Il Tirreno

Prato

Ecco l'"Otello" tra commedia e tragedia

Miriam Monteleone
Nigrelli nei panni di Otello in una scena dello spettacolo
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Nigrelli nei panni di Otello in una scena dello spettacolo

Cirillo è regista e protagonista dello spettacolo al Fabbricone

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 PRATO. L'Otello come tragedia satirica dell'ossessione, della maschera e della gelosia. Questa volta il genio del regista partenopeo Arturo Cirillo si confronta con Shakespeare. Da domani (ore 21) fino a domenica (ore 16) lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche e dall'Eliseo è in scena al Fabbricone. Nel cast, accanto allo stesso Cirillo, ci sono Salvatore Caruso, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Luciano Saltarelli e Sabrina Scuccimarra. Le musiche sono di Francesco De Melis.  Il lavoro, dopo un mese di prove ha debuttato ad Ancora al teatro Sperimentale la passata stagione. Per Cirillo, reduce da un'esperienza attoriale con Carlo Cecchi nella memorabile Trilogia al teatro Garibaldi di Palermo, è stata la prima regia di un testo shakesperiano. Sul palco il regista indosserà i panni di Iago. Otello sarà invece interpretato da Danilo Nigrelli, new entry della compagnia.  «Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio, e poi a Desdemona- spiega Cirillo nelle note di regia. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l'agire dei personaggi. L'Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova tutti già pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica».  «L'Otello è una tragedia satirica - spiega ancora - a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie. L'Otello è un letto disfatto e spesso deserto. Luogo del tradimento, palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale della gelosia, della brama e dell'atto animale. La storia finisce a letto ma il letto c'era già. L'Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai. E intanto i personaggi rimuginano e in loro esplodono pensieri pericolosi».  In occasione dello spettacolo, sabato alle 17,30 Arturo Cirillo e gli attori della compagnia incontreranno al Fabbricone il pubblico, in collaborazione con l'assemblea Libertà è partecipazione. Nel corso dell'incontro verrà presentato il libro di Andrea Porcheddu su il teatro di Arturo Cirillo. Info e prenotazioni allo 0574 608501.

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