Il Tirreno

Prato

Pranzo amarcord della Prato com'era

Urano Corsi
I cuochi in azione per il pranzo al S. Rita
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I cuochi in azione per il pranzo al S. Rita

Al S. Rita un'iniziativa di beneficenza nata su Facebook

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 PRATO. E' vero che di gruppi su Facebook ne nascono a migliaia tutti i giorni, anche se della stragrande maggioranza se ne potrebbe onestamente fare a meno. Ma quello che lunedì si è dato appuntamento nei locali della Fondazione Santa Rita in Piazzetta San Rocco, ha dimostrato di essere un gruppo di amici veramente eccezionale. Intanto c'è da dire che i gruppi sono due, uno in pratica conseguente all'altro; "Son di Prao e voglio esser rispettao" è il capostipite con oltre 700 iscritti. Come dice il nome, vi partecipano, salve rare eccezioni, tutte ben vagliate, i cosiddetti "pratesi doc", quelli per intendersi G999. Si parla solo pratese, quello delle nonne, che "le metteano i card'a letto", e che "le daano gli scapaccioni a chi un si mettea la camiciola di stame".  Ma siccome i pratesi doc oltre all'ideale del lavoro, sono anche per indole dei gaudenti che non rinunciano ai piaceri della buona tavola, a latere del primo, è nato il gruppo "I' mestolo e i' cencio" che conta quasi 600 iscritti, dove si parla della cucina pratese, ci si scambiano ricette, sia antiche che rielaborate, ma tutte partorite sulle rive del Bisenzio. E dopo qualche cena in trattorie cittadine celebri per le loro specialità pratesi, il gruppo ha pensato bene di organizzare un pranzo autogestito con specialità prettamente locali. Tanto per dirne qualcuna, il menu comprendeva un succulento peposo alla fornacina e tagliatelle sul sugo di papero, letteralmente affogate in un sublime sugo di ben sette chili della famiglia degli anatidi.  Per la location, come si direbbe oggi, sono state scelte le attrezzate cucine e le sale di Santa Rita, unendo così l'utile al dilettevole, visto che il ricavato è andato in beneficenza proprio alla Fondazione, per le sue meritorie opere di carità.  Il nome dato al simpatico convivio era "Si desina a i' tocco", e in pieno centro storico, come si conviene, si sono ritrovati una sessantina di pratesi doc, alcuni tornati per l'occasione in città anche da fuori via.  Deliziati da qualche canzone e da Rodolfo Betti che ha ricordato diversi detti dei "vecchi" pratesi, ma che il gruppo si fa parte diligente affinché restino vivi e non cadano nel dimenticatoio, il tempo è volato e alle 4 in molti avevano ancora le gambe sotto il tavolo e non solo per le abbondanti libagioni, ma per il piacere di scambiarsi aneddoti di un epoca temporalmente neppure troppo lontana, ma per la scarsa memoria dei più, ormai distante anni luce. Dopo l'immancabile foto di gruppo i convitati hanno manifestato l'intenzione di continuare la lodevole iniziativa.

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