Il Tirreno

Prato

furto

Vetrina infranta per sette paia di scarpe

Francesco Albonetti
Il tombino utilizzato per spaccare la vetrina
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Il tombino utilizzato per spaccare la vetrina

Furto con spaccata in pieno giorno nel negozio di calzature Deanna di via Pistoiese. Il titolare: «Siamo
pronti a ripartire  ma sul dopo la vedo grigia

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PRATO.

Al danno di non poter riaprire pur sentendosi pronti, si è unita anche la beffa di aver trovato la vetrina del proprio negozio infranta da un tombino. È accaduto, e in pieno giorno, al negozio Calzature Deanna di via Pistoiese a Viaccia, chiuso come tutti gli altri esercizi di abbigliamento e calzature a causa del lockdown imposto dall’epidemia. La classica spaccata, con un piccolo tombino di Publiacqua estirpato nei pressi del negozio, da parte di uno o più malviventi che si sono poi introdotti all’interno per una manciata di secondi accontentandosi davvero di poco: 7 paia di scarpe più qualche cintura e portafogli. Un magro bottino, considerato anche che in vetrina e all’interno del negozio, c’era esposta molta più merce.

«Cercheremo di ternerne meno da ora in poi – dice il titolare Daniele Toccafondi – se proprio vogliamo trarre un insegnamento utile da questo episodio. Il fatto che siano entrati in pieno giorno, alle 18,30 circa, la dice lunga sulla disperazione di questi malviventi. Se avessero scelto la notte avrebbero potuto prendere molta più merce. Certo non il contenuto della cassa, visto che è completamnte vuoto da quando c’è l’epidemia». Toccafondi si è rivolto alla polizia che sta indagando sul furto per tentare di risalire agli autori.

«Mi hanno detto che in questi giorni è un continuo e in tutti i casi portano via poco o nulla» chiosa il commerciante. Nonostante l’orario diurno, col bar davanti e il negozio di parrucchiera accanto chiusi, sulla solitamente trafficata via Pistoiese in quel momento non transitava nessuno. È stata una famiglia della palazzina dove è situato il negozio a sentire il forte botto della spaccata ed avvisare il titolare del negozio. Il negozio di Viaccia in questi mesi di chiusura totale ha continuato a lavorare con qualche consegna a domicilio.

«Poca roba – continua Toccafondi – Sono clienti affezionati con cui siamo già in contatto su Facebook e Instagram. E nella maggior parte dei casi si tratta di calzature per bambini. Loro ne hanno più bisogno perché da un anno a un anno il piede gli cambia. Gli adulti possono farne anche a meno, qualcosa in casa hanno sempre».

Una ripartenza difficile, che per i negozi potrebbe avvenire il 18 maggio. «Che sia l’11 o il 18 per noi cambierebbe poco – lamenta Toccafondi – Per quanto riguarda il negozio saremmo pronti: in 100 metri quadrati di spazio, due di noi più due clienti alla volta basterebbe a far rispettare le distanze. Non credo ci sarà la fila come al supermercato. Il problema non è tanto quando ripartiremo e il come, ma cosa ci attende dopo e la vedo grigia. La stagione primaverile è ormai andata e abbiamo il magazzino pieno di inveduto. Per la nostra merceologia non può valere la regola del seguire l’effettivo bisogno dei clienti, altrimenti chiuderemo perché siamo in troppi. Dobbiamo garantire quel qualcosa in più dettato dalla moda se vogliamo avere qualche speranza di sopravvivere».

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di Redazione web