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epidemia e crisi

Agenzie di viaggi sul lastrico: "Siamo solo dei fantasmi"

Fabrizia Prota
Il manifesto della protesta delle agenzie di viaggi con i titolari coperti da un lenzuolo come fantasmi
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Il manifesto della protesta delle agenzie di viaggi con i titolari coperti da un lenzuolo come fantasmi

Per loro nessuna data né aiuti: "Non basterà tirare su il bandone il 18 maggio se la gente non può partire. Chiediamo sostegni e l’esonero dalle tasse"

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PRATO. «Per qualcuno siamo solo dei fantasmi». Lo dicono le agenzie di viaggio toscane in un video in cui lanciano un grido d’allarme per il settore, duramente colpito dall'emergenza coronavirus. I titolari delle agenzie viaggi autonome della Toscana promotrici dell'iniziativa, quasi 200, hanno posato con un lenzuolo in testa per dire che la loro categoria, nonostante sia tra quelle che ripartiranno più tardi e quindi con più danni, è a detta loro tra quelle che hanno ricevuto minor considerazione dalle istituzioni.

«A noi non basterà tirare su il bandone il 18 maggio – spiega Elisabetta Fabozzi, titolare dell’agenzia di viaggi “Vieni via con noi” in piazza Mercatale a Prato – Possiamo anche riaprire, ma per fare cosa? Non ci sono certezze sul se e come si potrà viaggiare nei prossimi mesi, perciò è tutto fermo. Ormai l’anno è perso, non c’è niente da fare».

I titolari delle agenzie viaggi sono infatti convinti che, ammesso che possano riaprire il 18 maggio (cosa ancora non chiara), lo “tsunami Covid-19”, con lo stop al turismo di questi 3 mesi e le restrizioni in arrivo per i prossimi, avrà conseguenze su tutto il 2020. Anche in maniera retroattiva: «Abbiamo annullato tutto ciò che era stato prenotato da novembre-dicembre in poi». Forse una ripresa si intravederà solo il prossimo inverno, ma ormai, sostengono in molti, l’estate è perduta.

«Si naviga a vista (anche l’ultimo decreto Conte è un po’ nebuloso), perciò che sicurezze possiamo dare ai nostri clienti? – afferma Fabozzi – Cosa troveranno sulle spiagge o nei villaggi? Non lo sappiamo. La vendita di viaggi in questo momento è impossibile: il concetto stesso di viaggio non è compatibile con quello di distanziamento sociale. Perciò il nostro è il settore che risentirà più a lungo di tutto questo (e non ci sono solo gli alberghi)».

I timori più grandi sono per il turismo da e per l’estero, frenato dalle chiusure dei confini prima e dalle (probabili) richieste di quarantena poi, ma anche per quello interno le previsioni non sono rosee: «Forse sarà possibile fare le vacanze in Italia, ma chi potrà? – si chiede la titolare dell’agenzia – Tra chi ha dovuto usare le ferie per stare a casa durante il lockdown e gli stipendi che per molti non ci sono, le difficoltà quest'estate saranno pesanti per tutti. Anche la piccola fetta di chi potrà farle, opterà per vacanze limitate e vicine, magari nelle seconde case». Anche il fronte dei viaggi di nozze, visto lo stop agli eventi fino a data da destinarsi, è immobile. Il settore dunque è in ginocchio. Le entrate sono a zero, nonostante si continui a lavorare.

«Siamo chiusi dal 9 marzo, ma ci siamo portate i pc a casa per dare assistenza ai clienti – racconta Fabozzi, che gestisce l’agenzia con una socia – Abbiamo fatto rientrare i clienti rimasti bloccati all’estero e stiamo seguendo quelli che ancora non riescono a rientrare (per fortuna hanno appoggi lì), oltre a rimborsi e disdette. Ma non c’è nessun incasso». Le spese però rimangono: affitto, bollette, assicurazioni eccetera. «Abbiamo avuto i 600 euro dell’Inps, ma bastano solo per mantenere l’agenzia. Dovremmo anche mangiare» spiega l’imprenditrice. Quello che chiedono le agenzie di viaggi toscane, nero su bianco in una lettera firmata anche da diverse agenzie pratesi, sono finanziamenti a fondo perduto, un sostegno al reddito, la cassa integrazione per i dipendenti e l’esonero dai pagamenti di contributi e imposte. «La situazione è nera, ma non abbiamo nessuna intenzione di mollare» dice Fabozzi.

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