Gioco
Così la Campolmi è diventata fabbrica di cultura
Paolo Tiberio
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Sopra, larchitetto Marco Mattei A destra, la copertina del volume Un libro ripercorre la storia del progetto di recupero curato da Mattei
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PRATO Ad un anno di distanza dalla sua inaugurazione, la vecchia fabbrica Campolmi (ora sede della biblioteca comunale "Lazzerini" e del Museo del tessuto) viene celebrata nella pubblicazione dell'opera "Campolmi la fabbrica della cultura", curata dall'architetto Marco Mattei, protagonista nei lavori di recupero e di ristrutturazione architettonica che hanno coinvolto il vecchio stabilimento. Nella pubblicazione viene raccontato l'intero iter di recupero della struttura, una ristrutturazione che risale a quasi vent'anni fa (1986), quando viene proposto per la prima volta il progetto di recupero della vecchia tintoria pratese, all'epoca fatiscente ed abbandonata a se stessa. Un lunghissimo periodo narrato oltre che dallo stesso Mattei anche da altri professionisti del settore (tra cui l'architetto Massimo De Santis, che ha esaminato l'aspetto tecnico del lavoro di ristrutturazione svolto da Mattei). Vengono ripercorsi così, anche grazie alla testimonianza delle foto di ieri e di oggi dell'area interessata, anni di ingenti investimenti, di rischiose scommesse - vinte - delle precedenti amministrazioni che si sono alternate fino al risultato attuale: la trasformazione di un luogo di lavoro, in uno spazio suggestivo dove regna l'elaborazione della conoscenza e del sapere. «Un lieto evento perchè l'opera è frutto di un lavoro collettivo - spiega lo stesso Mattei - un luogo che è la dimostrazione più evidente di come la cultura materiale si è unita alla conoscenza globale per la conservazione di questo patrimonio storico del lavoro». Parole di soddisfazione anche da parte del presidente della Circoscrizione centro Massimo Taiti, che spiega come «con queste opere di recupero si è data una nuova dignità al lavoro svolto dalla circoscrizione, solitamente chiamata in causa per aspetti marginali». Taiti inoltre ha ringraziato Mattei che «è sempre stato disponibile, anche con spirito volontaristico». Anche Ferdinando Albini, presidente della "Fondazione Cassa di Risparmio di Prato" (sponsor partner nella realizzazione della pubblicazione di Mattei) non nasconde la propria contentezza: «A Prato oggi si sta respirando una nuova aria, molto diversa rispetto a quella precedente caratterizzata dalla vena classica del tessile. Stiamo andando incontro ad una nuova operosità poliedrica che può offrire molti e numerosi orizzonti per il futuro».
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