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Prato

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Tenore di vita troppo alto per essere disoccupato: arrestato per spaccio

Un'auto dei carabinieri
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Un'auto dei carabinieri

Il trentunenne è stato fermato in via Garibaldi con oltre 30 grammi di cocaina. In manette per droga anche un trentacinquenne bloccato in centro, denunciato un terzo spacciatore

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PRATO. Aveva un tenore di vita che non giustificava la sua situazione di disoccupato senza reddito. Così i carabinieri del Nucleo radiomobile hanno voluto indagare sull'uomo, un cittadino di origine tunisina, 31 anni, residente a Firenze ma domiciliato a Prato con la famiglia. L'uomo era sotto la lente dei militari anche perché frequentava abitualmente spacciatori e alla fine è stato sorpreso con la droga.  I carabinieri lo hanno fermato in via Garibaldi quando hanno avuto certezza che potesse trovarsi rifornito di stupefacente da introdurre nell’illecito mercato pratese. L'uomo è stato perquisito e gli hanno trovato ben oltre 30 grammi di cocaina già confezionata per la vendita, nonché equipaggiato con un sofisticato bilancino portatile di precisione. Trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma di via Picasso, il trentunenne è stato arrestato e verrà giudicato in tribunale con rito direttissimo.

Un secondo arresto - sempre in flagranza - è stato eseguito nel centro storico dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo, indirizzati sull’obiettivo da alcune segnalazioni di residenti esasperati arrivate alla centrale operativa del Comando provinciale. Si tratta di un marocchino 35enne sorpreso in flagrante attività di spaccio di cocaina nei confronti di un giovane pratese. A tradirlo è stato il nervosismo dimostrato alla vista dei militari. Sarà giudicato anche lui per direttissima, mentre il cliente è stato segnalato alla Prefettura.

Solo denunciato, invece, un terzo marocchino 44 enne, sorpreso in nottata a spacciare in via Pistoiese dai carabinieri di Montemurlo e trovato in possesso di varie dosi di cocaina per circa 3,5 grammi. Il fatto di essere incensurato gli ha evitato di finire in carcere ed è stato così  deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica.

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