Il Tirreno

Prato

Ogni anno quattro milioni di esami

Giovanni Ciattini

Il laboratorio di analisi è una delle strutture all’avanguardia in Toscana

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PRATO. Si chiama “Power processor” l’arma segreta del laboratorio di analisi dell’Asl. Senza nulla togliere alle elevate capacità professionali del personale che vi lavora (con disponibilità 24 ore su 24 e turni anche di 10-12 ore), è grazie a questa grande catena di montaggio robotizzata che ogni giorno vengono esaminati 1200 prelievi al giorno. Se poi si guarda alla mole di lavoro annuale si arriva a 260mila prelievi l’anno, tra interni (ospedale) ed esterni. Il che, tradotto in esami, fa la bella cifra di 4 milioni. Ed è quindi comprensibile la soddisfazione della direttrice del laboratorio, la dottoressa Patrizia Casprini, che nel giro di pochi anni ha potuto veder crescere e migliorare notevolmente la qualità dei servizi prestati ai pratesi. E questo è merito anche della nuova organizzazione, sia interna ed esterna, che ha consentito di ottimizzare al massimo la risposta alle richieste provenienti dalla collettività.

Un’organizzazione che si sta ultimando in questi giorni attraverso una diversa sistemazione dei locali. «Prima sia le urgenze che gli esami di routine - spiega la direttrice Casprini - venivano trattate in maniera separata, oggi invece le seguiamo insieme, risparmiando così in personale, riuscendo allo stesso tempo a dare risposta alle analisi chimiche nell’arco di 24 ore. In casi particolari, dietro richiesta del medico, siamo anche in grado di fornire una prima risposta ai prelievi della mattina già nel primo pomeriggio». Due le rivoluzioni che hanno accelerato la modernizzazione del laboratorio di analisi e dei quindici punti di prelievo disseminati nel territorio della provincia. Intanto il processo di informatizzazione che ha consentito di collegare in rete il laboratorio di analisi situato nell’ospedale con i punti prelievo di Prato, Vaiano, Vernio, Montemurlo, Carmignano, Poggio a Caiano. In questo modo i risultati degli esami, dopo essere stati studiati nel laboratorio, arrivano direttamente al punto prelievi per via telematica consentendo un notevole risparmio di tempo.

L’altra rivoluzione si è concretizzata con l’impiego del “Power processor”, «un sistema automatico - chiarisce la direttrice Casprini - che permette la standardizzazione del processo preanalitico, analitico e postanalitico della provetta. In Toscana ce ne sono due, uno a Prato e l’altro a Careggi. Non si tratta però di un investimento: la macchina è in service. Viene pagato il noleggio (750mila euro l’anno) all’azienda che la commercializza. In questo campo le innovazioni galoppano e acquistando un macchinario rischieremmo di vederlo invecchiare nel giro di tre-quattro anni. In questo modo ci riserviamo invece la possibilità di disporre sempre delle nuove tecnologie. Inoltre, attraverso le gare dell’Estav, è possibile ottenere service alle cifre degli anni passati». La macchina si occupa di tutto: dalla stappatura delle provette (la macchina riconosce anche il colore dei tappi) alla centrifuga, dal dosaggio delle aliquote all’individuazione dei campioni “dubbi” riducendo così i margini di errore e offrendo una maggiore sicurezza anche agli operatori visto che diminuiscono le fasi di contatto con la provetta. Inoltre questo sistema consente anche di prelevare meno sangue al paziente. Attraverso i codici a barre che identificano le provette il personale può seguire, passo passo attraverso il computer, il cammino del prelievo nel suo processo di esame.

Ma quante sono le persone che passano al Centro prelievi? Quattrocento al giorno. Metà si rivolgono al Centro Giovannini e metà al centro prelievi dell’ospedale. La divisione è dovuta alla tipologia d’esame. I casi più delicati vengono trattati nel centro dell’ospedale: gravidanze, bambini, diabetici in trattamento insulinico, il monitoraggio per la terapia anticoagulante. Al Giovannini i casi meno urgenti. Altri prelievi, oltreché nei centri territoriali, vengono fatti anche attraverso l’assistenza domiciliare. Ottimi i tempi di risposta: l’85% dei referti è pronto entro 4 giorni. In alcuni casi, per esami ultraspecialistici, si possono attendere anche 60 giorni. «La maggior parte dei pazienti - informa la direttrice Casprini - ritira personalmente i risultati, soltanto il 20% fa richiesta di riceverlo a casa. La percentuale è comunque cresciuta rispetto al passato». Come mai a Prato si fanno 4 milioni di esami l’anno? Medici troppo indulgenti o i pratesi versano in “cattive condizioni”? «In effetti c’è un trend di crescita dell’8-10% l’anno - risponde Casprini - questo dipende un po’ dall’alta incidenza della popolazione straniera, in costante aumento, un po’ anche dagli anziani che necessitano sempre di più cure. C’è inoltre da considerare che rispetto al passato sono calate le prestazioni effettuate negli istituti privati visto che i margini di guadagno si sono ridotti dopochè la Regione ha imposto uno sconto fisso del 20% sul tariffario regionale. I privati preferiscono orientarsi su altre specializzazioni. Non c’è dubbio che sia necessaria una riflessione sull’appropriatezza di questi esami».

Fino a non troppo tempo fa il punto debole era la lunga attesa al centro prelievi. E’ ancora così? «No - chiarisce la direttrice Casprini - abbiamo nove sportelli per l’accettazione. Il massimo che si può attendere è mezz’ora. A volte purtroppo vi possono però essere inconvenienti a causa di problemi informatici che scombussolano la giornata». I punti di forza del laboratorio di analisi? «Il fatto di essere un laboratorio di base con prestazioni specialistiche di qualità - afferma la direttrice - e mi riferisco alla genetica, alla diagnostica prenatale e all’oncologia».

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