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Milano Unica con 34 lanifici pratesi: è la vetrina delle collezioni invernali

Maria Lardara
Milano Unica con 34 lanifici pratesi: è la vetrina delle collezioni invernali

Superata l’edizione “distanziata” e ridotta del settembre scorso, i marchi vogliono giocare la partita della ripartenza

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PRATO. Nemmeno il tempo di posare la valigia di ritorno da Parigi che tocca ripartire subito per Milano con le collezioni per l’inverno 2022-2023. Vietato fermarsi e i 34 lanifici pratesi diretti a Milano Unica non ne hanno assolutamente l’intenzione. Alcuni si sono lasciati alle spalle la cassa integrazione Covid scaduta il 30 giugno e proveranno a non chiedere nessun ammortizzatore sociale per i prossimi mesi. Uno è l’imprenditore Sandro Ciardi: c’è anche la Dinamo tra gli espositori che varcheranno i cancelli di Rho Fiere oggi, martedì 6, per un’edizione in formato ridotto del salone dei tessuti (due anziché tre giorni). «Per la nuova collezione non ci siamo risparmiati – sottolinea Ciardi – Vogliamo agganciare tutte le opportunità della ripartenza partecipando alle fiere. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, contiamo di non andare oltre giugno».

Anche perché questa è la stagione più propizia alle lavorazioni tessili pratesi, ovvero l’invernale. La Dinamo sfoggerà tra gli stand milanesi una linea di lane rinnovate, declinate con accenti di contemporaneità e nelle tinte calde di beige e ocra. Come altri suoi colleghi, Ciardi è reduce dalla due giorni parigina di Fashion Randez-Vouz (30-1° luglio) organizzata da Première Vision. Bel clima quello che si respirava al Grand Palais Éphémère, nonostante il “rompicapo” del tampone rapido all’entrata della mini fiera raccontato da alcuni pratesi. Per accedere a Milano Unica invece non sarà necessario munirsi di “green pass” o di risultato negativo al tampone (secondo il protocollo sulle fiere, non è obbligatorio per espositori e compratori ma solo per gli organizzatori). L’ultima volta che di luglio i pratesi fecero tappa a Milano Unica fu nel 2019. Poi scoppiò la pandemia e la vetrina dei tessuti fu posticipata a settembre 2020. «Ci aspettiamo una buona affluenza di italiani e, speriamo, di europei anche se i clienti francesi li abbiamo visti a Parigi – racconta Giovanni Gramigni del Bisentino – La nostra sarà una collezione di lane strutturate con colori in tendenza. Ci proponiamo anche con una sezione di tessuti tecnici che sta andando bene sul mercato».

Un mercato, quello dei tessuti nostrani, che non ha ancora ingranato la marcia. A differenza del comparto dei filati per maglieria, il tessile tradizionale ancora non è tornato ai livelli pre-Covid. Ben vengano quindi la proroga della cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti. Un “ombrello” per ripararsi dai possibili cali di lavoro per i mesi futuri, almeno fino a fine ottobre. «Licenziare significherebbe rischiare di fare a meno di professionalità chiave per il distretto – ricorda Maurizio Sarti, coordinatore sistema moda di Confindustria Toscana Nord – Il mercato è confuso e non è ancora ripartito per bene». È un distretto a due velocità quello che fa da sfondo alla stagione delle fiere: più sostenuti i ritmi cui viaggiano i produttori dei filati (reduci da Pitti) e le aziende che fanno tessile d’arredo, più fiacchi quelli con cui lavorano i lanifici. Su questi pende la spada di Damocle dei costi delle materie prime schizzati alle stelle anche per via delle merci bloccate nei porti dell’Oriente a causa del Covid.

«I materiali scarseggiano e spesso i marchi devono riassortire le collezioni virtuali», fa notare Francesco Marini, consigliere delegato di Confindustria Toscana Nord. Anche la Marini Industrie vuole lasciarsi alle spalle gli ammortizzatori sociali, giocando la partita della ripartenza. Di certo a Milano non ci si aspetta di vedere americani, inglesi e asiatici. Braccia aperte ai grandi nomi del lusso italiano, da Max Mara ad Armani passando per Cucinelli. L’articolo di punta della collezione targata Marini Industrie è una linea di lane a base di grafite a prova di tessuto antibatterico e termoregolatore. —

È la numero 33 l’edizione della fiera Milano Unica su cui domani si aprirà il sipario nei padiglioni di Fiera Milano a Rho, Strada Statale Sempione 28. Trentaquattro i lanifici pratesi presenti all'appello, 270 le aziende espositrici da domani fino a mercoledì 7 luglio (+27 per cento rispetto all’edizione di settembre 2020): di queste, 224 sono italiane e 46 in arrivo da paesi stranieri.

Ecco la pattuglia dei produttori di tessuti provenienti dal nostro distretto (l’ordine è rigorosaqmente alfabetico): Alberto Bardazzi, Arché, Comistra, Dbs Tessuti, Delfi, Dinamo Contemporary Fabrics, Furpile Idea, In.Tes.Pra.Industria Tessuti Pratesi, Lab 74 By Lady V, Lady V, Lanificio Bisentino, Lanificio Cangioli 1859, Lanificio Faisa, Lanificio Faliero Sarti, Lanificio Fortex, Lanificio Lamberto, Lanificio Luigi Ricceri, Lanificio Nello Gori. Seguono poi il Lanificio Roma, Manifattura Del Prato, Manifattura Emmetex, Manteco, Marini Industrie, Milior, Morganti Brunetto & C, O'jersey, Picchi, Pontetorto, Pratofabrics By Pratofinish, Simjersey, Smi Tessuti, Tessile Fiorentina Company, Tessilgodi, Texmoda Tessuti.

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