Il Tirreno

Prato

L'Arci abbandona il circolo della Pietà

Alessandra Agrati
Il circolo della Pietà quando si svolgevano le primarie del Pd
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Il circolo della Pietà quando si svolgevano le primarie del Pd

Prato, il presidente provinciale parla di debiti e nessuna attività nel locale. Ma il gestore la pensa diversamente: "Sono a posto coi conti e presto aprirò una pasticceria e una pizzeria"

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PRATO. Il circolo della Pietà presto non sarà più Arci. "La situazione del circolo - spiega Andrea Barni presidente provinciale dell' Arci - è abbastanza particolare: da mesi non esiste un consiglio, il gestore è l'unico referente, inoltre non viene programmata nessuna attività ricreativa. Non ci sono quindi più le condizioni per restare all' interno della rete Arci che prevede, per ogni circolo, la presenza di un consiglio e la programmazione di attività socio ricreative. Abbiamo inviato due raccomandate per richiedere formalmente l'adeguamento, ma non c'è stata risposta. La decisione esula dalla situazione economica in cui si trova il circolo". I conti comunque non sono in regola ormai da diversi anni e la situazione continua a peggiorare.

Dopo le dimissioni del consiglio, l'ultimo presidente è stato Francesco Ricciarelli che ha ereditato un bilancio in rosso ma ha sempre pagato le utenze, i fornitori e i collaboratori, è subentrato Celestino Romeo. Assumendo anche la carica di presidente si è accollato un debito di 80mila euro, ma era fiducioso di risanare la situazione e di rilanciare il circolo. Questo non è avvenuto: i vecchi soci si sono trasferiti in altri circoli e, automaticamente, sono colati a picco anche i tesseramenti.

"Per anni ho fatto parte del consiglio e ho passato molte ore in questo circolo - spiega un ex consigliere che chiede l'anonimato - ma oggettivamente ora è impossibile stare in quei locali. Per un certo periodo non c'erano neppure la corrente e l'acqua che erano state interrotte per morosità". Voci insistenti, ma non confermate, parlano anche di sfratto esecutivo (i locali sono della parrocchia di Santa Maria della Pietà).

Di tutt'altro parere il gestore: "Ho pagato tutti i debiti, durante il mese di agosto. Rinfresco i locali, ho già un accordo per creare un laboratorio di pasticceria e realizzare la cucina per fare le pizze. Io sono e resto un circolo Arci, ho anche investito in attrezzature". Entrando però nel circolo non si percepisce nulla di tutto ciò: il bancone è praticamente vuoto, tutto l'ambiente è al buio, i tavoli sono ammassati in un angolo e le pareti dimostrano di avere bisogno di diverse mani di bianco per coprire l'intonaco che si stacca ovunque. Nessun cliente all' interno, del resto non esistono orari precisi per l'apertura e la chiusura, dipende dall' umore del gestore.

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