo ottimistico pensare che a Prato, Italia, si annunci qualcosa per il 30 giugno e quella cosa accada proprio in quella data. A mezza voce, in Prefettura si dice che anche se la situazione si sbloccasse alla metà di luglio, per dire, sarebbe già un bel successo. Altri si accontenterebbero, più realisticamente, di ottenere qualcosa a settembre, purché sia qualcosa di serio e concreto.
Ecco, il punto è proprio questo. Finora siamo rimasti alla politica dell’annuncio. Il sottosegretario Minniti, lo scorso 4 maggio, ha passato a Prato 5 ore, al termine delle quali ha lasciato intendere che era tutto a posto, ci avrebbe pensato lui. Un po’ come si faceva alla Casa del popolo di Vergaio negli anni Settanta - ci ha scherzato su l’altro giorno Roberto Benigni - quando si metteva all’ordine del giorno il che fare dell’imperialismo americano per le 20 e la soluzione del problema per le 21. La soluzione, o qualcosa di simile, per la sicurezza a Prato potrebbe arrivare martedì, quando i rappresentanti di Comune e Provincia si vedranno con la Regione. Per battere cassa.
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