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Prato

giustizia

Liberati dal giudice subito dopo l’arresto per furto: la Procura fa ricorso

Francesco Albonetti
La vetrina spaccata alla sala slot di viale Galilei da uno dei due arrestati
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La vetrina spaccata alla sala slot di viale Galilei da uno dei due arrestati

Il tribunale aveva respinto le richieste di custodia cautelare in carcere per gli autori di due furti avvenuti in circostanze diverse

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PRATO. Arrestati nei giorni scorsi dalla polizia per due diversi furti e subito liberati dal gip, che, pur convalidando gli arresti, ha rinviato tutto al processo rimettendo sulla strada due persone con precedenti e che hanno continuato a delinquere nonostante fossero già sottoposti a misure restrittive alternative. Nulla di nuovo, se non fosse che la Procura che, invece, li voleva in carcere, ha fatto subito ricorso contro il tribunale per entrambi i casi.

Una guerra tra “linea dura” e garantismo “morbido” nella quale non entriamo, fermandoci sulla singolarità del doppio ricorso avvenuto in contemporanea. Il primo caso si riferisce al pakistano di 26 anni che lunedì notte è stato arrestato dalla polizia che lo aveva fermato mentre tentava di rubare all'interno di una sala slot di viale Galilei, dove aveva sfondato la vetrina con un tombino.

Il giovane era stato fermato dagli agenti di una volante prima che potesse allontanarsi e li aveva minacciati, continuando a fare resistenza mentre lo portavano in Questura. Per lui il giudice Marco Malerba, pur convalidato il fermo, in attesa della direttissima lo ha subito scarcerato. Il sostituto procuratore Laura Canovai aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Richiesta motivata dalla recidiva: lo stesso giovane era stato arrestato nel mese di luglio per furto aggravato e non ha una fissa dimora.

Attenderà da uomo libero l'esito del processo. Lo stesso trattamento è stato riservato per un marocchino di 39 anni sorpreso nei giorni scorsi dopo aver rubato un orologio e una confezione di mascherine da un’auto. Anche per lui il pm Canovai aveva chiesto la conferma della custodia in carcere, in ragione dei numerosi precedenti. Ma il giudice lo ha liberato, in attesa del processo. Ed ecco scattati i due ricorsi della Procura.

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