Il Tirreno

Prato

Opposizioni all'attacco sul Creaf: "E' colpa di tutto il Pd"

Quattro scatti dell’ex lanificio Olmi che doveva ospitare il Creaf
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Quattro scatti dell’ex lanificio Olmi che doveva ospitare il Creaf

Prato, Garnier, che ha fatto scattare l'esposto: "Sottratti i soldi ai cittadini italiani ed europei". Milone: "Biffoni se l'è cercata". Forza Italia: "Sono anni che denunciamo e la Regione ci ricasca"

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PRATO. Di esposti in procura, alla Corte dei conti e al Difensore civico sul Creaf ne erano stati fatto anche altri, a partire dal 2011. Ma quello decisivo, che ha fatto scattare l’inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, è stato l’ultimo presentato da Marilena Garnier, consigliera comunale ex Pd ed ora del gruppo di opposizione che porta il suo nome. Ecco la sua reazione e quella di altri esponenti di opposizione.

«Benché ero appena arrivata – commenta Garnier – mi sono resa subito conto che c’era qualcosa che non tornava e quella del Creaf e un po’ la classica storia all’italiana, dove si parte da idee troppo in grande che finiscono nel niente e in una marea di soldi pubblici dove ciascuno cercare di mangiare una fetta di torta. Se è vero che Biffoni non era coinvolto direttamente, bisogna ricordare che è stato consigliere comunale, parlamentare e presidente della Provincia. Dov’era in tutti quegli anni? Non dimentichiamo neppure che non sono stati sottratti soldi solo ai cittadini italiani, ma anche a quelli europei per l’investimento di fondi di 11 milioni andato perso».

Dai suoi impegni romani, il parlamentare di Forza Italia Giorgio Silli dichiara «Siamo garantisti sempre e mi spiace l’avviso di garanzia sia arrivato a Biffoni. Il disastro lo ha fatto tutto il Pd in tutti questi anni».

Per Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega, «l'avviso a comparire recapitato al sindaco Biffoni è solo l'ultimo anello di una catena lunghissima che si chiama Creaf. Sarebbe stato strano lasciare fuori dal cerchio degli accusati e dei colpevoli chi sta guidando la Provincia ormai da quattro anni: anche se le colpe dello sfacelo stanno più a monte è chiaro che anche negli ultimi tempi non sia stato fatto niente di positivo per chiudere questa pagina nera (anzi, rossa) della politica pratese». «D'altronde Biffoni – prosegue Ovattoni – è ormai il factotum del Pd toscano ed ha così tante responsabilità e cariche pubbliche e interne al partito che ci chiediamo come possa ancora pensare alla sua città. E come figura leader del Pd non può certo esimersi dalle colpe di chi ha guidato Prato e regione in questi anni».

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BIFFONI INDAGATO PER BANCAROTTA SEMPLICE

Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera Sicura, ricorda il monito rivolto a Biffoni nel consiglio comunale dedicato al Creaf: «Non mi piace fare lo sciacallo in merito all'avviso di garanzia notificato al Sindaco nonché Presidente della Provincia Biffoni. Però credo e ritengo che questo avviso di garanzia se lo sia quasi cercato anche perché ha fatto di tutto perché l'amministratore unico del Creaf, d.ssa Calciolari, portasse i libri in Tribunale per avviare la procedura prefallimentare. La Calciolari, sentita in merito alla situazione del Creaf nella commissione di controllo e garanzia, fece presente che se la Provincia non avesse messo a disposizione del Creaf altri 3 milioni di euro per ultimare i lavori, sarebbe stata costretta a portare i libri in Tribunale".

"Dopo che furono portati i libri in tribunale - prosegue Milone - ci fu un'audizione in commissione del sindaco Biffoni per avere notizie sulla vicenda. In quell'occasione feci una domanda al Biffoni con cui gli chiedevo se la Calciolari lo aveva messo al corrente di voler portare i libri del Creaf in Tribunale anche perché, in qualità di sindaco e presidente della Provincia, deteneva il 90% delle azioni. Biffoni rispose negativamente. Cosa molto strana che il socio quasi unico del Creaf non fosse messo al corrente".

"Chiesi anche se non sarebbe stato opportuno mettere a disposizione i 3 milioni per ultimare i lavori piuttosto che far fallire il Creaf e provocare un buco di 24/25 milioni di euro. Questo è una dimostrazione di una mancanza di preparazione e anche di una sottovalutazione del problema, nonostante la sua professione. Evidentemente credeva di non essere coinvolto nonostante, in qualità di presidente della Provincia, fosse il socio di maggioranza assoluta. Evidentemente voleva dimostrare di risparmiare 3 milioni dimenticando invece di fare un buco di 24/25 milioni. A questo punto dovrebbe trarne le dovute conclusioni anche politiche".

Rita Pieri (capogruppo Forza Italia in consiglio) “Non mi unirò al coro di chi crocifigge Biffoni per l’inchiesta della procura sugli sprechi inaccettabili del Creaf. Tante volte non solo io, ma tanti esponenti dell’opposizione di allora - Giovanni Luchetti, Riccardo Bini, Gianni Cenni ,Goffredo Borchi ,Alessandro Giugni, Roberto Baldi e ultimo Giorgio Silli come Presidente della Commissione di controllo e garanzia,tanto per citare qualche nome insieme a tanti esponenti del centro destra - ormai più di dodici anni fa abbiamo denunciato i limiti subito evidenti di quel progetto velleitario, che le stesse categorie economiche ritenevano inutile e dispendioso. Abbiamo anche ribadito tante volte, allora, che non era pensabile pagare così tanto per quell’immobile (e questa è stata la scelta imperdonabile)".

"La procura si è mossa, forse in ritardo - prosegue Pieri - Ma non è questo il punto che a me interessa sottolineare. Mi piacerebbe sentire da Biffoni parole di verità, sull’errore politico che è stato compiuto non solo da lui, ma dal suo partito, se ha ancora un senso oggi parlare di politica con memoria storica e, appunto, con verità. Senza slogan facili da raccontare, con onestà intellettuale. Quante cose si sarebbero potute fare per la città con quei 22 milioni gettati al vento. Questo è il punto. E questo è accaduto per responsabilità dell’allora classe dirigente del centrosinistra, con il silenzio anche di Biffoni. Ed è questa a mio avviso la sua unica colpa: esclusivamente politica”.

Le reazioni in Regione. «Errare è umano, ma perseverare nel disperdere soldi pubblici come la Regione, a quanto afferma l’assessore Ciuffo, pare intenzionata a fare sul Creaf di Prato è da Pd. Ma come? La Regione Toscana vanta su questa operazione crediti che viaggiano sui 10,4 milioni di euro sul cui rientro, dato il fallimento, non v’è certezza e vorrebbe mettercene altri 8? Ciuoffo confessi: è un pesce d’aprile»: è con sarcasmo che il capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti interviene sul caso del Centro di ricerca e alta formazione (Creaf) di Prato commentando le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo che prospetta un investimento pari a 8 milioni di euro da parte della Regione.

         La vicenda Creaf – oggetto anche di una Commissione d’inchiesta in Comune a Prato guidata dall’oggi deputato di Forza Italia Giorgio Silli – è tornata di stretta attualità dopo l’avviso di garanzia al presidente della Provincia e sindaco di Prato Matteo Biffoni proprio per il fallimento del Centro, dichiarato nel febbraio scorso. Il Creaf, in realtà, non è mai entrato in attività e la sua mancata messa in esercizio ha dato luogo a un credito pari a circa 10,4 milioni di euro per la Regione da parte della società pubblica incaricata di realizzare l’intervento. Così proprio Ciuoffo spiegava nel luglio 2017 al Consiglio regionale – rispondendo ad alcune interrogazioni tra cui quella dell’allora capogruppo oggi onorevole di Forza Italia Stefano Mugnai intervenuto all’epoca su sollecitazione anche del coordinatore provinciale degli azzurri a Prato e oggi deputato Erica Mazzetti – nel motivare l’idea di acquisire l’immobile di proprietà Creaf per rientrare, almeno in parte, di quel debito.

         «Persistere in un’operazione chiaramente fallimentare è tipico del Pd e su altri fronti, come quello sanitario delle Società della Salute che risorgono come la Fenice dopo ogni passo verso il loro superamento, lo si è già purtroppo sperimentato. Però qui la giunta regionale non è mica a giocare coi soldi del Monopoli: sono quelli dei cittadini, e perseverare nello sprecarli ci pare veramente uno schiaffo ai pratesi e ai toscani tutti».

 

 

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