Finanza
Il sogno infranto di Andrea: è malata e non può più danzare
La ragazzina ha problemi di cuore, inutili gli appelli dei genitori e della scuola. Il Coni: «Non è possibile, i regolamenti sono chiari per questi casi»
PRATO. L’amore e il desiderio forte di danzare, ma ora senza poterlo più esprimere. Andrea, 12 anni, è una bambina che la sua passione per la danza classica e moderna l’ha avuta fin da quando era piccolissima, appena quattro anni, alla scuola di ballo Smile di Montemurlo. Una passione con la quale è cresciuta fino ad oggi, assieme ad una cardiopatia congenita con la quale la ragazza convive e nonostante questo ha potuto fare anche attività sportiva, così come è riconosciuta la danza dal Coni. Ma da quest’anno, Andrea, sotto il titolo di una associazione sportiva o scuola di danza, non può più ballare, perché l’adeguamento della normativa nazionale e internazionale non permettono, sia per attività agonistiche che non agonistiche, che si possa fare uno sport in presenza di patologie importanti.
«Mia figlia ha avuto molti interventi per una cardiopatia fin dalla nascita. Oggi, con i progressi della medicina, l’attesa di vita si è alzata tantissimo. Anche chi ha questa patologia può fare una vita normale, ma adesso nessun medico sportivo certifica l’idoneità al fine che mia figlia possa continuare a danzare nella scuola di ballo o fare concorsi», dice la madre, Silvia Ciareccia. La mamma non si dà per vinta. Vuole che il desiderio della bimba, pur con tutte le cautele del caso e l’osservazione medica continua, possa andare avanti e Andrea possa continuare ad allenarsi nella scuola di ballo. Ma fra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare anche questa volta.
«È un’amara realtà , ma la normativa non lo permette e questo per la sicurezza e la salute della ragazza come di tutte le persone di ogni età che soffrano di patologie accertate», taglia corto l’avvocato Massimo Taiti, delegato Coni per Prato e provincia. «Chiedo che per assolvere chiunque da ogni responsabilità, possa prendermi io le responsabilità del caso», prosegue la mamma. Un cuore grande, quello della signora Silvia, per vedere esauditi di desideri della figlia.
«Assolutamente no, non possono esserci delle deroghe. È necessaria la certificazione del medico», risponde Massimo Taiti. La danza per Andrea è passione e traguardo col quale si misura il suo corpo e la sua espressività. «Adesso mia figlia, senza certificato, non può più fare neppure l’attività di preparazione e allenamento. Questo è il mondo nel quale è cresciuta, con le amiche fin da piccole", continua la madre. Irene Tancredi, insegnante di danza della scuola Smile, nei giorni scorsi ha precisato che Andrea «è stata sempre seguita dai medici che hanno sempre detto che poteva fare danza non agonistica».
Irene Tancredi lancia il suo appello al Coni, forse resuscitando quel "voglio vederti danzare come le zingare del deserto" che Franco Battiato, da poco scomparso, ha esaltato come passione inesauribile.
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