La protesta
Teatro politico con le radici nella realtà
Miriam Monteleone
Il direttore Tiezzi ha presentato gli spettacoli della prossima stagione
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PRATO. Salvare il teatro dal naufragio della virtualità globale e restituirlo al confronto con la realtà e alla sua rivelazione. Con questo obiettivo il teatro Metastasio Stabile della Toscana presenta la nuova stagione 2007/08-la prima firmata da Federico Tiezzi, nell’ambito del suo mandato triennale e nell’ottica di un rilancio della struttura nelle vesti di “teatro della realtà”. Un calendario attessissimo, data la fresca nomina del neo direttore artistico, che subito colpisce per l’eterogenea composizione degli spettacoli ispirati a quattro nodi tematici: il politico, il sogno, la memoria e le lingue. Di vocazione politica sono anche le due produzioni al momento firmate dal Met per la nuova stagione- la terza è ancora in via di definizione: “Molly Sweeney” di Brian Friel, spettacolo inaugurale della stagione atteso al Met dal 30 ottobre all’11 novembre e “La pelle” di Curzio Malaparte per la regia di Marco Baliani,in programma per aprile 2008, sulla scia dei numerosi eventi oragnizzati dal Comune a Prato in occasione del cinquantesimo anniversario dalla morte dello scrittore pratese.
«Restituire al teatro Metastasio e attraverso di esso alla città, la sua vocazione internazionale lo considero uno degli obiettivi fondamentali della mia direzione - spiega Federico Tiezzi - Ricordo che un tempo si andava al Metastasio a vedere gli spettacoli di Carmelo Bene, Krejca e Vassiliev e che si respirava un’atmosfera europea come nelle capitali del teatro. Per questo ho fatto in modo che le mie scelte fossero dettate da un’impostazione politica, nel senso più alto del termine, proponendo un teatro che sia soprattutto un bacino di confronto civile, dal pubblico agli artisti, passando per la memoria e l’utopia». «Mi piacerebbe che gli attori - e qui il direttore ne lamenta la scarsa presenza alla presentazione della nuova stagione - rompessero il silenzio, comunicando le loro esigenze e scrollandosi di dosso la brutta etichetta di afoni, non dimentichiamoci che prima che attori sono uomini che vivono e lavorano di teatro».
Scorrendo il calendario non passa inosservato il ritorno di tre registi, a cui molto si deve della storia del Metastasio: Luca Ronconi con la parabola sulla seduttività del denaro di Hermann Broch “Inventato di sana pianta ovvero gli affari del barone Laborde”; Massimo Castri con “Tre sorelle” di Anton Cechov e lo stesso Federico Tiezzi con “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello per la drammaturgia di Sandro Lombardi. Nella schiera dei classici spuntano anche i nomi di autori come Tolstoj nella versione di Marco Sciaccaluga de “La luce splende nelle tenebre” e ancora Bertold Brecht con “Le storie del signor Keuner”. Tra le rivelazioni della stagione c’è invece “Gomorra”, omonimo adattamento teatrale del best seller di Roberto Saviano in programma dal 12 al 15 dicembre al Fabbricone e “Appunti per un film sulla lotta di classe “ di e con Ascanio Celestini.
Al filone legato alla lingua appartengono gli spettacoli “Questo buio feroce” di Pippo Del Bono e “Le ceneri di Gramsci”, pièce a metà tra la danza e il teatro, con Sandro Lombardi e Virgilio Sieni. La stagione ufficiale, senza il consueto comporto lasciato per i laboratori, si concluderà il 18 maggio con “Angels in America” di Tony Kunshner sul tema dell’identità omosessuale. Per quanto riguarda le produzioni dello Stabile in tournèe per la prossima stagione torna “L’odore assordante del bianco” di Stefano Massini, debuttato al Fabbricone nel 2007 e la “Trilogia sul tema del giardino” del Teatro di piazza e d’occasione.
«Restituire al teatro Metastasio e attraverso di esso alla città, la sua vocazione internazionale lo considero uno degli obiettivi fondamentali della mia direzione - spiega Federico Tiezzi - Ricordo che un tempo si andava al Metastasio a vedere gli spettacoli di Carmelo Bene, Krejca e Vassiliev e che si respirava un’atmosfera europea come nelle capitali del teatro. Per questo ho fatto in modo che le mie scelte fossero dettate da un’impostazione politica, nel senso più alto del termine, proponendo un teatro che sia soprattutto un bacino di confronto civile, dal pubblico agli artisti, passando per la memoria e l’utopia». «Mi piacerebbe che gli attori - e qui il direttore ne lamenta la scarsa presenza alla presentazione della nuova stagione - rompessero il silenzio, comunicando le loro esigenze e scrollandosi di dosso la brutta etichetta di afoni, non dimentichiamoci che prima che attori sono uomini che vivono e lavorano di teatro».
Scorrendo il calendario non passa inosservato il ritorno di tre registi, a cui molto si deve della storia del Metastasio: Luca Ronconi con la parabola sulla seduttività del denaro di Hermann Broch “Inventato di sana pianta ovvero gli affari del barone Laborde”; Massimo Castri con “Tre sorelle” di Anton Cechov e lo stesso Federico Tiezzi con “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello per la drammaturgia di Sandro Lombardi. Nella schiera dei classici spuntano anche i nomi di autori come Tolstoj nella versione di Marco Sciaccaluga de “La luce splende nelle tenebre” e ancora Bertold Brecht con “Le storie del signor Keuner”. Tra le rivelazioni della stagione c’è invece “Gomorra”, omonimo adattamento teatrale del best seller di Roberto Saviano in programma dal 12 al 15 dicembre al Fabbricone e “Appunti per un film sulla lotta di classe “ di e con Ascanio Celestini.
Al filone legato alla lingua appartengono gli spettacoli “Questo buio feroce” di Pippo Del Bono e “Le ceneri di Gramsci”, pièce a metà tra la danza e il teatro, con Sandro Lombardi e Virgilio Sieni. La stagione ufficiale, senza il consueto comporto lasciato per i laboratori, si concluderà il 18 maggio con “Angels in America” di Tony Kunshner sul tema dell’identità omosessuale. Per quanto riguarda le produzioni dello Stabile in tournèe per la prossima stagione torna “L’odore assordante del bianco” di Stefano Massini, debuttato al Fabbricone nel 2007 e la “Trilogia sul tema del giardino” del Teatro di piazza e d’occasione.
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