Il Tirreno

Prato

L'arte contemporanea all'asta da Farsetti

Riccardo Tempestini
“Senza titolo” di Gino De Dominicis è il pezzo clou dell’asta di Farsetti
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“Senza titolo” di Gino De Dominicis è il pezzo clou dell’asta di Farsetti

Spazio anche alla beneficenza, in vendita opere per finanziare associazioni

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 PRATO. Ben 708 lotti di arte contemporanea verranno battuti alla sessione d'asta primaverile indetta dalla FarsettiArte per l'ultimo weekend di maggio. Un vero record, a dimostrazione della vivacità del mercato dell'arte, in una perdurante situazione di incertezza economica, dove i consueti beni rifugio, soprattutto oro e arte, attraggono capitali in uscita dalla Borsa.  Ampia scelta da visionare sul libro-catalogo, in attesa dell'esposizione delle opere, da sabato 22 maggio, per i collezionisti, ma anche per i possibili investitori occasionali di arte contemporanea.  Stavolta però la FarsettiArte ha pensato anche alla beneficenza, inserendo nella vendita all'incanto (e rinunciando altresì ai diritti d'asta) una trentina di opere donate da artisti e collezionisti, aderendo all'iniziativa promossa dal Lions Club Datini, per trovare risorse per la Camerata strumentale, la Caritas-Banco alimentare, Anffaas, Centro missionario dei frati cappuccini e Ceis. Fra questi lotti venduti al miglior offerente, opere di Barni, Buscioni, Simeti, Stefanoni e Chiari.  Il pezzo clou del contemporaneo è un raro grande dipinto di Gino De Dominicis, stimato 230 mila euro, così come una tela cucita a quadrati di Piero Manzoni, mentre fra gli artisti stranieri più in voga, ecco una scultura in acciaio cromato e dipinto da John Chamberlain, valutata 190 mila euro e un olio di Asger Jorn a 140 mila.  Ci sono però tanti pezzi molto più abbordabili, quasi tutti fotografati a colori, cominciando dalla grafica di qualità fra i 1.000 e i 3.000 eurocon Chagall, Miro, Warhol, Matisse, Magritte, per salire agli italiani Marini, Burri, Carrà. Valutazioni possibili anche per gli artisti più maturi ma meno famosi, mentre per i giovani è sempre possibile fare ottimi affari, non trascurando la fotografia, presente con i dissacranti Araki e Serrano, ma anche gli italiani Ghirri, Giacomelli e Zaza.  Salendo di prezzo, eco gli astrattisti Dorazio, Perili, Turcato, Veronesi, così come i quotatissimi Bonalumi e Castellani, arrivato a quotazioni altissime fra i 100 e 150 mila euro, per la felicità di chi ha investito in passato nelle sue superfici chiodate, magari disinvestendo Bot e fondi.

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