Il Tirreno

Prato

epidemia e crisi

Le agenzie di viaggi lanciano l’Sos ai politici: "Aiuti veri o non riapriremo"

Francesco Albonetti
L’agenzia di viaggi Travel Store di via Bologna
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L’agenzia di viaggi Travel Store di via Bologna

In una lettera al sindaco l’appello di 12 tour operator pratesi. "Con la pandemia il crollo è strutturale". Tre le richieste principali

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PRATO. «È una crisi profonda e struturale dalla quale temiamo di non uscirne neppure quando le altre aziende ed esercizi commerciali riapriranno i battenti». È il grido d’allarme di Paolo Rosselli, titolare di dell’agenzia di viaggi Travel Store. Parla a nome di un gruppo di dodici agenzie di viaggi pratesi che hanno scritto una lettera al sindaco Matteo Biffoni, un vero e proprio Sos di una categoria tra le più penalizzate dalla pandemia. «La situazione ci è stata chiara fin dall’inizio – dice Rosselli – quando a Prato c’era un solo caso. Se ne parlava poco ma avevano ben chiara la situazione. Da allora passiamo le giornate a cancellare tutte le prenotazioni ed aiutare i toru operator per far rientarre le persone dall’estero e rimomborsarli».

Perché, come spiega l’agente di viaggi pratese, «a noi non basterà riaprire una bottega per rivedere i clienti: la gente sarà senza soldi, a molti di loro verranno tolte le ferie di agosto e in pochi avranno voglia di viaggiare all’estero». Cosa chiedono gli agenti di viaggio? Ecco la lettera che hanno scritto al sindaco.

«In questi giorni in cui ci sentiamo protagonisti e responsabili per noi e per tutta l'Italia davanti a questa orribile pandemia che sta dilaniando il nostro Paese – si legge nella lettera – in questi giorni di fermo imposto ma necessario ci siamo virtualmente confrontati tra di noi e abbiamo deciso ancora una volta di provare a riassumere alcuni passaggi per noi fondamentali. Il 21 febbraio ha significato per noi il crollo di tutto il lavoro preparato, realizzato e consolidato e uno stop totale di possibilità per il futuro. Mai, neanche ai tempi delle Torri Gemelle, abbiamo assistito alla cancellazione di tutto, proprio tutto, il nostro lavoro. La nostra crisi inizia da quel giorno ed è una crisi globale che chissà quando finirà, ancor prima di qualsiasi decreto restrittivo o di chiusura l'inizio della pandemia ha decretato questa crisi. Per noi non si tratta di tenere solo i nostri uffici chiusi per un periodo stabilito e imposto, bensì mette in profonda discussione un comparto che chissà quando potrà ripartire».

«Eppure, davanti allo sgomento per la situazione sanitaria del nostro Paese, abbiamo il diritto ed il dovere, per noi e per le nostre famiglie, di provare a resistere e mantenere vitali le nostre attività commerciali – prosegue la lettera passando alle richieste – Davanti ad uno Stato che ci propone delle misure poco risolutive per noi con un Decreto Cura Italia che non è ancora attuativo e ad un sistema bancario che attualmente, anche nella nostra città, ci volta le spalle senza diritto di replica, siamo qui ad elencarti 3 punti su cui chiediamo di confrontarti con noi: abbiamo immediato bisogno di liquidità, accesso ad un credito garantito con tassi agevolati e con la possibilità di una restituzione lunga nel tempo; abbiamo la necessità che le imposte comunali siano spostate con scadenza il più tardi possibile e dilazionate. Probabilmente uno slittamento di 2 mesi non sarà sufficiente per poter adempiere i nostri obblighi; quando tutto questo sarà finito, ti chiediamo una sinergia tra Comune e imprese turistiche per rilanciare il nostro lavoro».

La lettera è sottoscritta da Travel Store, Girovolando, Follie Viaggi, Vieni via con noi, Sotto la palma, Anda e Rianda, Malaparte Viaggi, Cutter Viaggi, Landini Viaggi, Xenia Viaggi, Mobiltravel e Il mondo dell'Aurora.

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