Il Tirreno

Prato

L'Avaro di Moliere diventa una donna

Miriam Monteleone
Una scena dello spettacolo
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Una scena dello spettacolo

Al Fabbricone da stasera una nuova versione con la regia di Martinelli

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 PRATO. "L'Avaro" è forse la commedia più tragica di Molière. L'unica in grado di rappresentare, attraverso un ritratto puntuale e verosimile, l'umana rapacità. Da stasera (ore 21) fino a domenica il teatro Fabbricone ospita la versione della commedia proposta dal Teatro delle Albe, storica compagnia ravennata, con la regia di Marco Martinelli.  «Oggi come non mai la lezione di Moliere è attuale - commenta Martinelli nelle note di regia - con la sua capacità di penetrare il male in tutte le sue forme (sociali e psichiche) facendo ricorso alle armi della satira e della comicità. Le radici del teatro di Molière affondano nella farsa antica e nella lezione della commedia dell'arte. Arpagone, il protagonista, è un antico avaro che si va trasformando in un moderno finanziere. E' una figura della tradizione, proiettata verso il futuro e incarnata sul palco da Ermanna Montanari, più volte vincitrice del premio Ubu come miglior attrice».  La storia è nota. La commedia racconta la patologica dipendenza nei confronti del denaro di Arpagone, che per avidità sottrae la donna al figlio e fa sposare la figlia per interesse con con un vecchio marchese.  Ma la cosa buffa è proprio che in questa commedia sul denaro, il denaro non c'è. Se ne parla sempre, ma non c'è. Meglio: non si vede. E' invisibile, come un dio o come un fantasma che circola tra gli esseri umani in carne e ossa. E' sottoterra sepolto in giardino.Nella versione di Martinelli, il personaggio di Arpagone viene dunque affidato a un'interprete femminile, l'andamento tragicomico della vicenda trasformerà il testo (la traduzione è di Cesare Garboli) in una pièce di cabaret nero, a tratti visionaria e immaginifica, come si conviene al Teatro delle Albe.  Nel cast, accanto a Ermanna Montanari, ci sono Loredana Antonelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, laura Dondoli, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Marco Martinelli, Alice Protto, Massimiliani Rassu e Laura Redaelli.

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