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Baby gang ancora in azione, a Maliseti torna la polizia
Dopo il caso della tredicenne picchiata sabato, ieri un altro episodio che ha visto protagonista un ragazzino. Intanto i genitori della ragazza aggredita sabato hanno sporto denuncia
PRATO. Un'estorsione di alcuni euro ai danni di un dodicenne compiuta da altri coetanei, mentre il ragazzo usciva dalla parrocchia di Maliseti. È accaduto ieri pomeriggio, lunedì 15, più o meno nello stesso scenario e alla stessa ora, verso le 17,30, quando sabato pomeriggio una ragazzina di tredici anni ha subito una vera e propria aggressione nei giardini accanto alla Chiesa di San Giovanni Battista, anche qui da altre ragazze minori. Qui, in via Caduti senza Croce una rivale di appena undici anni ha colpito la tredicenne di Maliseti al volto con una catena rivolta nella mano come un pugno di ferro; altre due amiche della undicenne, di sedici e sempre di tredici anni, tenevano ferma la vittima seduta sull'altalena dei giardini.
Scene di non ordinaria violenza, di baby gang, di bullismo trasformato in comportamenti ancora più pericolosi. «Accade un po' di tutto qui, molte volte si deve urlare con questi ragazzi perché ne combinano davvero – dice uno degli esercenti di via Caduti senza Corce – ma pare che sabato l'aggressione sia avvenuta da parte di ragazzine che venivano dalla provincia di Pistoia». Accade anche questo a Maliseti, periferia ovest di Prato che si allunga su Montemurlo. Ieri sul posto sono intervenute altre due volanti della polizia, proprio come sabato sera, raccogliendo le testimonianze dei ragazzi che si radunano ogni giorno di fronte ai giardini e quelle di alcuni genitori. Nel mezzo della storia è finito un quindicenne accusato, dai genitori della vittima, dell'estorsione, di essere lui il protagonista di tutto. Il ragazzo si è subito difeso dicendo di «non aver fatto assolutamente niente e di non aver chiesto soldi a nessuno», ma trovandosi accusato e preso dall'emozione ha cercato di togliersi di mezzo inforcando la propria bici e cadendo a terra, riportando qualche graffio sui ginocchi.
«Mio figlio non ha preso soldi al suo coetaneo né li ha chiesti – è intervenuta in strada la madre del quindicenne – perché accusarlo con questa aggressività? Parliamone fra adulti con i genitori dell'altro ragazzo». In strada, anche questa volta, sono scesi i genitori. Come sabato sera, quando il padre della tredicenne si è ritrovata la propria figlia piena di sangue in volto, con le altre ragazze-aggressori che se la ridevano. Una piccola baby gang questa volta tutta al femminile. La tredicenne sabato sera è ricorsa alle cure dell'ospedale, con intervento del 118 sul posto, e ieri i genitori della giovane hanno presentato denuncia in Questura. Sarà la Procura dei minori adesso a seguire le indagini. «Qui – continua uno degli esercenti della zona – non si sa cosa accada con questi ragazzini». «Da diverso tempo non venivo più qui – dice un quattordicenne – noi non siamo una baby gang. Vengono da fuori, non li conosciamo quelli che vogliono menare o prendere i soldi».
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