Attenzione
Ospedale: più posti letto, reparti "bolla" e via le sale operatorie
Regione ed Asl ridisegnano il Santo Stefano in previsione del picco dei casi di coronavirus e nell'eventualità di dover ospitare pazienti da altre zone. Due settori della chirurgia ospiteranno i malati contagiati
PRATO. Stop agli interventi chirurgici programmati, salvo quelli oncologici e salva vita, e aumento dei posti per infettivologia e terapia intensiva che sommati assieme sono passati da venti a trenta. Momenti frenetici, l'ospedale di Prato si prepara ad affrontare il picco dei contagi da coronavirus previsto nelle prossime settimane, sia per il territorio della provincia e quello regionale sia per l'eventualità, per niente remota, dei trasferimenti ospedalieri dal Nord Italia.
Fra venerdì e domenica i reparti del Santo Stefano sono stati ridisegnati per disponibilità di letti e funzioni e come da ordinanza del governatore Enrico Rossi sono stati approntati i "reparti bolla" per gli affetti dal coronavirus ma che non presentano particolari gravità. Il Santo Stefano, insomma, cerca di essere pronto all'emergenza crescente anche in queste ultime ore, con una situazione che, sebbene abbia visto per ora una tenuta a Prato, ha presentato dati di diffusione importanti soprattutto nell'area costiera della Toscana. Per il momento, però, non c'è alcuna avvisaglia di trasferimenti dai nosocomi lombardi o emiliani, quelli per cui potrebbe presentarsi la necessità di posti letto oltre le disponibilità.
Situazione in continuo aggiornamento di ora in ora, prevedendo necessità sempre maggiori di assistenza sanitaria e di terapia intensiva. Due reparti Del Santo Stefano, i settori 1 e 6 della chirurgia dovrebbero ospitare i casi di coronavirus, e tutti i percorsi esterni ed interni dell'ospedale sono stati modificati a partire dall'accesso del pronto soccorso, dove adesso ci sono dei percorsi diretti alla rianimazione e a infettivologia. Venerdì scorso un paziente di Firenze affetto da Covid 19 è stato trasferito dal Santa Maria Nova al Santo Stefano, e va ad aggiungersi all'altro di alcuni giorni fa trasferito dall'Ospedale di Empoli nella nostra città.
Oggi, lunedì 16, sono previste altre riunioni della direzione sanitaria dell'ospedale e dell'Asl Toscana centro per fare il punto della situazione, il monitoraggio costante degli aggiornamenti e quanto sia necessario ancora per affrontare al meglio l'emergenza. Di certo, un po' come viene lamentato da tutti gli operatori sanitari dell'Ospedale, stanno mancando le mascherine protettive Ffp2 e Ffp3, le uniche che possono bloccare, con una possibilità del 95 %, la trasmissione del virus attraverso l'aria. Anche al Santo Stefano sono rimaste solo le mascherine chirurgiche.
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