Il Tirreno

Prato

Iniezione di fiducia per il manifatturiero

Ilenia Reali

Bersani: «I prodotti italiani saranno sempre più richiesti»

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PRATO. Sarà presentato prossimamente un progetto sulla tecnologia del made in Italy e il ministro allo sviluppo economico Pierluigi Bersani ieri, durante l’assemblea annuale degli industriali pratesi, si è detto convinto che da quest’area arriveranno grandi progetti. «Saranno scelti - ha spiegato Bersani - quei progetti significativi presentati collegialmente da reti di imprese, anche se non dello stesso territorio, meglio se collegati a centri di ricerca. Non finanzieremo più infatti acquisti di capannoni ma idee legate allo sviluppo dei territori». Il manifatturiero italiano, è del resto opinione del ministro, avrà un futuro sul mercato globale. E lo avrà al di là dei rapporti di forza e della burocrazia che in Europa, rendono lento il percorso sulla tracciabilità dei prodotti.

«Alla fine il manifatturiero italiano la spunterà - ha commentato Bersani con i giornalisti - perché in un mondo dove i consumi sono sempre di più la richiesta di prodotti italiani ci sarà». Un’iniezione di ottimismo per un settore dove «continuano processi selettivi e dove ce la sta facendo chi da solo, o in compagnia, ha capito che deve offrire anche un servizio. Un passaggio sul futuro di Prato, sulle norme sulla tracciabilità, sul made in e sul futuro dei distretti «sempre più luoghi da cui dovranno partire progetti di rete». Del resto è intervenuto Andrea Moltrasio del comitato di presidenza di Confindustria a dire che il manifatturiero ha un futuro più sereno del presente sono i numeri.«Negli ultimi tre decenni - ha sciorinato un paio di cifre - i consumi sono raddoppiati e il commercio con l’estero è cresciuto di tre volte e mezzo. e in questi numeri la manifattura gioca un buon ruolo e qui a Prato mi sento anche di dire che non servono città vuote dove si fanno solo servizi. Dico quindi no a una Prato come una grande Disneyland».

E tra una dichiarazioni e l’altra su eventuali candidature. «Se è necessario candidarsi al Pd bene, se no lo è meglio», di Bersani e il «no grazie», di Moltrasio per la successione a Montezemolo, è stato il presidente Carlo Longo a riportare il discorso su Prato e sul tessile che navigano in acque ancora poco calme. «Le aziende - ha detto in conferenza stampa - si stanno adeguando. sono a metà del guado e la selezione non è finita». E’ stato il momento della relazione davanti a un pubblico composto di imprenditori (dove, tra l’altro Altero Matteoli e Bersani si sono lanciati la palla per un tavolo bipartisan sull’energia) che Longo ha approfondito il discorso.

Partendo da alcune critiche alla categoria: «Voglio essere molto chiaro: le imprese non possono chiamarsi del tutto fuori dalle critiche. Per vari motivi, a cominciare dalle ridotte dimensioni aziendali con le conseguenti limitate risorse finanziarie e umane, la risposta delle imprese italiane agli stimoli dei mercati non è stata e non è sempre del tutto adeguata». E arrivando anche ad alcuni affondi. «Non possiamo affossare le imprese con tariffe per energia e gas che pesano con percentuali superiori rispetto agli altri paesi europei» e «a Prato abbiamo il caso Publiacqua non proprio una bandiera della meritocrazia visto che scarica sulle aree ambientalmente virtuose come Prato - con depuratori e acquedotto industriale - oneri di fognatura e depurazione conseguenti lo scarso impegno di altri territori». Ma anche l’occasione di affrontare, con qualche provocazione ma senza gesti o parole scomposte visti in altri consessi temi come l’evasione, il fisco, i costi della politica, la burocrazia.

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