Finanza
Morta a 48 anni, l’autopsia non ha chiarito
I consulenti chiedono altri esami sul corpo della donna, ricoverata e dimessa con un referto di lombosciatalgia
PRATO. Non è bastata la prima autopsia a chiarire le cause della morte di Rosa Audia, la donna poggese di 48 anni morta lunedì scorso al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano dove era stata appena dimessa dopo un ricovero per un forte mal di schiena.Il medico legale Susanna Gamba che ha eseguito l’esame in anatomia patologia a Pistoia, affiancata dal consulente della difesa, si è riservata ulteriori accertamenti. Un autopsia durata più di due ore e conclusasi molto tardi. L’esame è stato disposto dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri dopo la denuncia presentata ai carabinieri dalla famiglia, rappresentata dai legali Christian Vannucchi e Laura Grillo. La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, per ora senza nessuna iscrizione sul registro delle notizie di reato. Il sostituto procuratore Gestri attendeva proprio l’esito dell’autopsia per valutare se dare un nome agli indagati, ma a questo punto si dovrà attendere ancora qualche ora.
Rosa Audia, originaria di San Giovanni Rotondo ma residente a Poggio a Caiano con una figlia diciottenne e il marito, ultimamente lavorava come donna delle pulizie. Nell’esposto presentato dal marito ai carabinieri vengono ricostruite le ultime ore della donna, che si era fatta accompagnare al pronto soccorso del Santo Stefano domenica scorsa alle 11,30 perché da qualche giorno soffriva di una lombosciatalgia alla gamba destra. Sembrava una cosa da nulla e la paziente è stata trattenuta in osservazione. Stando all’esposto, presentato dagli avvocati per conto del marito, le hanno fatto una radiografia al rachide lombo-sacrale, le hanno somministrato un antidolorifico e nel tardo pomeriggio di lunedì è stato compilato un referto di dimissione in cui si parla appunto di lombosciatalgia.
Il marito l’ha chiamata per sapere se doveva andare lui a prenderla, ma la donna ha detto che sarebbe stata portata in ambulanza. È stata l’ultima volta che si sono sentiti. Col passare delle ore il marito ha iniziato a preoccuparsi, ha provato a richiamare la moglie sul telefono cellulare ma non ha ottenuto risposta. Allora si è messo al volante ed è andato in ospedale, dove gli hanno dato la brutta notizia. La moglie era andata in arresto cardiaco e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla.
«Lascia senza parole quanto accaduto nell’ospedale di Prato alla signora Rosa» hanno commentato Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e membro della commissione sanità e Claudio Belgiorno, capogruppo consiglio comunale. «Occorre che l’Asl Toscana Centro faccia chiarezza su quanto avvenuto e punisca i responsabili, nel caso in cui ce ne siano». «La giustizia farà il suo corso ma l’episodio è già grave», concludono.
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